Una targa è stata scoperta a Firenze per onorare Dante Nocentini, giornalista ANSA che per primo diede notizia dell'alluvione del 1966. La cerimonia si è svolta nella giornata odierna alla presenza delle autorità cittadine e dei familiari del compianto professionista.
Ricordo di un cronista coraggioso
La città di Firenze ha reso omaggio a Dante Nocentini. Un'iniziativa promossa dal Comune di Firenze. Hanno collaborato anche l'Ordine dei Giornalisti della Toscana e l'Associazione Stampa Toscana. È stata inaugurata una targa commemorativa. Il giornalista fu caporedattore di ANSA Toscana e Umbria. È ricordato per essere stato tra i primi a diffondere la notizia dell'alluvione. L'evento catastrofico colpì Firenze nel 1966. La targa è stata apposta in via de' Pucci. Lì si trovava la sede storica dell'agenzia di stampa.
Dante Nocentini, scomparso nel 1995, dedicò la sua vita al giornalismo. La sua figura è legata indissolubilmente a uno dei momenti più drammatici della storia recente di Firenze. La sua prontezza nel dare l'allarme salvò vite umane. La sua professionalità emerse in un contesto di caos e distruzione. La cerimonia di oggi ha voluto sottolineare questo suo fondamentale contributo. Ha permesso all'Italia intera di conoscere tempestivamente la gravità della situazione. La sua opera giornalistica fu un faro nella tragedia.
L'allerta nella notte dell'Arno
Le prime ore del 4 novembre 1966 furono cruciali. Dante Nocentini si trovò in prima linea. All'alba, dalla telescrivente dell'agenzia, lanciò l'allarme a livello nazionale. Comunicò che il fiume Arno aveva tracimato. L'evento si verificò inizialmente a monte, nella zona del Valdarno. La piena del fiume era in rapida avanzata verso Firenze. Nel capoluogo toscano, il fiume iniziò a straripare poco prima delle 5 del mattino. La situazione precipitò rapidamente.
Per tutta la notte, Nocentini monitorò l'evolversi della catastrofe. Percorse ripetutamente i lungarni. Osservava con crescente preoccupazione il livello dell'acqua che saliva inesorabilmente. Si fermò in lungarno Acciaiuoli. Il punto esatto era di fronte alla Biblioteca Nazionale. Fu proprio lì che l'Arno iniziò a tracimare con violenza. Nonostante l'oscurità e il pericolo imminente, Nocentini non esitò. Corse verso piazza Santa Croce. L'acqua aveva già iniziato a sommergere le strade. La sua determinazione lo portò a raggiungere la redazione.
Una volta giunto nella sede dell'ANSA, diede la prima, drammatica notizia. La comunicazione fu essenziale per informare il resto del paese. Tuttavia, la tragedia non risparmiò nemmeno le infrastrutture di comunicazione. Alle 9:45, la corrente elettrica venne a mancare in quasi tutta la città. Le linee telefoniche subirono un collasso. Di conseguenza, anche le telescriventi dell'ANSA smisero di funzionare. Il flusso di notizie fu interrotto bruscamente. La città era isolata.
La resilienza di un giornalista
Di fronte all'interruzione delle comunicazioni, Dante Nocentini dimostrò una notevole resilienza. Lasciò la redazione, ormai inondata e inagibile. Si recò in piazza San Marco. Lì cercò assistenza presso il Comando Militare della Regione. La sua azione fu fondamentale per ripristinare un canale di comunicazione. Utilizzando un ponte radio militare, riuscì a riprendere la trasmissione delle notizie. Le informazioni venivano inviate direttamente a Roma. Questo permise di continuare a informare il mondo sull'emergenza a Firenze.
La sua dedizione non si fermò alla semplice cronaca. Nocentini incarnò lo spirito del giornalismo di servizio. Operò in condizioni estreme, mettendo a rischio la propria incolumità. La sua figura rappresenta un esempio di coraggio e professionalità. La targa in via de' Pucci non è solo un riconoscimento alla sua carriera. È un tributo alla sua umanità e al suo impegno civico. La sua testimonianza diretta dell'alluvione è preziosa. Offre uno spaccato vivido di quel tragico evento.
La cerimonia e le testimonianze
Alla cerimonia di scopertura della targa hanno partecipato figure di spicco. Tra queste, la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Era presente anche Giampaolo Marchini, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Non mancava Sandro Bennucci, presidente dell'Assostampa. Erano presenti anche i familiari di Dante Nocentini. Molti ex colleghi hanno voluto condividere questo momento. Tra loro, Gino Capacci. Era uno dei poligrafici che lavorava all'ANSA Firenze all'epoca dell'alluvione. La sua testimonianza ha aggiunto un ulteriore livello di emozione all'evento.
Gino Capacci ha ricordato la sua esperienza personale. Rimase bloccato per tutta la notte nella redazione di via de' Pucci. L'acqua e il fango avevano raggiunto un'altezza considerevole, oltre un metro. «Temendo la piena ero andato a spostare l'auto», ha raccontato Capacci. «Quando tornai in redazione l'acqua stava iniziando a salire nelle strade. Pensai di andare via come gli altri, ma poi decisi di non lasciare la redazione vuota e rimasi bloccato fino alla mattina del giorno dopo quando l'acqua era calata». Ha aggiunto: «Mi ero comprato dei panini, poi passai la notte ospite in casa della famiglia che abitava sopra la sede». La sua testimonianza evidenzia le difficoltà estreme affrontate da chi si trovò a Firenze durante l'alluvione.
L'alluvione del 4 novembre 1966 fu un disastro immane. L'Arno invase Firenze con una furia inaudita. In alcune zone, l'acqua raggiunse i 5 metri d'altezza. Purtroppo, si registrarono 36 vittime. La città subì danni ingenti al patrimonio artistico e culturale. La ricostruzione richiese anni di sforzi. L'episodio ha segnato profondamente la memoria collettiva fiorentina. La figura di Dante Nocentini emerge come simbolo di coraggio e dedizione. La sua opera giornalistica contribuì a mobilitare soccorsi e solidarietà. La targa è un monito a non dimenticare. Ricorda l'importanza del giornalismo libero e tempestivo, specialmente nei momenti di crisi. La sua storia continua a ispirare le nuove generazioni di cronisti.