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Dirigenti penitenziari di Sollicciano denunciano una grave emergenza strutturale nel carcere, definendola prevedibile e attribuendo responsabilità all'incompetenza ministeriale. Si chiede un intervento urgente per evitare di scaricare colpe sui direttori.

Critiche alla gestione ministeriale del carcere

Il Coordinamento Nazionale Direttori e Dirigenti Penitenziari, tramite il suo responsabile Enrico Sbriglia, ha espresso forte disappunto. L'organizzazione non accetterà che i direttori vengano penalizzati. Questo avverrà a causa di presunta incompetenza e inefficienza da parte del ministero. Verranno intraprese tutte le azioni legali possibili. L'obiettivo è far emergere la verità sulla situazione.

Le dichiarazioni seguono un recente provvedimento giudiziario. La Procura di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di un'area del carcere di Sollicciano. Questo ha reso necessaria l'evacuazione di circa 200 detenuti. Essi devono essere trasferiti in altre strutture carcerarie. La decisione mira a contenere rischi enormi.

Anni di criticità strutturali a Sollicciano

L'istituto penitenziario di Sollicciano presenta gravi problemi da tempo. Criticità strutturali venivano segnalate da almeno 4 lustri. Si parla di una gestione fallimentare del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. In venti anni si sono succeduti ben 11 Capi Dipartimento. Questa instabilità ha contribuito al degrado.

Il carcere, la cui costruzione è terminata nel 1982, è in condizioni precarie. Le strutture cadono a pezzi e sono soggette a muffa. Le intemperie e la incuria hanno aggravato la situazione. In passato, si è tentato di attribuire le colpe all'ex direttrice. La donna era descritta come competente e straordinaria. Successivamente, si è preferito cercare altre figure dirigenziali.

Queste figure avrebbero dovuto gestire una realtà estremamente difficile. Le condizioni operative sono oggettivamente compromesse. Il Coordinamento auspica un intervento diretto del ministro Nordio e del sottosegretario Balboni. Non dovrebbero limitarsi a leggere comunicati ufficiali. Si chiede loro di verificare di persona la situazione. Dovrebbero ascoltare l'ex direttrice e i provveditori regionali che si sono succeduti. L'obiettivo è comprendere quali iniziative siano state proposte e finanziate nel tempo.

Richiesta di trasparenza e responsabilità

Il Coordinamento dei dirigenti penitenziari chiede chiarezza sulla gestione dei fondi e delle priorità. La situazione di Sollicciano è emblematica di problemi più ampi nel sistema carcerario. La mancanza di investimenti adeguati e una gestione poco lungimirante hanno portato a questa emergenza. L'incuria e la mancata manutenzione hanno reso inagibile parte della struttura. Questo ha comportato la necessità di trasferire un numero elevato di persone detenute.

La critica si rivolge direttamente ai vertici del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. L'elevato turnover dei capi dipartimento è visto come un sintomo di instabilità. Questa instabilità impedisce l'attuazione di piani a lungo termine. La sicurezza e l'efficienza delle strutture carcerarie ne risentono. Il Coordinamento sottolinea l'importanza di una gestione stabile e competente. Si chiede che le responsabilità vengano attribuite in modo equo e trasparente.

L'appello è affinché le autorità competenti prendano atto delle criticità. È necessario un piano di recupero e manutenzione serio per Sollicciano. Inoltre, si richiede una revisione delle procedure di gestione del personale e delle strutture. L'obiettivo è garantire condizioni di lavoro sicure per il personale e di detenzione dignitose per i ristretti. Il Coordinamento si dichiara pronto a collaborare per trovare soluzioni concrete. Tuttavia, non tollererà che la colpa ricada sui singoli dirigenti per problemi sistemici.