Tre attivisti di Ultima Generazione sono stati assolti a Firenze per un'azione agli Uffizi. Nonostante l'assoluzione, resta una multa di 20.000 euro a testa legata al "decreto eco-vandali".
Assoluzione per azione agli Uffizi
Il tribunale di Firenze ha prosciolto tre attivisti del gruppo Ultima Generazione. L'accusa riguardava un'azione avvenuta il 13 febbraio 2024. In quell'occasione, immagini relative all'alluvione di Campi Bisenzio furono affisse con del nastro adesivo. L'obiettivo era la teca che custodisce la celebre opera 'Nascita della Venere' di Botticelli. L'organizzazione ha comunicato l'esito positivo del processo. L'iniziativa rientrava nella campagna 'Fondo riparazione'. Questa campagna mirava all'istituzione di un fondo da 20 miliardi. Lo scopo era risarcire i cittadini colpiti da eventi climatici estremi. Si pensi ad alluvioni e periodi di siccità prolungata. I tre attivisti erano imputati per interruzione di pubblico servizio. Erano anche accusati di manifestazione non autorizzata e violazione dell'obbligo di dimora. L'avvocato Dell'Aquila ha curato la loro difesa. La decisione del tribunale ha riconosciuto la mancanza di reato.
Multe nonostante l'assoluzione
L'assoluzione segna il 75esimo proscioglimento per azioni promosse da Ultima Generazione. L'organizzazione definisce la notizia «una buona notizia». Tuttavia, questa non annulla la sanzione pecuniaria. Ogni attivista dovrà pagare una multa di 20.000 euro. Tale somma è stata comminata ai sensi del cosiddetto 'decreto eco-vandali'. Questa normativa prevede sanzioni comprese tra 10.000 e 60.000 euro. Le sanzioni si applicano a chiunque deturpi o danneggi beni culturali. Ultima Generazione critica duramente la legge. La definisce «inutile dal punto di vista giuridico». Il reato di danneggiamento era già previsto dal codice penale. La norma, secondo l'organizzazione, è stata creata appositamente. L'obiettivo sarebbe criminalizzare l'attivismo per il clima. Amnesty International ha denunciato la natura repressiva del decreto. Viene descritto non come tutela del patrimonio, ma come «repressione del dissenso».
La testimonianza di un attivista
Giacomo, 31 anni, uno degli attivisti assolti, ha condiviso la sua esperienza. «Sono stato assolto. Ed è un sollievo», ha dichiarato. Ha espresso gratitudine per sé e per i suoi cari. Tuttavia, ha sottolineato che la parola «assolto» non risolve la questione. Ha ribadito la natura dell'azione: affiggere fotografie con nastro adesivo su un vetro. Le immagini mostravano case allagate e strade trasformate in fiumi. Rappresentavano le famiglie di Campi Bisenzio che avevano perso tutto. «Nessuna distruzione, nessuna violenza», ha affermato. Il tribunale ha quindi riconosciuto che non si trattava di un reato. Nonostante ciò, la multa di 20.000 euro rimane per l'uso di nastro adesivo. Giacomo ha criticato l'operato del governo. Invece di promuovere la transizione energetica, ha emanato decreti per silenziare i protestanti. Ha evidenziato le difficoltà economiche delle famiglie italiane. Queste sono dovute al ritardo nella transizione energetica. Ha concluso affermando di non pentirsi. La fotografia mostrava la verità sulla crisi climatica.
La campagna di Ultima Generazione
L'azione agli Uffizi rientrava in una più ampia campagna di sensibilizzazione. Ultima Generazione mira a ottenere un impegno concreto contro il cambiamento climatico. La richiesta principale è l'istituzione di un fondo di 20 miliardi di euro. Questo fondo dovrebbe servire a riparare i danni causati da disastri ambientali. Eventi come alluvioni, siccità e incendi sono sempre più frequenti. L'organizzazione sostiene che i governi non stanno agendo con la dovuta urgenza. La loro strategia consiste nell'utilizzare azioni di protesta non violenta. Queste azioni mirano a richiamare l'attenzione pubblica e politica. L'obiettivo è stimolare un dibattito costruttivo. Vogliono spingere verso politiche climatiche più efficaci. La multa ricevuta, nonostante l'assoluzione, è vista come un tentativo di scoraggiare il dissenso. La difesa legale degli attivisti continua a contestare la legittimità di tali sanzioni.
Il contesto normativo e le critiche
Il cosiddetto 'decreto eco-vandali' è stato introdotto per contrastare atti di vandalismo contro il patrimonio culturale. Tuttavia, la sua applicazione a casi come quello di Ultima Generazione solleva interrogativi. Critici sostengono che la legge venga utilizzata in modo strumentale. L'intento sarebbe quello di reprimere forme di protesta politica. L'assenza di danni effettivi alle opere o alle strutture è un punto chiave. La multa basata sull'uso di materiali come il nastro adesivo viene percepita come sproporzionata. L'organizzazione Amnesty International ha espresso preoccupazione. Ha definito il decreto una misura volta a «criminalizzare l'attivismo climatico». La discussione si sposta quindi dalla tutela del patrimonio alla libertà di espressione e protesta.