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L'assessore regionale pugliese Raffaele Piemontese critica la nuova riforma del trasporto pubblico locale. La mobilità non può essere legata alla ricchezza del territorio, ma deve garantire equità a tutti i cittadini.

Riforma finanziamento trasporto pubblico locale

L'assessore regionale pugliese alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, ha partecipato alla quinta edizione del Festival delle Regioni. L'evento si è svolto a Firenze. L'incontro ha discusso il finanziamento del trasporto pubblico. Si è parlato dei trasferimenti statali e della fiscalizzazione. Al centro della discussione la riforma introdotta dal decreto legislativo 147 del 2026. Dal prossimo gennaio cambierà il sistema di finanziamento. Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale verrà soppresso. Sarà sostituito da una compartecipazione delle Regioni al gettito IRPEF.

Piemontese ha espresso forte preoccupazione per questo cambiamento. Ha sottolineato come la mobilità sia un diritto fondamentale. Non può dipendere dalla situazione economica della propria regione. Uno studente, un lavoratore o un anziano devono avere trasporti adeguati. Questo vale indipendentemente dalla capacità fiscale del territorio. Questo principio deve guidare ogni riforma. La riforma attuale rischia di creare nuove disuguaglianze. Le regioni più deboli potrebbero avere meno servizi. Meno autobus, meno treni e collegamenti meno frequenti sono un rischio concreto. Questo penalizzerebbe chi usa il trasporto pubblico come unica opzione. L'accesso a scuole, ospedali e luoghi di lavoro diventerebbe più difficile.

Critiche alla riforma e richieste delle Regioni

Diverse regioni hanno contestato la riforma. Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Toscana hanno impugnato il decreto. Non si contesta l'autonomia finanziaria regionale. Si critica un meccanismo che accentua le disparità territoriali. Manca la garanzia di risorse sufficienti. Non sono stati definiti i servizi minimi da assicurare. Il nuovo sistema sostituirà oltre 5,2 miliardi di euro. Questi fondi statali erano destinati al trasporto pubblico locale. Verranno rimpiazzati da risorse derivanti dall'IRPEF. Questo avviene in un momento difficile. Le regioni affrontano costi crescenti per personale, energia e carburanti. Devono anche programmare investimenti a lungo termine.

Il problema non è solo la distribuzione delle risorse. La vera questione è quante risorse saranno disponibili. E quali diritti essenziali dovranno garantire. Piemontese ha evidenziato le richieste della Conferenza delle Regioni. Il 22 ottobre sono state avanzate proposte precise. Si chiede un aumento complessivo delle risorse. Si chiede di anticipare al 2027 i 50 milioni di euro aggiuntivi. Questi fondi sono previsti dal 2028. Si richiede un incremento progressivo di 10 milioni all'anno. Tuttavia, Piemontese ha precisato che queste cifre sono insufficienti. 50 milioni rappresentano meno dell'1% delle risorse attuali. Non possono risolvere il problema della perequazione. Non compensano le differenze di capacità fiscale tra le regioni.

Proposte per un trasporto pubblico equo

Secondo la proposta di riparto per il 2027, la Puglia riceverebbe solo 4,12 milioni di euro. Questo sui 50 milioni aggiuntivi, se l'anticipazione venisse approvata. L'assessore ha indicato le priorità per garantire un servizio equo. È fondamentale definire i livelli adeguati di servizio. Bisogna aggiornare i costi standard. Il trasporto pubblico locale deve essere riconosciuto nei livelli essenziali delle prestazioni. Questi devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La perequazione infrastrutturale e quella finanziaria devono procedere di pari passo. Non basta costruire nuove infrastrutture. Servono risorse per far funzionare i servizi. Non basta finanziare i servizi se le comunità sono penalizzate. La carenza di infrastrutture è un problema serio. L'obiettivo finale è ridurre le disuguaglianze. Sia nella disponibilità di reti e collegamenti. Sia nelle risorse per garantire servizi adeguati.