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Spiagge toscane interessate da misteriosi granuli bianchi. L'Arpat ha identificato la sostanza come lenticchie d'acqua, trasportate dal fiume Arno e dalle correnti marine. Il fenomeno è legato alle eccezionali condizioni meteoclimatiche estive.

Fenomeno sulle coste toscane

Diverse spiagge della costa toscana hanno mostrato la presenza di granuli bianchi nelle scorse settimane. Questi avvistamenti hanno interessato aree specifiche. Tra queste figurano Rimigliano e Baratti, nel golfo omonimo. Anche il Golfo di Follonica e l'Isola d'Elba sono state interessate dal fenomeno.

Le analisi condotte dall'Arpat hanno fornito una spiegazione. Si tratterebbe di ammassi di lenticchie d'acqua. Queste sono piccole piante acquatiche tipiche di ambienti d'acqua dolce. La loro origine sembra essere il fiume Arno.

Le correnti marine avrebbero poi trasportato questi organismi verso sud. Giunti sulle coste, si presentavano ormai decomposti. La colorazione bianca è dovuta alla perdita di clorofilla. L'Arpat ha confermato la natura vegetale della sostanza.

Identificazione delle specie e diffusione

Le analisi chimiche hanno rivelato una componente polisaccaridica vegetale. Osservazioni al microscopio da parte dell'Arpat hanno confermato la natura delle lenticchie d'acqua. Il loro studio è stato supportato da botanici dell'Università di Siena.

È stata identificata principalmente la specie Lemna gibba. Questa fine estate, tali piantine sono comparse in masse considerevoli. La loro presenza è stata notata in fiumi, canali e laghi in diverse zone d'Italia e d'Europa. Esempi includono tratti del Po e del Reno.

A metà settembre, queste piante hanno ricoperto ampie zone dell'Arno, nella zona di Firenze. Nei giorni 10 e 11 ottobre, sono state osservate anche nell'area urbana di Pisa. In quest'ultimo caso, è stata identificata la specie Lemna polyrrhiza.

L'Agenzia ha prontamente informato il Comune di Pisa sugli esiti delle indagini. Questo per fornire chiarezza sulla natura del ritrovamento.

Cause del fenomeno e conclusioni

L'Arpat ritiene probabile una connessione tra le lenticchie d'acqua e le acque interne. Diverse specie, tra cui Lemna gibba e L. polyrrhiza, hanno tappezzato l'Arno. Potrebbero anche aver interessato altre acque dolci.

Queste piante sarebbero poi arrivate al mare. Venti e correnti marine ne avrebbero favorito la dispersione su lunghe distanze. Hanno raggiunto le coste della parte centro-meridionale della Toscana. Qui si presentavano decomposte e prive di pigmenti verdi.

In conclusione, il fenomeno è attribuibile alle condizioni meteoclimatiche eccezionali. L'estate ha registrato temperature più elevate. Questo ha interessato sia le acque superficiali dolci che quelle marine. Tali condizioni hanno favorito la proliferazione delle lenticchie d'acqua.

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