La Manifattura Tabacchi di Firenze ospita "Luci d'alta quota", una mostra fotografica di Zhang Chaoyin. L'esposizione, visitabile dal 26 marzo al 15 maggio 2026, esplora il paesaggio himalayano attraverso circa 60 opere.
Manifattura Tabacchi presenta Zhang Chaoyin
La Manifattura Tabacchi, un progetto di rigenerazione urbana a Firenze, apre le sue porte a un nuovo evento culturale. Si tratta di "Luci d'alta quota. Lettera di un amore di quarant’anni su pellicola". Questa è una mostra personale dedicata al fotografo Zhang Chaoyin. Egli è una figura di riferimento nella fotografia paesaggistica e documentaria asiatica contemporanea.
L'inaugurazione è avvenuta il 26 marzo 2026. La mostra rimarrà allestita fino al 15 maggio 2026. Il luogo scelto è l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi.
Michelangelo Giombini, co-ceo di Manifattura, ha dichiarato: «Manifattura Tabacchi è fin dalla sua nascita un crocevia di idee, mostre ed eventi d’arte unici». Ha aggiunto che portano avanti un calendario culturale ricco. C'è un'attenzione particolare all'arte contemporanea. Promuovono la collaborazione tra artisti, curatori e architetti. Sono entusiasti di ospitare "Luci d'alta quota". Questa mostra racconta decenni di emozioni e storie tra uomo e montagna.
Un viaggio visivo nell'Himalaya
Zhang Chaoyin dedica da oltre quarant'anni la sua ricerca all'area himalayana. Ha creato un atlante visivo e culturale del cosiddetto “Terzo Polo”. Il suo lavoro si basa sull'uso rigoroso della pellicola analogica. Utilizza anche la stampa al platino-palladio. Questo unisce precisione documentaria e profondità poetica.
Li Shuanke, Direttore di Chinese National Geography, ha affermato: «Il lavoro di Zhang Chaoyin rappresenta un dialogo profondo che attraversa le dimensioni del tempo e dello spazio». Le sue immagini non solo documentano il paesaggio himalayano. Restituiscono la sua memoria culturale e coscienza geografica.
La mostra è realizzata con il supporto di Manifattura Tabacchi. Collabora con Aria Art Gallery. Quest'ultima ha sostenuto la produzione e il coordinamento curatoriale. L'obiettivo è favorire un dialogo culturale tra Europa e Asia. La fotografia è vista come un linguaggio capace di attraversare geografie e sensibilità diverse.
La mostra è coordinata da Massimo Listri. La curatela è di Guoyin Jiang. Propone un itinerario dove le opere intrecciano documentazione, ricerca artistica e visione poetica. "Luci d'alta quota" riunisce circa 60 opere. Sono state realizzate in quattro decenni di esplorazioni.
Dialogo tra uomo e paesaggio
Il percorso espositivo si sviluppa come un dialogo tra uomo e paesaggio. Affronta temi come tempo e memoria, luce e materia. Offre al pubblico una riflessione sul tempo profondo. Si sofferma anche sulla fragilità degli ecosistemi d’alta quota.
Accanto alle opere di Zhang Chaoyin, alcune di Zhang Yuxiao introducono uno sguardo generazionale complementare. Ampliano la riflessione tra esperienza e contemporaneità. Padre e figlio, entrambi attivi presso Chinese National Geography, condividono un percorso professionale e umano. Questo si riflette nelle loro ricerche visive.
Il confronto tra le due pratiche restituisce la complessità dell'Himalaya. Lo presenta come spazio fisico e simbolico. Una sezione è dedicata alla serie "Primavera, Estate, Autunno, Inverno". Queste opere, stampate su seta cinese, evocano il ciclo naturale. Sono una metafora della continuità della vita.
Durante la mostra, verrà proiettato un video. In esso, Zhang Chaoyin illustra il processo di stampa al platino-palladio. Ripercorre quarant'anni di esplorazioni nell'area himalayana. Offre uno sguardo diretto sul metodo e sull'esperienza.
Un'opera monumentale e collaborazioni
Fulcro della ricerca di Zhang Chaoyin è il volume "Himalaya". È stato pubblicato da Chinese National Geography. Quest'opera enciclopedica raccoglie oltre 3.000 immagini e 85.000 parole di approfondimento scientifico. Con un peso superiore ai dieci chilogrammi, rappresenta un progetto editoriale geo-umanistico senza precedenti. L'edizione originale del libro è presentata in mostra.
La mostra stabilisce un ideale asse culturale tra le Alpi e l'Himalaya. Collega Europa e Asia. Propone un'esperienza che intreccia rigore documentario e sensibilità poetica.
La realizzazione è stata possibile grazie al contributo di partner e collaboratori. Si ringraziano in particolare Li Xuehai, Aria Art Gallery e Chunmeng Yang. Ringraziamenti anche a Diego Goti, Giovanni Bolignano, Michelangelo Giombini, Roberta Pasinetti e il team di MIM – Made in Manifattura. Si ringrazia inoltre Targetti Sankey S.r.l. per la sponsorizzazione tecnica dell'illuminazione.
Informazioni sull'evento
La mostra si tiene presso la Manifattura Tabacchi – Spazio B12, a Firenze. L'inaugurazione è stata il 26 marzo 2026, alle ore 18:30. Il periodo di visita va dal 26 marzo al 15 maggio 2026.
Gli orari sono: da martedì a venerdì dalle 15:00 alle 19:30. Il sabato dalle 12:30 alle 19:30. La domenica e il lunedì la mostra è chiusa.
L'ingresso è libero.