Condividi
AD: article-top (horizontal)

La Garante per l'infanzia Marina Terragni esprime preoccupazione per una bambina ricoverata a Firenze. Sottolinea l'importanza della presenza dei genitori come parte integrante delle cure, citando normative e precedenti.

Garante per l'infanzia esprime preoccupazione

L'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, ha manifestato profonda preoccupazione. La notizia riguarda il ricovero ospedaliero di una bambina. Questa piccola fa parte del gruppo noto come 'bambini del bosco'. La casa-famiglia che li ospita è al centro della vicenda.

Secondo quanto riferito dalla responsabile del reparto pediatrico, la bambina soffre di una patologia. Questa condizione è alla base della sua crisi respiratoria. L'episodio che ha portato al ricovero è avvenuto la sera di domenica 3 maggio. La prognosi indicata è di circa una settimana.

Diritto alla vicinanza genitoriale negato

Le condizioni della piccola non sembrano destare allarme grave. Tuttavia, la mamma non può stare costantemente al suo fianco. Anche al padre è consentita la visita solo in presenza di un'operatrice della casa-famiglia. La Garante sottolinea un punto cruciale: la vicinanza materna è fondamentale. È un presidio essenziale per la serenità dei bambini ricoverati. Inoltre, favorisce una risposta più efficace alle cure mediche.

Marina Terragni richiama un documento ufficiale del Ministero della Salute. Questo documento è stato valutato dal Comitato di Bioetica dell'Istituto Superiore di Sanità. La sua approvazione risale al 3 maggio 2021. Il testo afferma chiaramente che, in caso di ricovero, il team pediatrico deve garantire la continuità della relazione genitore-bambino. Questa vicinanza è considerata parte integrante delle cure. Si prevede un accesso illimitato, 24 ore su 24, per almeno un genitore.

Normative e precedenti a tutela dei bambini

Già nel 1988, associazioni europee senza scopo di lucro avevano elaborato la prima Carta Europea dei bambini in ospedale. Questa è conosciuta come Carta di Each. Nel 2001, a Trieste, è stata adottata la prima Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale. Da allora, sono state introdotte diverse altre carte a livello nazionale e internazionale. Il principio fondamentale ribadito è il diritto alla continuità relazionale con la famiglia. Questo vale in ogni fase dell'assistenza e della cura. L'obiettivo è mitigare lo stress causato dalla paura e dalla malattia.

Un esempio concreto viene dall'ospedale Meyer di Firenze. Qui, la presenza costante delle madri accanto ai bambini ricoverati è stata autorizzata fin dagli anni Settanta. Questa pratica ha prodotto ottimi risultati. Si sono osservati miglioramenti significativi nei tempi di convalescenza e nella ripresa dalla malattia. La Garante conclude esprimendo stupore. È inaccettabile che a questa piccola non vengano pienamente garantiti questi diritti fondamentali.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché è importante la presenza dei genitori durante un ricovero ospedaliero di un bambino?
La presenza dei genitori è cruciale per il benessere emotivo del bambino. Riduce l'ansia e lo stress legati alla malattia e all'ambiente ospedaliero. Favorisce inoltre un recupero più rapido e una migliore risposta alle cure mediche, creando un senso di sicurezza e continuità.

Quali sono le principali carte e documenti che tutelano i diritti dei bambini in ospedale?
Esistono diverse normative importanti, tra cui la Carta Europea dei bambini in ospedale (Carta di Each) del 1988 e la Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale del 2001. A queste si aggiungono documenti ministeriali più recenti che ribadiscono il diritto alla vicinanza genitoriale come parte integrante delle cure pediatriche.

AD: article-bottom (horizontal)