A Firenze è stato inaugurato un nuovo giardino dedicato alla memoria di Oriana Fallaci, in occasione del ventennale dalla sua scomparsa. L'iniziativa, nata da una petizione popolare, include la piantumazione di un leccio e l'apposizione di targhe commemorative.
Un giardino per Oriana alla Fortezza da Basso
Il piazzale intitolato a Oriana Fallaci, situato presso la Fortezza da Basso a Firenze, è stato trasformato in un giardino. La cerimonia di inaugurazione si è svolta in concomitanza con il ventennale della morte della celebre scrittrice e giornalista.
Durante l'evento è stata svelata una targa commemorativa. È stato inoltre piantato un giovane leccio, un gesto simbolico per onorare la sua figura.
Questa intitolazione è il risultato di una petizione promossa da un gruppo di cittadini. L'iniziativa ha raccolto rapidamente un notevole consenso, con 331 firme raccolte in breve tempo.
Il valore della memoria e della natura
La sindaca Sara Funaro ha sottolineato l'importanza di questo momento. Ha definito l'evento come «un percorso che inizia», evidenziando l'accoglimento della richiesta di avere la targa non solo al centro del giardino, ma anche ai due ingressi.
«Visto che Oriana aveva un rapporto con la natura e con gli alberi molto forte», ha spiegato la sindaca, «abbiamo deciso oggi simbolicamente di piantarne uno. Quell'albero crescerà insieme alla memoria di Oriana Fallaci qui, nella nostra città».
La sindaca ha espresso il desiderio di aggiungere una targhetta vicino all'albero. L'obiettivo è stimolare la curiosità dei bambini, invitandoli a scoprire la storia e il pensiero di Oriana Fallaci.
«Mi piace pensare che qui non chiudiamo un ciclo con i 20 anni, ma che ne apriamo uno nuovo», ha ribadito Funaro. «Un ciclo in cui chi ha avuto un valore, una persona che ha fatto un pezzo di storia e che racconta un pezzo di storia della nostra città, possa essere ricordato sempre di più».
I ricordi del nipote e dei firmatari
Edoardo Perazzi, nipote di Oriana Fallaci, ha condiviso alcuni aneddoti. Ha ricordato l'amore della zia per gli alberi toscani, come gli olivi e i cipressi. Ha menzionato una particolare simpatia per le querce.
«Il leccio le faceva strano, perché era una quercia, ma non perdeva le foglie», ha raccontato Perazzi. Ha poi letto un estratto dal libro «Se il sole muore», un reportage di Fallaci tra gli astronauti statunitensi negli anni '60.
Il brano descriveva la sua esperienza nel sottoporsi ai test psicologici della Nasa, con risultati non ottimali. Alcuni astronauti, ha aggiunto, furono ospiti di Oriana a Greve in Chianti.
Perazzi ha concluso con un augurio: «Mi auguro che quest'albero cresca forte, con le radici nella sua Firenze e i rami aperti verso il mondo, proprio com'era Oriana».
Andrea Ragazzini, portavoce dei firmatari della petizione, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto. «Siamo contenti del risultato perché Oriana meritava qualche cosa di più esplicito», ha dichiarato, riferendosi alla differenza tra un semplice toponimo e un giardino.
«Il giardino ha un altro spessore», ha sottolineato Ragazzini. «Credo che ne sarebbe stata senz'altro contenta».