Il consigliere regionale del PD, Fabrizio Cesetti, critica duramente le recenti iniziative della giunta regionale delle Marche in materia di sicurezza. Secondo Cesetti, provvedimenti come la delibera anti-kebab e l'operazione 'Marche Sicure' sono pura propaganda, prive di sostanza e mirate solo a ingannare gli elettori. Sottolinea la mancanza di azioni concrete da parte della destra negli ultimi sei anni e la necessità di potenziare gli organici delle forze dell'ordine.
Critiche alle iniziative di sicurezza regionale
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, ha espresso forti riserve riguardo alle recenti azioni della giunta regionale delle Marche. Secondo la sua analisi, alcune decisioni assunte dall'amministrazione non rispondono a reali esigenze della cittadinanza. Egli ritiene che tali provvedimenti siano più simili a strategie di comunicazione che a soluzioni concrete per i problemi del territorio.
In particolare, Cesetti ha puntato il dito contro la cosiddetta 'Operazione Marche Sicure'. Questo piano, varato di recente, viene definito dal consigliere come un tentativo di creare un'immagine positiva senza affrontare le problematiche di fondo. La sua critica si estende anche a una precedente delibera, comunemente nota come 'delibera anti-kebab'.
Il politico dem ha suggerito che il presidente della regione, Acquaroli, potrebbe essere influenzato da alcuni membri della sua giunta. Questa influenza, a suo dire, porterebbe a un approccio più orientato all'apparenza che alla sostanza. L'obiettivo sarebbe quello di catturare l'attenzione degli elettori, i quali reclamano giustamente maggiore sicurezza nelle proprie città.
Propaganda e inefficacia delle politiche
Fabrizio Cesetti definisce queste iniziative come pura propaganda, evidenziando un metodo poco istituzionale. Il presidente Acquaroli, secondo il consigliere, avrebbe preso l'abitudine di comunicare le decisioni alla stampa prima ancora di presentarle al Consiglio regionale. Questo comportamento suggerisce, a detta di Cesetti, una maggiore preoccupazione per il rafforzamento della propria immagine pubblica piuttosto che per la risoluzione effettiva dei problemi.
La critica si concentra anche sui contenuti delle politiche attuate. Cesetti afferma che, dopo sei anni di governo, la maggioranza di destra non avrebbe realizzato progressi significativi in materia di sicurezza. Quest'ultima sarebbe rimasta una priorità trascurata nelle agende della giunta. In alcune province, come quella di Fermo, la situazione sarebbe addirittura peggiorata.
Alcune aree specifiche, come Lido Tre Archi e zone limitrofe, sono state purtroppo trasformate in territori dominati dalla criminalità. Sia la criminalità organizzata che quella minore avrebbero trovato terreno fertile in queste località. Questo scenario, secondo il consigliere, dimostra l'inefficacia delle politiche finora adottate.
Proposte concrete e carenza di personale
Per fornire risposte efficaci, Cesetti suggerisce che il presidente Acquaroli avrebbe potuto semplicemente dare seguito alle proposte da lui presentate in Assemblea legislativa. Queste proposte, nate dall'ascolto attento delle richieste dei sindacati di polizia, erano state spesso approvate all'unanimità dal Consiglio regionale. Ignorare tali proposte significherebbe perdere opportunità concrete di miglioramento.
Un punto cruciale sollevato da Cesetti riguarda la carenza di personale nelle forze dell'ordine. Da anni, egli si impegna attraverso mozioni e interrogazioni per ottenere un potenziamento reale degli organici. Chiede inoltre l'istituzione di presidi fissi nei punti critici della costa. Senza un aumento delle risorse umane, ogni provvedimento adottato dalla giunta rischia di rivelarsi completamente inefficace.
Il consigliere critica inoltre l'atteggiamento della maggioranza riguardo ad altre iniziative legislative. Mentre la destra esalta le misure restrittive sulla vendita di alcolici, ostacolerebbe la discussione su una sua proposta di legge per combattere la droga e l'abuso di alcol. Questo atteggiamento, secondo Cesetti, conferma la sua tesi di propaganda anziché un reale interesse per i cittadini.
Ostruzionismo su altre iniziative
Lo stesso ostruzionismo viene riscontrato da Cesetti su altre sue proposte. Tra queste, una legge per la riforma della polizia locale e misure per contrastare il caporalato e il lavoro nero. L'impressione è che vi sia una resistenza sistematica a portare avanti iniziative che potrebbero realmente incidere sulla vita dei cittadini.
Infine, Cesetti denuncia la beffa di leggi già approvate ma mai attuate. Cita come esempio una sua proposta, approvata all'unanimità dall'intera aula, per l'istituzione di sportelli antitruffa e la tutela degli anziani. Nonostante il suo carattere concreto e il forte impatto sociale, la giunta regionale non avrebbe mai proceduto alla sua attuazione. La sicurezza, conclude il consigliere, è un diritto fondamentale di ogni cittadino, e le istituzioni hanno il dovere di garantirlo con azioni concrete e non con mere dichiarazioni di intenti.
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