In Toscana, il 40,3% delle persone assistite dalla Caritas si rivolge ai centri di ascolto da almeno sei anni. Il fenomeno della povertà persistente è in crescita, con un impatto significativo sulle reti sociali e sulla salute.
Povertà cronica in Toscana: un quadro preoccupante
La Toscana affronta una crescente sfida legata alla povertà. Un recente rapporto evidenzia come una fetta consistente della popolazione assistita dai centri d'ascolto della Caritas sia in condizioni di fragilità da un lungo periodo. Nel 2025, infatti, ben il 40,3% delle persone si è rivolta all'organizzazione per ricevere supporto da almeno sei anni. Questo dato emerge dal Rapporto sulle Povertà 2026, intitolato 'Fratture invisibili', elaborato da Caritas Toscana e TosCaritas e presentato nella città di Firenze.
Il numero totale di individui che hanno cercato aiuto presso i centri d'ascolto diocesani toscani nel 2025 ammonta a 29.239. Questo dato registra una lieve diminuzione rispetto all'anno precedente, con appena 58 persone in meno (-0,2%). Tuttavia, rappresenta comunque il secondo valore più alto registrato dal 2007. Si tratta di un numero considerevolmente superiore, circa 9.000 unità in più, rispetto ai livelli pre-pandemia di Covid-19.
L'analisi distingue tra nuove povertà e povertà cronica. Le persone che si rivolgono per la prima volta alla Caritas, definite come 'nuove povertà', costituiscono ora il 24,1% del totale, in calo rispetto al 26,1% dell'anno precedente. Questo dato, sebbene in diminuzione, non deve far abbassare la guardia. La vera criticità risiede nell'aumento della componente di coloro che necessitano di assistenza continuativa.
La percentuale di utenti seguiti da almeno sei anni è salita al 40,3%. Questo indica una persistenza della condizione di bisogno, che non si risolve nel breve termine. Inoltre, il 54,7% dell'utenza attuale ha avuto il primo contatto con i servizi della Caritas a partire dal 2021, un periodo che coincide in gran parte con le conseguenze economiche e sociali della pandemia.
Il profilo dell'utenza Caritas in Toscana
Il rapporto fornisce un quadro dettagliato del profilo delle persone assistite. Le donne rappresentano la maggioranza, costituendo il 54% del totale. La componente straniera è significativa, attestandosi al 60%. La fascia d'età più rappresentata è quella degli adulti tra i 25 e i 54 anni, che costituiscono il 57,8% dell'utenza. Un dato rilevante riguarda il livello di istruzione: il 40% delle persone assistite possiede un basso livello di scolarizzazione.
Si osserva inoltre una crescita della componente anziana tra gli assistiti. La percentuale di ultrassessantacinquenni è passata dal 16% al 17,3%. Questo dato è coerente con il fenomeno generale dell'invecchiamento della popolazione in Italia e in Toscana. L'aumento degli anziani che necessitano di supporto evidenzia la vulnerabilità di questa fascia demografica, spesso colpita da pensioni insufficienti e isolamento sociale.
Considerando i nuclei familiari, le persone complessivamente raggiunte dai servizi della Caritas superano le 43.000 unità. Un aspetto preoccupante è che quasi il 35% delle persone accolte ha figli minori conviventi. Questo significa che la povertà non colpisce solo gli individui, ma intere famiglie, con ripercussioni dirette sul benessere e sul futuro dei bambini.
I dati presentati provengono anche da un'indagine condotta da VoisLab su un campione di 1.065 beneficiari distribuiti nelle 17 diocesi della Toscana. Questa ricerca conferma la correlazione tra bassa istruzione e vulnerabilità. Oltre il 63% del campione intervistato possiede al massimo un titolo di scuola secondaria di primo grado, evidenziando come la mancanza di qualifiche scolastiche possa limitare le opportunità lavorative e aumentare il rischio di povertà.
Fragilità sociale e impatto sulla salute
L'indagine di VoisLab mette in luce un altro aspetto critico: la vulnerabilità economica si accompagna spesso a una marcata fragilità delle reti sociali. Il 28,5% degli intervistati dichiara di essersi sentito spesso o sempre solo nell'ultimo anno. Questo sentimento di isolamento è un indicatore di disagio psicologico e sociale che aggrava ulteriormente la condizione di povertà.
La mancanza di supporto sociale è un problema concreto. Il 24,4% degli assistiti afferma di non avere nessuno su cui poter contare in caso di bisogno. Questa assenza di una rete di sicurezza personale rende le persone ancora più esposte alle difficoltà quotidiane e meno capaci di affrontare imprevisti.
Le difficoltà economiche si traducono inevitabilmente in problemi di salute, in particolare legati all'alimentazione. L'85% degli intervistati dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà o grandi difficoltà. Di conseguenza, la povertà alimentare assume un ruolo centrale. L'81,4% dei beneficiari ritiene che mangiare in modo sano ed equilibrato sia troppo costoso per la propria famiglia. Questo porta a scelte alimentari dettate dal risparmio piuttosto che dalla salute, con conseguenze negative a lungo termine sul benessere fisico.
La situazione descritta dal rapporto 'Fratture invisibili' richiede un'attenzione particolare da parte delle istituzioni e della società civile. La persistenza della povertà e la fragilità delle reti sociali rappresentano sfide complesse che necessitano di interventi mirati e di lungo respiro per garantire un futuro più dignitoso a tutti i cittadini toscani.