La 'Dop economy' toscana genera 1,3 miliardi di euro, con il vino a 1,14 miliardi e il food a 187 milioni. Nonostante la leadership nazionale per prodotti a denominazione, l'export agroalimentare ha subito una flessione nel 2025.
Il valore delle produzioni a denominazione
La Toscana conferma il suo primato nazionale per prodotti agroalimentari a denominazione protetta. Sono ben 90 le eccellenze registrate a livello europeo. Questo comparto genera un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro. Di questa cifra, 1,14 miliardi provengono dal settore vitivinicolo. Il restante ammonta a 187 milioni di euro ed è attribuito ai prodotti alimentari.
Questi dati emergono dal convegno 'Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp'. L'evento si è tenuto a Firenze. Ha coinciso con l'ottava edizione di BuyFood Toscana. La manifestazione è promossa dalla Regione Toscana e dalla Camera di commercio di Firenze. L'organizzazione è curata da PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana. Collabora anche la rete di Vetrina Toscana.
Il sistema delle Indicazioni geografiche toscane rappresenta un motore di valore fondamentale. Coinvolge direttamente oltre 16.700 operatori del settore. La regione si posiziona come la terza in Italia per l'impatto economico del vino a Indicazione Geografica (1,139 miliardi). Per quanto riguarda il cibo a denominazione, la Toscana rientra tra le prime dieci realtà nazionali. Il valore della produzione si attesta a 187 milioni. Questo dato coinvolge un tessuto di 11.327 operatori.
Le eccellenze trainanti del settore
Cinque prodotti in particolare guidano questo successo economico. Essi rappresentano l'84% del valore totale del comparto food a denominazione. Si tratta dei Cantuccini Toscani Igp. Seguono il Pecorino Toscano Dop. Poi il Prosciutto Toscano Dop. Non mancano l'Olio Toscano Igp e la Finocchiona Igp. Questi marchi sono sinonimo di qualità e tradizione.
La loro forte identità territoriale li rende ricercati sui mercati. La loro capacità di attrarre consumatori disposti a pagare un prezzo premium è un punto di forza. Questo sostiene il valore economico anche in contesti sfavorevoli. La loro notorietà contribuisce a mantenere alto il prestigio dell'agroalimentare toscano.
Calo dell'export e contesto internazionale
Nonostante i successi delle produzioni a denominazione, il comparto agroalimentare toscano ha registrato una flessione nel 2025. Il calo è stato del -7,8%. Questo dato si pone in controtendenza rispetto alla media nazionale dell'agroalimentare, che ha visto una crescita del +4,9%. Anche l'export toscano complessivo ha mostrato un trend positivo, con un aumento del +21,3%, trainato però principalmente dal settore manifatturiero.
Le esportazioni del comparto agroalimentare toscano valgono complessivamente 3,6 miliardi di euro. Questo rappresenta il 5% del totale nazionale. Sul totale delle merci esportate dalla Toscana, l'agroalimentare incide per il 4,7%. L'analisi geografica delle vendite estere mostra una concentrazione significativa verso Stati Uniti, Germania e Francia. Questi tre mercati assorbono il 44,8% delle vendite regionali.
Le ragioni della flessione secondo l'assessore Marras
L'assessore regionale all'agricoltura, Leonardo Marras, ha fornito una chiave di lettura per questa flessione. Ha spiegato che l'agroalimentare risente del contesto internazionale. Ha inoltre sottolineato il peso dei dazi. Questi ultimi rappresentano un ostacolo, specialmente per mercati di riferimento come quello degli Stati Uniti. L'impatto dei dazi si fa sentire sulle esportazioni di prodotti italiani.
Tuttavia, Marras ha evidenziato un aspetto positivo. I prodotti a Denominazione di Origine Protetta (Dop) e Indicazione Geografica Protetta (Igp) hanno dimostrato resilienza. La loro capacità di attrattiva e la forte domanda da parte di una fascia di mercato medio-alta li hanno sostenuti. Questo dimostra la forza del marchio Toscana e la qualità intrinseca dei suoi prodotti. La loro unicità li rende meno vulnerabili alle fluttuazioni di mercato.
La strategia futura dovrà quindi puntare a rafforzare ulteriormente questi marchi. Sarà importante diversificare i mercati di sbocco. Si dovranno anche esplorare nuove strategie per mitigare l'impatto di politiche commerciali protezionistiche. La valorizzazione delle specificità territoriali e la promozione della qualità rimangono pilastri fondamentali per il successo duraturo dell'agroalimentare toscano.