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La ricerca ematologica di Perugia celebra successi significativi con il conferimento di prestigiosi riconoscimenti a giovani talenti. Questi premi evidenziano l'importanza del sostegno alla nuova generazione di scienziati e i progressi nella lotta contro le leucemie.

Nuovi successi per la ricerca ematologica

Il 53° Congresso nazionale della Società italiana di ematologia (Sie), tenutosi a Roma dal 21 al 23 settembre 2026, ha visto emergere un talento perugino. La ricercatrice Maria Crocioni, parte del laboratorio di Biochimica delle proteine e medicina traslazionale dell'Ematologia di Perugia, ha ricevuto la borsa di studio "Beat Leukemia 2026". Questo premio è destinato a riconoscere i progressi nella terapia della leucemia mieloide acuta.

Il riconoscimento giunge pochi mesi dopo un altro importante traguardo. La stessa ricercatrice aveva infatti ottenuto la borsa di studio intitolata ad Andrea Coccia. Quest'ultimo era un medico specializzando in Ematologia, scomparso tragicamente circa un anno fa in un incidente stradale. La borsa di studio è stata finanziata dal Comitato per la Vita "Daniele Chianelli", su iniziativa della famiglia e degli amici di Andrea.

Il valore del sostegno ai giovani ricercatori

La professoressa Maria Paola Martelli, direttrice del laboratorio, ha sottolineato l'importanza di queste borse di studio. «Il percorso di Maria Crocioni rappresenta un esempio concreto del valore di una scelta che il Comitato Chianelli porta avanti da molti anni» ha dichiarato Martelli. Il Comitato investe nel sostenere la crescita dei giovani ricercatori e nella ricerca scientifica. Offre loro tempo, strumenti e opportunità per sviluppare idee e competenze.

«Vedere oggi questo percorso ricevere un riconoscimento in una sede scientifica nazionale come il Congresso Sie rende ancora più evidente il valore di questa visione» ha aggiunto la professoressa. Questo successo conferma la validità di un approccio che punta sul futuro dell'ematologia attraverso il supporto ai talenti emergenti.

Un orgoglio per il Comitato Chianelli

Franco Chianelli, presidente del Comitato, ha espresso grande orgoglio per questo risultato. «Maria, oltre ad essere una ricercatrice di talento è anche una ex paziente ematologica» ha affermato Chianelli. La sua esperienza personale ha alimentato il desiderio di studiare la leucemia a fondo, con l'obiettivo di sconfiggerla per tutti. Il Comitato è fiducioso nel suo potenziale, parte di un'«equipe straordinaria di medici e ricercatori».

«Un fiore all'occhiello per l'Università e l'azienda ospedaliera di Perugia che siamo orgogliosi di sostenere» ha concluso il presidente. Il sostegno del Comitato si estende sia alla ricerca che alla formazione delle nuove generazioni, con la ferma convinzione che investire nei giovani significhi investire nel futuro delle cure ematologiche.

Il progetto premiato e la formazione continua

Il progetto che ha valso il premio a Maria Crocioni si concentra sulla caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute. Nello specifico, si studiano le leucemie con mutazione di Npm1. L'obiettivo è sviluppare un metodo rapido e standardizzato per migliorare la stratificazione del rischio e personalizzare le strategie terapeutiche.

A questo si aggiunge la recente ammissione di Crocioni al corso di formazione in bioinformatica applicata alle patologie oncoematologiche. Questo corso, organizzato dalla Società italiana di ematologia sperimentale (Sies) a Firenze dal 16 al 18 settembre 2026, era riservato a 25 soci under 40 selezionati. Ha rappresentato un'ulteriore, importante occasione di crescita in un campo cruciale per la ricerca traslazionale e la medicina di precisione.

Investire nel futuro della ricerca

Questi riconoscimenti segnano un traguardo importante ma anche l'inizio di nuovi percorsi. La fiducia, le opportunità e l'investimento nelle persone sono alla base di questi successi. Grazie a questa visione, il Comitato Chianelli continua a sostenere con convinzione i giovani ricercatori. Essi possono così crescere, sviluppare idee innovative e contribuire a trasformare la ricerca in nuove speranze concrete per i pazienti.

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