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Un'interrogazione parlamentare indaga sulla gestione dell'estradizione di un hacker kazako. Si chiede se il Ministro Nordio fosse a conoscenza della disponibilità dell'uomo a collaborare con le autorità prima di concedere l'estradizione.

Dubbi sull'estradizione di un hacker

Un gruppo di sei parlamentari, guidati da Marco Pellegrini del Movimento 5 Stelle, ha presentato un'interrogazione al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. L'obiettivo è chiarire se il Ministro fosse informato della volontà di Roman Yurevych Khlynovskiy, cittadino kazako di 43 anni, di essere ascoltato prima che venisse emesso il decreto di estradizione.

Khlynovskiy, identificato come un hacker, aveva espresso la sua disponibilità a fornire contributi utili per migliorare la comprensione e la prevenzione di reati legati alla cybersicurezza. Si era offerto anche per questioni di crimine internazionale e protezione delle infrastrutture critiche.

Richiesta di audizione non accolta?

L'interrogazione chiede specificamente se la richiesta di audizione di Khlynovskiy sia stata valutata dagli uffici ministeriali. Si vuole sapere se si sia ritenuto opportuno, in linea con gli interessi di sicurezza nazionale e internazionale e con il contrasto alla criminalità transnazionale e alle minacce cyber, non procedere all'ascolto del detenuto.

L'hacker era stato arrestato il 30 luglio 2025. Il suo fermo era avvenuto in seguito a un mandato di cattura internazionale emesso da un tribunale degli Stati Uniti. Le accuse includono l'appartenenza a un'associazione a delinquere dedita a frodi telematiche.

Le imputazioni contestate riguardano anche furto d'identità, riciclaggio di denaro, estorsione informatica e minacce di divulgazione di immagini intime non consensuali. L'FBI ritiene Khlynovskiy parte del gruppo noto come "8-Digits team".

Attività criminali dell'hacker

Questo team sarebbe specializzato nell'accesso abusivo a banche dati. Secondo le indagini, avrebbe compromesso i dati di oltre 100 ospedali. Per non diffondere informazioni sensibili, venivano richieste somme di denaro nell'ordine dei milioni di dollari.

Per evitare l'estradizione, Khlynovskiy aveva manifestato la sua disponibilità a collaborare con le autorità. Tuttavia, questa richiesta non sembra essere stata accolta. Il 17 febbraio 2026, il Ministro della Giustizia aveva concesso l'estradizione.

Successivamente, il 28 aprile 2026, il TAR del Lazio ha sospeso tale decisione. Il tribunale amministrativo si pronuncerà definitivamente sulla questione nel prossimo mese di ottobre. Attualmente, l'uomo si trova detenuto nel carcere di Ferrara.

Verifiche sullo stato di salute

Nel frattempo, la Cassazione ha disposto l'esecuzione di una perizia. L'obiettivo è accertare se le condizioni di salute di Khlynovskiy siano compatibili con il regime carcerario. L'esito di questa perizia potrebbe influenzare ulteriormente l'iter giudiziario.

L'avvocato Alexandro Tirelli, coordinatore dello studio International Laawyers Associates, che assiste l'hacker, ha espresso curiosità. Ha dichiarato di voler conoscere le motivazioni che il Ministro Nordio presenterà riguardo a queste presunte omissioni nella gestione del caso.

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