Una ex corista del Maggio Musicale Fiorentino, Denitza Serghieva, all'età di 87 anni, continua a dedicarsi alla musica cantando La Bohème in una residenza sanitaria. La sua passione per il canto lirico, coltivata per decenni, illumina ora le giornate degli altri ospiti.
Una vita dedicata alla musica lirica
Denitza Serghieva, conosciuta da tutti come Deny, ha compiuto 87 anni lo scorso 15 settembre. La sua esistenza è stata profondamente intrecciata con il mondo della musica lirica. Per ben 22 anni, ha prestato la sua voce al prestigioso Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Durante la sua carriera, ha avuto l'opportunità di partecipare a produzioni di rilievo, inclusa la memorabile rappresentazione della Turandot nella capitale cinese, Pechino.
Anche se la sua attività professionale si è conclusa con il pensionamento nel 1999, la passione di Deny per il canto non si è mai spenta. Attualmente ospite della residenza sanitaria La Mimosa a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, la musica continua a essere una presenza costante nella sua vita. La sua voce melodiosa risuona ancora tra le mura della struttura, portando gioia e conforto agli altri residenti.
Le sue esibizioni spontanee spesso includono brani di canto lirico, e tra questi spicca regolarmente La Bohème di Giacomo Puccini. Questo spettacolo quotidiano è un dono prezioso per la comunità della casa di riposo, un promemoria vivente del potere terapeutico ed emozionale della musica.
Le origini bulgare e il percorso artistico
Nata il 15 settembre 1939 a Debeli Lak, un piccolo centro in Bulgaria, Denitza Serghieva ha vissuto in prima persona alcuni dei momenti più turbolenti della storia europea del XX secolo. La sua infanzia è stata segnata dagli eventi bellici, con i bombardamenti sulla capitale bulgara che rimangono impressi nei suoi ricordi. Conserva ancora il ricordo di un orsacchiotto, suo compagno fedele durante gli allarmi aerei e nei rifugi.
L'arrivo delle truppe sovietiche e l'adesione della Bulgaria al blocco orientale hanno rappresentato un altro capitolo significativo della sua giovinezza. Fin da giovanissima, Deny ha manifestato un'innata predisposizione per le lingue straniere e per la musica. Ha studiato il francese e l'italiano, proseguendo poi gli studi universitari nella capitale, Sofia.
Parallelamente al percorso accademico, ha coltivato privatamente la sua passione per il canto, dimostrando qualità vocali eccezionali. La sua dedizione l'ha portata a entrare come solista nel Coro Accademico di Sofia. Già nel 1959, prima ancora di compiere vent'anni, ha avuto l'opportunità di esibirsi a Vienna, un palcoscenico importante per una giovane artista emergente.
La scelta italiana e l'ingresso nel Maggio Musicale
La svolta decisiva nella sua carriera è arrivata nel 1961. Denitza ha ottenuto una delle prime borse di studio messe a disposizione dal governo bulgaro per permettere a giovani talenti di studiare in Italia. La sua scelta è ricaduta su Firenze, città d'arte e culla della musica. Dopo un lungo viaggio in treno, ha raggiunto la sua nuova destinazione.
Una volta a Firenze, si è iscritta all'università e ha presentato audizione al prestigioso Conservatorio Cherubini. La sua voce ha immediatamente colpito l'insegnante Andreina Rissone Desderi, che ha riconosciuto senza esitazione il suo straordinario talento. Grazie alle sue capacità, Denitza è stata ammessa direttamente al terzo corso di canto, bruciando le tappe del percorso formativo.
Negli anni Settanta, Denitza è venuta a conoscenza della ricerca di due soprani da parte del maestro Riccardo Muti per il coro del Nabucco, in programma al Maggio Musicale Fiorentino. Si è presentata all'audizione con grande determinazione. La sua performance è stata talmente convincente da garantirle un posto nel coro. Successivamente, superando un concorso interno, è entrata stabilmente a far parte del Coro del Maggio Musicale Fiorentino.
Ha mantenuto questo ruolo prestigioso fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1999. Durante questi anni, ha contribuito al successo di innumerevoli produzioni liriche, consolidando la sua reputazione nel panorama musicale italiano. La sua storia, ora raccontata dal figlio Alessandro Pagliazzi, musicista e direttore d'orchestra residente a Vienna, è un tributo alla perseveranza e all'amore incondizionato per l'arte.
La residenza La Mimosa e il presente musicale
La residenza sanitaria La Mimosa di Campi Bisenzio, gestita dal Consorzio Zenit, è diventata la casa di Denitza Serghieva. Qui, lontano dai grandi palcoscenici, la musica continua a fluire attraverso la sua voce. Le sue esibizioni non sono solo un passatempo, ma un vero e proprio servizio alla comunità della struttura.
Il figlio Alessandro ha voluto condividere pubblicamente la testimonianza della madre, desideroso di rendere omaggio a una vita spesa per la musica e a un percorso artistico notevole. La storia di Deny attraversa decenni di cambiamenti sociali e culturali, ma il filo conduttore rimane la sua incrollabile dedizione al canto lirico.
La sua presenza alla Mimosa porta un tocco di eleganza e raffinatezza, ricordando a tutti il valore della cultura e dell'arte, anche in contesti inaspettati. La sua capacità di emozionare e coinvolgere gli altri ospiti con la sua voce dimostra come la musica possa superare le barriere dell'età e delle circostanze.
La scelta di cantare La Bohème, un'opera che parla di amore, giovinezza e sacrificio, risuona in modo particolare all'interno di una casa di riposo. È un modo per Denitza di condividere le sue emozioni e le sue esperienze, creando un legame profondo con chi l'ascolta. La sua storia è un esempio di resilienza e passione, un inno alla vita che continua a cantare, anche dopo una lunga carriera.
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