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Il Tar della Toscana ha gestito un numero crescente di ricorsi nel 2025, definendone 2.586. Nonostante questo incremento, le pendenze sono aumentate del 31%, raggiungendo quota 5.193. Le carenze di organico tra magistrati e personale amministrativo rappresentano una criticità.

Tar Toscana: bilancio 2025, ricorsi definiti e nuovi arrivi

Nel corso del 2025, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Toscana ha concluso l'iter giudiziario per un totale di 2.586 ricorsi. Questo dato segna un incremento significativo rispetto ai 1.855 casi definiti nell'anno precedente, il 2024. L'anno ancora precedente, il 2023, aveva visto la chiusura di 1.536 procedimenti.

Parallelamente all'aumento dei ricorsi definiti, si è registrato un notevole afflusso di nuove istanze. Nel 2025, sono pervenuti al Tar toscano ben 3.815 nuovi ricorsi. Questo numero supera ampiamente i 2.217 registrati nel 2024 e i 1.520 del 2023.

Questi dati sono stati resi pubblici durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Tar della Toscana. La presidente, Silvia La Guardia, ha evidenziato come la combinazione di questi due fattori abbia creato una situazione di criticità.

Aumento delle giacenze: un problema strutturale per il Tar

L'incremento dei nuovi ricorsi depositati è stato superiore al 70%. Contemporaneamente, i ricorsi definiti sono aumentati del 35%. Questa dinamica ha portato a un aumento complessivo delle giacenze, ovvero dei procedimenti ancora pendenti.

Le giacenze sono cresciute del 31%, passando dalle 3.954 unità del 2024 alle 5.193 unità del 2025. Questo significa che, nonostante il maggior numero di cause concluse, il carico di lavoro arretrato è aumentato in modo considerevole.

La presidente Silvia La Guardia ha espresso preoccupazione per questo trend. Ha sottolineato come il rischio di formare un nuovo arretrato giudiziario sia concreto. Tale rischio potrà essere evitato solo attraverso un adeguato completamento dell'organico del tribunale.

La situazione attuale vede il Tar della Toscana operare con un numero di magistrati inferiore a quello previsto. Questo fattore contribuisce all'accumulo delle pendenze.

Settori del contenzioso: edilizia, stranieri, demanio e docenti

Tra i settori che hanno generato il maggior numero di ricorsi, l'edilizia ha mostrato una lieve flessione. Tuttavia, la materia connessa dell'urbanistica ha registrato una forte crescita. Questo indica un aumento delle controversie legate alla pianificazione territoriale e ai permessi di costruire.

Il contenzioso in materia di stranieri è rimasto ingente, confermando la complessità delle questioni legate all'immigrazione e ai diritti dei cittadini stranieri sul territorio.

Si è registrato un forte aumento dei ricorsi riguardanti il demanio e il patrimonio pubblico. Questo suggerisce un incremento delle dispute relative all'uso e alla gestione dei beni statali o regionali.

Un vero e proprio boom si è verificato nelle controversie che coinvolgono gli insegnanti. In particolare, sono state presentate quasi 2.000 istanze da parte di docenti a tempo determinato. Queste richieste mirano all'ottemperanza di giudicati civili di condanna al pagamento degli importi relativi alla carta del docente.

La carta del docente è uno strumento destinato all'aggiornamento professionale degli insegnanti. Le controversie riguardano il mancato o parziale riconoscimento di tali importi, con conseguenti richieste di pagamento.

Appalti pubblici, sicurezza e Pnrr: un quadro variegato

Anche la materia degli appalti pubblici ha visto un aumento rilevante dei ricorsi. Particolare attenzione è stata rivolta alle forniture sanitarie e agli appalti destinati al settore scolastico. Questo riflette la complessità e la delicatezza delle procedure di gara in questi ambiti.

I numeri relativi alla sicurezza pubblica sono anch'essi cresciuti. Questo indica un aumento delle controversie legate a normative, controlli e provvedimenti in materia di sicurezza.

Le cause concernenti interventi finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) si sono mantenute numericamente stabili. Questo suggerisce una gestione relativamente lineare di queste procedure, nonostante la loro importanza strategica.

Anche l'ambiente e la sua tutela sono stati oggetto di un aumentato contenzioso. Le dispute riguardano probabilmente autorizzazioni ambientali, piani di gestione delle risorse naturali e impatti di attività produttive sull'ecosistema.

Carenza di organico: il nodo cruciale per il Tar della Toscana

La presidente Silvia La Guardia ha evidenziato come la principale criticità per il Tar della Toscana sia la carenza di personale. Nel 2025, il tribunale ha operato con soli 16 magistrati, a fronte di un organico previsto di 20 magistrati.

A questa carenza di magistrati si aggiunge quella del personale amministrativo. Delle 32 unità previste dalla dotazione di diritto, solo 23 sono effettivamente presenti e operative.

Questa situazione di sottorganico incide direttamente sulla capacità del Tar di smaltire il carico di lavoro. La presidente ha espresso l'auspicio che, a partire dal 2027, con la conclusione del concorso attualmente in corso, vengano assegnati stabilmente ulteriori magistrati.

Altrettanto importante è la speranza che vengano colmate le scoperture nel personale amministrativo. Solo con un organico completo e adeguato, il Tar della Toscana potrà affrontare efficacemente l'aumento dei ricorsi e ridurre le giacenze.

La situazione del Tar della Toscana riflette una problematica più ampia del sistema giudiziario italiano, dove la carenza di risorse umane e finanziarie ostacola l'efficienza e la tempestività della giustizia.

Il contesto geografico della Toscana, con la sua vivace attività economica e sociale, genera inevitabilmente un elevato numero di contenziosi amministrativi. La capacità del Tar di rispondere a queste esigenze è fondamentale per garantire la certezza del diritto e il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.

Le statistiche del 2025 evidenziano una sfida complessa per il Tar toscano. La gestione dell'aumento dei ricorsi, pur con un incremento delle definizioni, non è sufficiente a contrastare la crescita delle pendenze. La soluzione passa necessariamente attraverso un potenziamento degli organici, come auspicato dalla presidente La Guardia.