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Una targa commemora a Firenze Dante Nocentini, giornalista ANSA che per primo diede l'allarme per la devastante alluvione del 1966. La cerimonia si è svolta oggi alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti dell'Ordine dei Giornalisti.

La memoria di un evento tragico

La città di Firenze ha reso omaggio alla figura di Dante Nocentini. La cerimonia si è tenuta oggi, 2 novembre 2026. Nocentini fu caporedattore di ANSA Toscana e Umbria. La sua opera fu fondamentale per diffondere la notizia dell'alluvione. L'evento catastrofico colpì Firenze nel 1966. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Firenze. Hanno collaborato anche l'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Presente anche l'Associazione stampa Toscana (Ast). La targa è stata scoperta in via de' Pucci. Qui sorgeva la sede storica dell'agenzia di stampa.

L'alluvione del 4 novembre 1966 rappresenta una ferita profonda nella memoria collettiva. L'Arno tracimò a monte, nel Valdarno. La piena avanzava inesorabile verso il capoluogo toscano. Nocentini fu tra i primissimi a lanciare l'allarme. La sua comunicazione avvenne tramite telescrivente. Riuscì a informare l'intera nazione del pericolo imminente. La sua prontezza salvò molte vite. Permise alle autorità di prepararsi all'emergenza.

Il coraggio di un cronista sul campo

Nocentini si trovò sul posto all'alba del 4 novembre. Osservò l'acqua salire impetuosamente. Percorse i lungarni per tutta la notte. La sua attenzione si concentrò su lungarno Acciaiuoli. Lì, di fronte alla Biblioteca Nazionale, l'Arno iniziò a straripare. L'oscurità avvolgeva la città. Nocentini non esitò. Corse verso piazza Santa Croce. L'acqua lo inseguiva, iniziando a coprire le strade. Raggiunse la redazione. Da lì, diede la prima, drammatica notizia. La sua testimonianza fu essenziale.

Alle ore 9:45, la città piombò nel buio. La corrente elettrica venne a mancare. Le linee telefoniche cedettero. Anche le telescriventi dell'ANSA smisero di funzionare. La comunicazione divenne estremamente difficile. Nocentini lasciò la redazione. Si diresse verso piazza San Marco. Cercò assistenza presso il Comando Militare della Regione. Da lì, riuscì a riprendere le trasmissioni. Utilizzò un ponte radio militare per inviare notizie a Roma. Il suo impegno non si fermò mai.

La cerimonia e i testimoni dell'epoca

La cerimonia di scopertura della targa ha visto la partecipazione di figure istituzionali. Era presente la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Erano presenti anche Giampaolo Marchini, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana. E Sandro Bennucci, presidente dell'Assostampa. Non sono mancati i familiari di Nocentini. Erano presenti anche ex colleghi. Tra loro, Gino Capacci. Capacci era un poligrafico all'epoca dei fatti. Rimase bloccato nella redazione di via de' Pucci. L'acqua e il fango avevano raggiunto un'altezza di oltre un metro. La sua testimonianza aggiunge un tassello prezioso alla memoria dell'evento.

Gino Capacci ha condiviso i suoi ricordi. «Temendo la piena ero andato a spostare l'auto», ha raccontato. «Quando tornai in redazione l'acqua stava iniziando a salire nelle strade. Pensai di andare via come gli altri. Ma poi decisi di non lasciare la redazione vuota. Rimasi bloccato fino alla mattina del giorno dopo. L'acqua era calata. Mi ero comprato dei panini. Passai la notte ospite in casa della famiglia che abitava sopra la sede». La sua esperienza sottolinea la gravità della situazione e il senso di responsabilità di chi lavorava in quelle condizioni estreme.

Dante Nocentini: un giornalista per la storia

Dante Nocentini (1922-1995) è stato una figura chiave nel giornalismo italiano. La sua carriera all'ANSA è stata segnata da un profondo senso del dovere. L'alluvione di Firenze del 1966 fu uno degli eventi più drammatici della sua vita professionale. La sua capacità di raccontare la tragedia in tempo reale fu fondamentale. Permise alla nazione di comprendere la portata della catastrofe. E di mobilitare aiuti concreti. La targa in sua memoria è un riconoscimento meritato. Celebra il suo coraggio e la sua dedizione.

L'alluvione del 1966 non fu solo un disastro naturale. Fu anche un momento di grande solidarietà. La risposta della città e del paese fu imponente. Molti volontari accorsero da tutta Italia. L'opera di Nocentini contribuì a coordinare questi sforzi. La sua testimonianza è parte integrante della storia di Firenze. La targa in via de' Pucci servirà a ricordare a tutti il suo ruolo. E l'importanza di una informazione tempestiva e veritiera. Soprattutto nei momenti di crisi più acuta. La sua figura rimane un esempio per le nuove generazioni di giornalisti.

La sede storica dell'ANSA in via de' Pucci, oggi non più operativa per l'agenzia, è stata teatro di eventi cruciali. La sua posizione strategica, vicino all'Arno, la rese vulnerabile ma anche centrale per la cronaca. La presenza di Nocentini in quel luogo, in quelle ore drammatiche, fu provvidenziale. La sua azione dimostra come il giornalismo possa essere un presidio fondamentale per la comunità. Soprattutto quando le istituzioni sono messe a dura prova. La sua storia è un monito e un'ispirazione.

Il ricordo di Dante Nocentini si inserisce nel contesto della valorizzazione della memoria storica di Firenze. La città è costellata di luoghi che raccontano storie. Questa targa aggiunge un capitolo importante. Quello del giornalismo impegnato. E della cronaca che fa la storia. La sua opera è un lascito prezioso. Che va oltre la semplice notizia. Riguarda la capacità di raccontare l'umanità nei suoi momenti più difficili. E la resilienza di una comunità.