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A Firenze è entrato in vigore lo stop ai monopattini in sharing. Nonostante le proteste di alcuni gestori, il Comune ha avviato la rimozione dei mezzi non autorizzati.

Stop ai monopattini in sharing a Firenze

Da oggi, 1° aprile 2026, i monopattini in sharing non possono più circolare liberamente a Firenze. L'amministrazione comunale ha deciso di non rinnovare la convenzione con le aziende che gestivano il servizio. Questa decisione segue l'annuncio fatto lo scorso novembre.

Le convenzioni in scadenza permettevano a tre società – Bit, Bird e RideMovi – di disporre di una flotta di 600 mezzi ciascuna. Il Comune ha scelto di non prorogare gli accordi, nonostante le critiche ricevute da associazioni ambientaliste come Legambiente e dagli stessi operatori.

La società Bird ha contestato la decisione presentando ricorso al TAR. Tuttavia, il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta di sospensiva. La situazione ha portato a strategie diverse tra le aziende coinvolte.

Strategie diverse tra i gestori

RideMovi, che gestisce anche il bike sharing cittadino, ha optato per il ritiro completo della propria flotta di monopattini. L'azienda prevede di aumentare il numero di biciclette disponibili dopo lo stop ai monopattini.

Bit si concentrerà invece su noleggi a lungo termine, con durate variabili dai tre ai dodici mesi. I loro mezzi non saranno più visibili sulle strade, ma stoccati in depositi privati.

Bird ha invece scelto una linea di scontro diretto con il Comune. La società ha deciso di lasciare i propri monopattini in strada, procedendo di fatto contro la decisione dell'amministrazione. La polizia municipale ha iniziato le operazioni di rimozione dei mezzi.

Bird: "Restiamo a Firenze"

Giorgio Cappiello, responsabile delle relazioni istituzionali di Bird per l'Italia, ha dichiarato: «Non lasciamo Firenze. C'è una forte domanda di mobilità ecologica e smart, come dimostrano i dati di utilizzo. Continueremo a offrire un servizio di noleggio privato, rispettando le normative su sicurezza e sostenibilità».

Cappiello ha aggiunto che la società opererà «nel pieno rispetto delle normative in materia di sicurezza e sostenibilità». Ha inoltre specificato che il servizio sarà «completamente svincolato da convenzioni pubbliche e basato su un modello di noleggio privato».

La società si appella al codice della strada, sostenendo che i monopattini possano essere parcheggiati negli spazi dedicati a biciclette e scooter. «Le decisioni di un Comune non possono superare il codice», ha affermato Cappiello, confermando l'intenzione di proseguire l'attività come operatore privato.

Il Comune: "Rimozione per sicurezza e regole"

La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha ribadito la posizione dell'amministrazione: «La polizia municipale sta facendo controlli e rimuovendo i monopattini dove non possono stare. Per operare sul suolo pubblico è necessaria la convenzione con il Comune».

La sindaca ha sottolineato che le forze dell'ordine stanno agendo per far rispettare le regole stabilite. «Andremo avanti senza indugi», ha dichiarato, auspicando una rapida risoluzione della situazione con la rimozione di tutti i monopattini non autorizzati.

Già diverse decine di mezzi sono stati rimossi e trasferiti presso la depositeria comunale. La società Bird ha già inviato personale al deposito per recuperare i propri veicoli e contestare i verbali di rimozione.

Scontro frontale tra Comune e Bird

L'assessore alla mobilità, Andrea Giorgio, ha chiuso definitivamente le porte a possibili compromessi: «Da oggi i monopattini in sharing non possono circolare in città. Non ci piegheremo alle forzature di aziende che pensano che la loro volontà valga più delle decisioni dell'amministrazione».

L'assessore ha confermato che la campagna di rimozione da parte della polizia municipale proseguirà fino al pieno rispetto delle regole. Lo scontro tra il Comune di Firenze e la società Bird appare al momento totale.

Le nuove normative prevedono l'obbligo di targa e assicurazione per i monopattini, una misura che potrebbe ulteriormente complicare la situazione per i servizi di sharing.

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