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Il restauro completo del Campanile di Giotto a Firenze è pronto a iniziare. Un imponente ponteggio di 86 metri è stato completato, garantendo minimo impatto visivo e protezione per i falchi pellegrini.

Campanile di Giotto: inizia il restauro completo

La struttura di sostegno per i lavori di restauro del Campanile di Giotto è stata ultimata. Si tratta di un'opera di notevole ingegneria. L'obiettivo era ridurre al minimo l'impatto visivo. Questo permetterà ai visitatori di continuare ad ammirare il monumento. L'intervento è stato progettato per integrarsi con l'ambiente circostante. La sua realizzazione ha richiesto poco più di quattro mesi. L'Opera di Santa Maria del Fiore ha curato ogni dettaglio.

Un cantiere da 7 milioni per 5 anni di lavori

L'intero progetto di restauro del Campanile di Giotto durerà circa 5 anni. Il costo totale supera i 7 milioni di euro. Questi fondi sono stati interamente stanziati dall'Opera di Santa Maria del Fiore. Il ponteggio, alto 86 metri, copre quasi tutta l'altezza del monumento. Il Campanile raggiunge infatti 89,20 metri, fino alla croce sono 109 metri. I lavori procederanno per sezioni. Si partirà dalla sommità per scendere gradualmente verso terra. Le parti restaurate verranno svelate man mano. L'Opera di Santa Maria del Fiore sottolinea un aspetto importante. È la prima volta che il Campanile di Giotto viene sottoposto a un restauro completo. Gli interventi precedenti, documentati dal 1939, riguardavano solo specifiche parti. Questo nuovo progetto copre sia l'esterno che l'interno.

Sicurezza e tutela della fauna selvatica

L'intervento si è reso necessario per garantire la sicurezza del Campanile. Si è riscontrato un forte degrado delle superfici esterne. Particolarmente colpite sono le parti sporgenti della terrazza superiore. Anche gli elementi decorativi mostrano segni di deterioramento. Durante la fase di montaggio del ponteggio, sono state adottate misure speciali. Queste azioni sono state realizzate in collaborazione con la Lipu. Hanno coinvolto anche esperti del settore ornitologico. L'obiettivo era salvaguardare la nidificazione degli uccelli. In particolare, si è prestata attenzione a una coppia di falchi pellegrini. Questi rapaci vivono sui monumenti del Duomo dalla metà degli anni 2000. Attraverso una mappatura fotografica delle 149 buche pontaie, è stata individuata una femmina in cova. Il montaggio del ponteggio è stato riprogrammato. Questo per evitare di disturbare l'animale durante la deposizione delle uova. L'intervento ha permesso la nascita di tre piccoli falchi. Una volta cresciuti, i pulli hanno preso il volo in sicurezza.

Materiali innovativi per un cantiere sostenibile

«L'obiettivo principale è stato creare un cantiere che non alterasse l'equilibrio statico del Campanile di Giotto. Inoltre, non doveva nasconderne la bellezza», ha spiegato Samuele Caciagli. Egli è il responsabile dell'ufficio tecnico dell'Opera e dei lavori. «Abbiamo utilizzato materiali e attrezzature specificamente ideati. Questi sono pensati per essere completamente recuperati e riutilizzati in futuri cantieri», ha aggiunto Caciagli. Questa scelta sottolinea un approccio sostenibile. L'impiego di risorse riutilizzabili riduce l'impatto ambientale. Diminuisce anche i costi per interventi futuri. L'attenzione alla conservazione del monumento è massima. La sicurezza dei visitatori e la tutela del patrimonio storico-artistico sono prioritarie. Anche la salvaguardia della fauna locale rientra in questo piano. Il progetto rappresenta un esempio di gestione integrata. Combina ingegneria, restauro, sostenibilità e rispetto per l'ambiente.