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Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, è indagato per diffamazione e minaccia. L'indagine nasce da un episodio avvenuto in Consiglio comunale, dove il sindaco ha presentato un articolo riguardante il figlio di un consigliere di opposizione.

Sindaco indagato per diffamazione e minaccia

Alan Fabbri, primo cittadino di Ferrara appartenente alla Lega, risulta iscritto nel registro degli indagati. Le accuse mosse nei suoi confronti riguardano i reati di diffamazione e minaccia nei confronti di un corpo politico. La notizia è stata resa nota dallo stesso Fabbri tramite un post pubblicato sul suo profilo Facebook.

Il sindaco ha spiegato che l'iscrizione nel registro è legata a un articolo di giornale. Questo articolo era stato precedentemente distribuito ai banchi dell'opposizione durante una seduta del Consiglio comunale. Il contenuto dell'articolo riportava la notizia del coinvolgimento del figlio dell'avvocato Fabio Anselmo. Il giovane era stato sorpreso in possesso di circa mezzo chilo di hashish, proveniente dalla Spagna.

L'episodio in Consiglio comunale

La vicenda trae origine da uno scontro avvenuto in Consiglio comunale alla fine del mese di maggio. In quella sede, il sindaco Fabbri era stato chiamato a relazionare su un incidente stradale. L'incidente aveva coinvolto il primo cittadino stesso e l'assessora Francesca Savini. L'incidente era avvenuto il 4 maggio nel Mantovano.

L'assessora Savini, alla guida del veicolo, aveva perso il controllo dell'auto. Le fu successivamente rilevato un tasso alcolico triplo rispetto ai limiti consentiti. Questo episodio aveva portato alle dimissioni di Savini.

Durante la seduta del 27 maggio, dopo un breve intervento, Fabbri consegnò ai consiglieri di opposizione un foglio. Il documento conteneva un vecchio lancio d'agenzia. L'articolo risaliva al 2021 e riguardava l'arresto del figlio del consigliere di opposizione, Fabio Anselmo. Anselmo era stato anche sfidante di Fabbri alle precedenti elezioni comunali.

Le dichiarazioni del sindaco Fabbri

Alan Fabbri ha chiarito le sue intenzioni riguardo alla diffusione dell'informazione sull'arresto del giovane. Ha affermato: «Non era mia intenzione renderlo di dominio pubblico». Ha aggiunto che questa azione è stata invece compiuta dall'ex candidato sindaco del centro-sinistra, Anselmo. Fabbri ha sottolineato che, in caso contrario, avrebbe reso nota la notizia durante la campagna elettorale.

Il sindaco ha spiegato che il suo gesto era inteso a dimostrare la differenza tra il suo operato e i metodi utilizzati dall'opposizione. Metodi che, a suo dire, sono sempre stati impiegati nei suoi confronti e verso il suo schieramento. Fabbri ha espresso sorpresa per la sua iscrizione nel registro degli indagati per diffamazione e violenza o minaccia contro un corpo politico, citando l'articolo 338 del codice penale.

La denuncia è stata presentata dal consigliere di opposizione Fabio Anselmo. Fabbri ha commentato: «Non ha ancora capito che, per governare una città e ottenere consenso, bisogna conquistare la fiducia dei cittadini nelle urne e non nelle aule di tribunale». Ha inoltre messo in discussione la libertà di espressione, chiedendosi se la presentazione di un articolo di giornale, già di dominio pubblico, possa rappresentare un grave pericolo per l'opposizione.

Nonostante la situazione, il sindaco si è dichiarato fiducioso nell'operato della magistratura. Ha ribadito la sua convinzione di aver sempre agito con correttezza, trasparenza e nell'interesse di tutti i cittadini di Ferrara. Ha concluso affermando di essere pronto ad affrontare questa ennesima vicenda.