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Una mostra a Firenze esplora l'arte frammentata attraverso 5.000 anni di storia, dall'antico Egitto all'arte contemporanea. L'esposizione 'Broken' celebra il potere evocativo del frammento con oltre 80 opere.

Il fascino dell'arte mutilata in mostra

Palazzo Strozzi a Firenze ospita una nuova esposizione. L'evento si intitola 'Broken - Il potere del frammento'. Sarà visitabile dal 25 settembre al 24 gennaio 2027. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington. La sede americana accoglierà la mostra a partire dal 3 marzo 2027.

L'esposizione presenta un viaggio attraverso 5.000 anni di storia della scultura. Il percorso spazia dall'archeologia all'arte contemporanea. Le opere provengono da cinque continenti diversi. Oltre 80 capolavori celebrano il potere evocativo del frammento.

Capolavori danneggiati da storia e natura

In mostra si trovano opere 'mutilate'. Danni causati da guerre, colonialismo o catastrofi naturali sono documentati. Anche l'iconoclastia ha lasciato il suo segno. Le opere provengono da prestigiose istituzioni mondiali. Tra queste il Metropolitan di New York e il Louvre di Parigi. Presenti anche il British Museum e il Museo Nacional de Antropologia di Città del Messico.

L'esposizione indaga le cause e le circostanze. Queste hanno portato alla distruzione o al danneggiamento delle sculture. Il percorso si snoda attraverso 10 sale tematiche. Ogni sala esplora i molteplici significati del frammento. Si analizzano le trasformazioni operate dal tempo e dalla natura. Si considerano le distruzioni volontarie. Infine, si esaminano i processi di ricomposizione.

Artisti e opere in evidenza

La mostra pone l'accento sulla centralità dell'incompletezza. Questo concetto è fondamentale nella scultura moderna e contemporanea. Il percorso include due focus specifici. Questi sono dedicati agli artisti Danh Vo e Paul Pfeiffer. Il direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, ha definito la mostra 'molto speciale'.

Galansino ha sottolineato l'unione di cinque millenni e cinque continenti di storia della scultura. Ha evidenziato una prospettiva diversa, focalizzata sulla frammentazione e sulla rottura. Tra le opere esposte spicca un frammento con naso e labbra del faraone egizio Akhenaton (circa 1.350 a.C.).

Si potrà ammirare una testa della dea Afrodite del II secolo a.C. Sono presenti anche resti del 'Monumento funebre a Margherita di Brabante' (1312-1314) di Giovanni Pisano. Un bozzetto di nudo femminile di Michelangelo è anch'esso esposto. Due suggestive teste di gesso di Antonio Canova, danneggiate dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, completano l'offerta.

La mostra presenta anche opere trafugate. Queste provengono da templi cambogiani. Furono sottratte durante il regime di Pol Pot. L'esposizione affronta il concetto di ricomposizione. Esplora il rapporto tra frammento e ricostruzione. Viene analizzato come artisti come Michelangelo abbiano adottato il frammento. Lo hanno elevato a linguaggio autonomo, non solo esito di una perdita.