Studenti universitari hanno montato una tenda in piazza Signoria a Firenze per manifestare contro gli alti costi degli affitti. Chiedono interventi concreti per alloggi a prezzo calmierato e una gestione pubblica degli studentati.
Studenti in piazza contro caro affitti
Una tenda è stata allestita in piazza della Signoria, nel cuore di Firenze. L'iniziativa serve a protestare contro la grave crisi abitativa che affligge gli studenti universitari. A terra sono stati disposti cartelli che illustrano la situazione degli affitti.
Alcuni esempi riportati sui cartelli evidenziano cifre preoccupanti. Si legge di una stanza singola, con utenze e muffa incluse, a 450 euro. Un'altra stanza, questa volta doppia, viene affittata a 350 euro, senza nemmeno il riscaldamento.
Questa azione di protesta, definita un flash mob, è stata organizzata dai Collettivi autorganizzati universitari (Cau). La manifestazione si è svolta proprio davanti alla sede del Comune di Firenze.
Richieste degli studenti per alloggi accessibili
I collettivi studenteschi avanzano richieste precise all'amministrazione. Pretendono che il 100% dei posti letto negli studentati finanziati con fondi pubblici siano offerti a prezzo calmierato. Inoltre, chiedono che non vi siano scadenze per i vincoli d'uso degli studentati pubblici.
Un altro punto fondamentale riguarda il costo dell'affitto. Gli studenti desiderano che questo sia calcolato in base al reddito percepito. Vogliono una correlazione diretta tra il costo dell'alloggio e la capacità economica.
Irene, una giovane rappresentante del Cau, ha espresso chiaramente il messaggio. «Siamo qui perché abbiamo un messaggio per l'amministrazione di centrosinistra e per il Governo», ha dichiarato. «Vi vogliamo mandare a casa», ha aggiunto con fermezza.
La protesta mira a inviare un «avviso di sfratto» alla sindaca Funaro e all'amministrazione di centrosinistra. Secondo gli studenti, questi ultimi non agiscono efficacemente contro l'uso improprio dei fondi del Pnrr. Inoltre, le politiche attuali sembrano allinearsi con quelle del governo Meloni.
Critiche all'amministrazione e al governo
La portavoce della mobilitazione ha criticato duramente la sindaca. Ha sottolineato come, di fronte allo stanziamento di fondi pubblici per grandi gruppi privati, la sindaca Funaro abbia solo lamentato di essere lasciata sola. Le sue parole sono state: «sindaci vengono lasciati soli, senza soldi e senza poteri di fronte all'emergenza abitativa delle famiglie e degli studenti».
Gli studenti non cercano lamentele, ma azioni concrete. «Non abbiamo bisogno di lamentele, vogliamo fatti», ha affermato la rappresentante. La loro richiesta è chiara: interventi reali e non solo parole.
Per gli studenti, né il governo né il centrosinistra sembrano interessati a ristrutturare gli edifici esistenti. L'obiettivo, secondo loro, sarebbe piuttosto quello di costruirne di nuovi per favorire esclusivamente i privati. Per questo motivo, insistono sulla necessità che il 100% dei posti letto e degli studentati finanziati con fondi del Pnrr siano gestiti da enti pubblici dedicati al diritto allo studio.
L'affitto degli alloggi deve essere a prezzo calmierato. Deve essere calcolato in relazione al salario percepito dagli studenti o dalle loro famiglie. Questa è la loro rivendicazione principale.
Adesione allo sciopero generale
In seguito a queste motivazioni, i Collettivi autorganizzati universitari hanno deciso di aderire allo sciopero generale previsto per il 30 ottobre. La loro partecipazione mira a dare maggiore forza alla protesta e a sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica e le istituzioni.