Gradara: "Il Tempo del Gioco" dal 22 marzo 2026
La mostra "Il Tempo del Gioco" celebra la storia ludica a Gradara dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Un'esposizione unica con giochi d'epoca e interattivi.
Mostra "Il Tempo del Gioco" apre a Gradara
Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara si prepara ad accogliere un evento imperdibile. La mostra intitolata «Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti» aprirà i battenti nel primo fine settimana di primavera. L'inaugurazione è fissata per sabato 21 marzo 2026. Questa esposizione promette di essere un viaggio affascinante nella storia del gioco. Sarà un'occasione unica per ammirare una straordinaria raccolta di giochi d'epoca. La mostra rappresenta il terzo appuntamento del MARV dedicato a questo tema. Le precedenti edizioni hanno riscosso grande successo. Si citano infatti «L'arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa» nel 2023. Un altro evento di rilievo è stato «Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli» tra il 2024 e il 2025. Entrambe le rassegne sono state realizzate in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” di Milano.
Un Viaggio nella Cultura del Gioco
L'obiettivo principale de «Il Tempo del Gioco» è far riflettere sull'importanza di preservare la cultura ludica. Il gioco viene inteso non solo come fenomeno storico e sociale. Viene anche considerato un elemento artistico fondamentale. La mostra ne esplora il valore come mezzo di rappresentazione della società. Inoltre, lo presenta come un prezioso documento storico. Particolare attenzione è dedicata all'impatto educativo del gioco nelle diverse epoche. La Collezione Loris Betti offre una selezione di pezzi rari e curiosi. Questi permettono di esplorare l'evoluzione del gioco. L'arco temporale coperto va dalla fine del Settecento fino agli anni Ottanta del secolo scorso. Il percorso espositivo è articolato in aree tematiche. Offre una panoramica completa di questa ricca raccolta. Un'ampia sezione è dedicata al gioco educativo. Qui si trova una piccola area dedicata ai giochi con protagonista Pinocchio. Questo omaggio è in onore dello scrittore Collodi, di cui ricorre il centenario della nascita. In ambito educativo, spiccano i giochi pensati per le bambine. Questi trasmettevano valori legati alla cura domestica e al matrimonio. Erano visti come traguardi naturali per la realizzazione femminile. Altre sezioni esplorano giochi ispirati ai viaggi. Sono presenti anche quelli legati allo sport, al cinema e al precinema. Una piccola esposizione di lanterne magiche e proiettori giocattolo arricchisce l'offerta. Non mancano giochi legati alla pubblicità e all'azzardo. Giochi dell'oca, tombole, carte e tavolieri offrono uno spaccato della cultura e della società. Permettono di comprendere pensieri, abitudini e sensibilità estetiche delle generazioni passate. Un'area interattiva permette ai visitatori di sperimentare alcune riproduzioni dei giochi. Contenuti digitali di approfondimento sono accessibili tramite smartphone.
La Collezione Loris Betti: Passione e Storia
Loris Betti ha iniziato la sua collezione di giochi antichi con una crescente consapevolezza del loro valore culturale. La sua passione è nata fin dall'infanzia, grazie alla lettura del Corriere dei Piccoli. Questo lo avvicinò ai giochi su carta. Nel tempo, ha maturato l'idea di promuovere un'educazione al gioco. Lo considera un fattore culturale e sociale. Il gioco riflette le diverse epoche storiche. Questo interesse si è intrecciato con la sua professione di medico. Parallelamente, ha coltivato una passione per la storia. Ha studiato gli aspetti politici, sociali e militari. Questo lo ha portato ad avvicinarsi ai giochi di simulazione storica. Lo studio dei giochi come strumenti per comprendere aspettative e valori lo affascina. Ha ampliato la sua raccolta negli anni. Partendo dai mercatini, ha costruito una rete di intermediari. Questi gli hanno proposto l'acquisto di giocattoli in Italia e poi in Europa. Grazie ad acquisizioni mirate, ha creato una delle più importanti collezioni di giocattoli. Copre un arco temporale dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. La collezione non è un semplice accumulo. È uno strumento di studio e conoscenza. Non è un fine a sé stesso, ma un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale. Da qui nasce l'interesse a presentarla in mostre museali. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza del valore del gioco.
Gradara: Un Borgo Legato al Gioco
Gradara e il gioco sono un binomio inscindibile da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia di Paolo e Francesca, il borgo medievale è noto per la sua forte vocazione ludica. Gradara vanta numerosi primati in questo senso. Ha ospitato una delle ludoteche più grandi d'Italia. È stata fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali. Ha ideato uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco, «Gradara Ludens». Ha nominato il primo Assessore al Gioco d'Italia. Nei primi anni Novanta, Gradara ha avviato un'attività didattica basata sul gioco. Lo scopo era divulgare il patrimonio storico-artistico a studenti e insegnanti. Questa sperimentazione trentennale ha portato allo sviluppo di una metodologia originale. Si chiama «Gradara in gioco». Unisce gioco e teatro. Offre proposte didattiche per scuole di ogni ordine e grado. Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin, inaugurato nel 2022 a Palazzo Rubini Vesin, valorizza la storia artistica e culturale del territorio. Si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia. È interamente dedicato al gioco come fenomeno storico, sociale e artistico. Il percorso è iniziato nel 2023 con «L’arte del gioco». Ha esposto carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo. È proseguito con «Il gran gioco del mondo» nel 2024-2025. Ha presentato incisioni di Giuseppe Maria Mitelli. La mostra «Il Tempo del Gioco» prosegue questo ciclo. Offre una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento. Si inserisce nel contesto di Gradara, affermandosi come centro di riferimento nazionale per lo studio del gioco. Il gioco è interpretato come autentico patrimonio storico, artistico e culturale. La mostra sarà visitabile dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Gli orari sono: da mercoledì a venerdì dalle 14:30 alle 17:30. Sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30. Lunedì e martedì il museo resterà chiuso. Il costo del biglietto è di 5,00 euro. L'esposizione è pensata per essere ammirata e giocata. Sono disponibili riproduzioni interattive e contenuti digitali.
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