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Nuove cabine elettriche sorgono nel quartiere Sodo, scatenando la forte opposizione dei residenti. L'installazione, voluta da E-Distribuzione, sostituisce un'area verde storica con strutture che i cittadini definiscono "cubi neri" poco armoniosi con il paesaggio circostante.

Nuovi impianti elettrici nel quartiere Sodo

Sono state installate di recente due nuove cabine di trasformazione nel quartiere Sodo. Questi impianti, gestiti da E-Distribuzione, parte del gruppo Enel, mirano a convertire l'energia elettrica ad alta tensione in corrente a bassa e media intensità. L'obiettivo è immetterla poi nella rete di distribuzione locale. La realizzazione avviene in un'area precedentemente occupata da un'antica oliveta. Questa zona è vicina a colline e ville storiche, inclusa Villa Petraia, patrimonio riconosciuto dall'UNESCO.

La scelta del sito ha suscitato profonda preoccupazione tra gli abitanti. Essi lamentano la perdita di uno spazio verde che, secondo i piani urbanistici comunali, avrebbe dovuto rimanere tale. Il comitato ‘Sì verde, no centrale - Osservatorio quartiere 5’ è nato proprio in seguito alla scoperta del progetto. La centrale è situata in prossimità di una chiesa, una scuola e le abitazioni dei residenti. I lavori di costruzione procedono a ritmo serrato, aumentando l'apprensione della comunità locale.

Proteste e preoccupazioni dei residenti

Le strutture installate hanno dimensioni che superano le aspettative dei residenti. Maurizio Bruschi, portavoce del comitato di quartiere, ha espresso il suo disappunto. Ha affermato che i rendering iniziali facevano apparire le cabine più basse. Ora, invece, raggiungono l'altezza del primo piano delle abitazioni circostanti. Bruschi le descrive come «altri cubi neri», poco integrati nel contesto urbano e paesaggistico.

La comunità si interroga sulla scelta del luogo. Si chiede perché non sia stata individuata un'area più idonea o se non fosse possibile realizzare l'impianto sottoterra. Quest'ultima soluzione, sebbene tecnicamente fattibile, avrebbe richiesto un progetto differente e potenzialmente più oneroso. Inoltre, avrebbe potuto comportare ritardi nell'ottenimento dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con scadenze fissate per il 2026. I cittadini temono che questa situazione possa penalizzare la qualità della vita e il valore degli immobili in una zona già soggetta a un'intensa urbanizzazione.

Don Andrea Menestrina, parroco della chiesa di San Pio X, si è schierato apertamente a fianco dei residenti. Durante un presidio tenutosi il 13 marzo, ha sottolineato l'importanza di tutelare il territorio. Ha espresso preoccupazione per l'impatto visivo e ambientale delle nuove strutture. La sua presenza ha rafforzato la determinazione della comunità nel contrastare la realizzazione dell'impianto.

Iter burocratico e decisionale

Il percorso che ha portato alla realizzazione della centrale elettrica è stato caratterizzato da tensioni tra le istituzioni locali e regionali. Il comitato di residenti denuncia uno «scaricabarile» tra Comune e Regione. Questo ha generato sfiducia nelle capacità delle istituzioni di gestire la situazione in modo trasparente ed efficace. L'assessora comunale all'urbanistica, Caterina Biti, e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, visitarono i cantieri nel luglio 2025. In quell'occasione, il presidente Giani avrebbe espresso comprensione per le preoccupazioni dei cittadini. Tuttavia, avrebbe anche ammesso che i lavori non potevano più essere fermati.

Palazzo Vecchio ha più volte dichiarato che la direzione urbanistica aveva espresso un parere tecnico non favorevole. Ciononostante, la Regione, tramite un decreto dirigenziale, ha approvato una variante allo strumento urbanistico comunale. Questa variante ha permesso di superare le obiezioni locali e dare il via libera al progetto. Il comitato ha tentato di opporsi legalmente presentando un ricorso al TAR. Il ricorso è stato respinto nell'ottobre scorso. Attualmente, la questione è in attesa di una decisione da parte del Consiglio di Stato, che si pronuncerà a breve.

La replica di E-Distribuzione

E-Distribuzione ha risposto alle preoccupazioni sollevate dai residenti e dal comitato. L'azienda ha diffuso una nota in cui afferma che l'impianto rispetta i più elevati standard di sostenibilità ambientale. Ha inoltre pubblicato dei rendering che mostrano come le strutture dovrebbero integrarsi nel paesaggio. L'azienda assicura che non ci sarà alcun «cubo nero» nell'area. Ha specificato che dall'impianto partiranno cinque dorsali di media tensione. Queste linee saranno completamente interrate per quasi 10 chilometri. Serviranno a distribuire energia a circa 25.000 utenze tra Careggi, Firenze nord e una parte di Sesto Fiorentino.

L'investimento complessivo per la realizzazione della cabina primaria ammonta a oltre 8 milioni di euro. E-Distribuzione ribadisce la necessità e l'importanza di questo nuovo impianto. Lo considera una «nuova porta di accesso per l’energia in città». L'obiettivo è ottimizzare il servizio elettrico per un'ampia zona della provincia fiorentina. Nonostante le rassicurazioni dell'azienda, i residenti mantengono la loro posizione. Sperano ancora che il Consiglio di Stato possa intervenire e bloccare definitivamente i lavori.

Contesto territoriale e normativo

Il quartiere Sodo, situato nel comune di Firenze, è un'area che negli anni ha visto una significativa trasformazione urbanistica. La sua vicinanza a zone di pregio storico e paesaggistico, come le colline medicee, rende la questione dell'impatto visivo e ambientale particolarmente sensibile. La presenza di un sito UNESCO nelle vicinanze impone una particolare attenzione alla compatibilità delle nuove costruzioni con il contesto circostante.

La normativa urbanistica italiana prevede diversi livelli di pianificazione e approvazione per interventi di tale portata. La legge quadro sull'urbanistica e la pianificazione territoriale definisce i ruoli e le competenze di Comuni, Regioni e Stato. Nel caso specifico, sembra emergere un conflitto tra gli strumenti urbanistici comunali, che prevedevano un'area verde, e le decisioni regionali che hanno autorizzato la variante per la realizzazione della centrale. Questo tipo di dinamiche evidenzia le complessità del processo decisionale e le potenziali frizioni tra i diversi livelli di governo.

Il PNRR, menzionato nel contesto, rappresenta un'opportunità di finanziamento per progetti strategici legati alla transizione energetica e alla modernizzazione delle infrastrutture. Tuttavia, i vincoli temporali imposti dal PNRR possono esercitare una pressione sui processi autorizzativi, talvolta a discapito di consultazioni più approfondite o di soluzioni alternative meno impattanti. La vicenda del Sodo solleva interrogativi sull'equilibrio tra esigenze infrastrutturali, tutela del paesaggio e partecipazione dei cittadini nei processi decisionali.

La decisione del TAR e l'attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sono passaggi cruciali. Essi determineranno se le ragioni dei residenti e la tutela del territorio avranno prevalenza sulle esigenze infrastrutturali e sui tempi di realizzazione imposti dai finanziamenti pubblici. La battaglia legale rappresenta l'ultima speranza per la comunità locale di ottenere un'inversione di rotta.

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