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Il progetto "Metropoli di paesaggio" del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha ricevuto una menzione speciale al prestigioso Premio nazionale del paesaggio. L'iniziativa si distingue per la sua visione strategica territoriale, integrando mobilità sostenibile e valorizzazione delle risorse locali.

Riconoscimento nazionale per il progetto paesaggistico ferrarese

Un importante traguardo è stato raggiunto dal territorio ferrarese nel panorama nazionale. Il progetto denominato ‘Metropoli di paesaggio’ ha ottenuto una menzione speciale al Premio nazionale del paesaggio. Questa iniziativa è stata promossa e sostenuta con impegno dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. L'evento si è svolto a Roma, portando un prestigioso riconoscimento alla provincia.

Il premio è un'iniziativa del Ministero della Cultura. Viene organizzato in occasione della giornata nazionale dedicata al paesaggio. Rappresenta la selezione italiana per il più ampio Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa. Ha visto la partecipazione di ben 81 progetti provenienti da ogni angolo d'Italia. La competizione è stata molto agguerrita.

Una visione strategica premiata su scala territoriale

Nel contesto di questa importante competizione, ‘Metropoli di paesaggio’ si è distinto in modo particolare. È stato l’unico progetto a essere premiato non per un singolo intervento circoscritto. La sua forza risiede in una visione strategica di scala territoriale. Questo approccio innovativo ha colpito la giuria.

La motivazione del premio sottolinea la capacità del progetto. Riesce a ricomporre tracciati e itinerari in una logica contemporanea. L'obiettivo è l'intermodalità, integrando percorsi pedonali, ciclabili, fluviali e stradali. Il paesaggio viene così trasformato in un'infrastruttura vitale. Questa infrastruttura connette tempi e usi differenti del territorio.

Fortini: "Un premio che vale come un primo posto"

Sergio Fortini, architetto e responsabile del progetto, ha espresso grande soddisfazione. «Per la prima volta è stata premiata una visione strategica e non un'opera puntuale», ha spiegato. Ha poi aggiunto un commento significativo sul valore del riconoscimento. «Si tratta inoltre di un premio che per noi vale come un primo posto», ha dichiarato Fortini. Ha poi motivato la sua affermazione. «Se si pensa che a vincere è stata la ‘Magnifica Val di Fiemme’: un progetto ancestrale con mille anni di storia alle spalle, mentre il nostro è un approccio è decisamente contemporaneo perché nato solo 8 anni fa».

Fortini ha evidenziato la differenza di prospettiva. Il progetto ferrarese si basa su un approccio moderno. È nato da poco tempo, ma ha già dimostrato grande potenziale. La sua contemporaneità è un punto di forza riconosciuto.

Il paesaggio come infrastruttura: azioni concrete

«Il progetto parte da un presupposto essenziale: il paesaggio come la nostra migliore infrastruttura», ha proseguito Fortini. L'obiettivo è rendere il territorio più accessibile. Questo avviene attraverso l'integrazione tra terra, acqua e ferro. Tali azioni contrastano lo spopolamento. Favoriscono inoltre la rigenerazione urbana delle aree interessate.

Tra le azioni concrete candidate al premio figurano diverse iniziative. Una di queste è ‘Ferrara idropolitana’. Si tratta di un servizio di trasporto pubblico innovativo. Integra bus, acqua – utilizzando canali come il Burana, il Boicelli e il Volano – e biciclette. Un altro esempio è ‘Appi farm’ a Migliarino. Qui è stato recuperato un capannone dismesso. È stato trasformato in un distretto produttivo di nuova generazione. Questo spazio è pensato per giovani e startup innovative.

Calderoni: "Il Consorzio è parte attiva del progetto"

Stefano Calderoni, presidente del Consorzio, ha sottolineato il ruolo dell'ente. «Il Consorzio di Bonifica non è solo l'ente che ha appoggiato il progetto e la sua candidatura», ha affermato. «Ma parte attiva del progetto stesso», ha aggiunto Calderoni. Ha poi spiegato il motivo di questa partecipazione attiva. «Perché la nostra rete di canali è elemento fondamentale dell’infrastruttura paesaggistica del nostro territorio».

In questa direzione, il Consorzio sta lavorando anche al contratto di area umida per il Po di Volano. «Un altro modo di valorizzare aree dove agricoltura e ambiente convivono in maniera sostenibile», ha spiegato Calderoni. «Dove fruizione e rigenerazione sono elementi essenziali per lo sviluppo».

Una politica territoriale per la ripartenza economica

«Il Consorzio fa parte – ha concluso Calderoni – di una vera e propria politica territoriale». Questa politica mira a trasformare l'estesa rete capillare di percorsi del ferrarese. L'obiettivo è renderla un volano di ripartenza economica. Ciò avverrà attraverso il turismo lento. La tutela della biodiversità è un altro pilastro. Si punta anche a una drastica riduzione delle emissioni di Co2 entro il 2030.

Calderoni ha assicurato che questo è un obiettivo che l'ente sta attuando. Lo sta facendo anche nella gestione ordinaria della sua attività. Continuerà a perseguirlo nei prossimi anni con determinazione.

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