Condividi

Una protesta ha bloccato Palazzo Vecchio a Firenze contro la nuova delibera che limita gli affitti brevi turistici. I gestori denunciano la misura come demagogica, temendo aumenti dei prezzi alberghieri e un impatto negativo sul turismo accessibile.

Critiche alla delibera sugli affitti brevi

Circa cento persone si sono riunite oggi di fronte a Palazzo Vecchio. La loro protesta era diretta contro la delibera che mira a bloccare i nuovi affitti brevi al di fuori dell'area Unesco. Il voto in Consiglio comunale era previsto nel pomeriggio.

Michele Ridolfo, vicepresidente dell'Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi, ha definito la misura «demagogica». Ha sottolineato come Firenze affronti un serio problema di spopolamento. Le case vuote, secondo Ridolfo, sono in aumento.

Ridolfo ha contestato l'idea che gli affitti brevi siano la causa di questo fenomeno. Li considera piuttosto un sintomo. Ha criticato la narrazione che contrappone i gestori ai grandi imprenditori.

«La realtà è che il 95% delle case nel settore degli affitti brevi appartiene a proprietari con una sola proprietà», ha affermato Ridolfo. Ha evidenziato una confusione voluta tra chi gestisce e chi possiede gli immobili.

Impatto sul turismo e sull'economia locale

Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e CEO di Apartments Florence, ha espresso preoccupazione. Ha dichiarato che il Comune non ha ancora dimostrato come la delibera favorirà il ritorno dei residenti in centro.

Fagnoni ha citato esempi come Barcellona e New York. In queste città, misure simili hanno portato solo a un aumento dei prezzi degli alberghi. Ha definito la posizione di Firenze come «molto meno democratica» per la destinazione turistica.

«Si alzeranno i prezzi degli alberghi», ha previsto Fagnoni. «Mancherà quell'offerta che oggi permette a tutti di visitare Firenze». Ha aggiunto che la protesta non riguardava solo i proprietari di immobili.

«Sono scese persone che lavorano», ha spiegato. «Dietro il settore delle locazioni turistiche c'è una filiera fatta di imprese, professionisti e lavoratori». Questi soggetti, ha lamentato, vengono spesso dimenticati nel dibattito pubblico.

Proposte alternative per l'edilizia abitativa

Fagnoni ha proposto soluzioni alternative per affrontare la crisi abitativa. «Se l'obiettivo è aumentare l'offerta abitativa e contenere i prezzi», ha detto, «servono più alloggi». Ha indicato la rigenerazione urbana e il recupero degli immobili sfitti come strade percorribili.

Ha anche richiesto maggiori tutele per i proprietari. Molti rinunciano all'affitto residenziale per paura della morosità e dei lunghi tempi di recupero degli immobili.

«Continuare a intervenire quasi esclusivamente sugli affitti brevi rischia di creare nuovi problemi senza risolvere quelli esistenti», ha ammonito Fagnoni. Un gruppo di host locali ha avuto un confronto diretto con l'assessore allo sviluppo economico, Jacopo Vicini.