Un uomo di 63 anni è stato condannato a 6 anni di carcere per aver adescato e molestato un ragazzino di 13 anni a Fano. L'episodio è avvenuto nel settembre 2022.
Adescamento e violenza in un laboratorio artistico
Un garage nel centro storico di Fano è stato teatro di un grave episodio. Un uomo di 63 anni, di origine sudamericana, è finito a processo con l'accusa di violenza sessuale. La vittima è un ragazzino di soli 13 anni. L'uomo gestiva un laboratorio artistico.
I fatti risalgono al settembre del 2022. Il giovane si trovava in difficoltà con la sua bicicletta, avendo una gomma forata. L'uomo si sarebbe offerto di aiutarlo. Secondo le indagini, avrebbe poi condotto il minore nei suoi locali. I due non si conoscevano precedentemente.
L'accusa sostiene che l'uomo abbia approfittato della vulnerabilità del ragazzino. Il giovane sarebbe rimasto paralizzato di fronte alle avances. L'episodio sarebbe durato circa due ore. Nel frattempo, la madre del minore aveva iniziato a cercarlo.
La denuncia e le indagini della Polizia
Dopo essere riemerso, il 13enne ha raccontato l'accaduto ai suoi familiari. Questi ultimi hanno immediatamente sporto denuncia alle autorità competenti. La Polizia ha avviato un'indagine approfondita. Sono stati effettuati accertamenti sul telefono cellulare dell'uomo. Si cercavano eventuali immagini registrate durante le due ore. Anche i locali sono stati meticolosamente esaminati alla ricerca di tracce della presenza del minore.
Secondo quanto contestato, il giovane sarebbe stato trattenuto contro la sua volontà. Avrebbe subito palpeggiamenti e baci indesiderati. L'uomo avrebbe anche compiuto strofinamenti sul corpo del ragazzino. La dinamica dei fatti è stata ricostruita grazie alle testimonianze raccolte.
La versione dell'imputato e la conferma del minore
L'uomo ha sempre negato ogni addebito. La sua versione dei fatti è differente. Ha dichiarato di aver visto il bambino in difficoltà. Affermava di averlo accompagnato da un meccanico di biciclette nella zona. Ha anche detto di avergli semplicemente offerto da bere. Ha insistito sul fatto che non sia accaduto nient'altro.
Tuttavia, il ragazzino ha confermato la sua versione dei fatti. Lo ha fatto durante l'incidente probatorio. Questa fase si è svolta durante le indagini preliminari. L'audizione è avvenuta in modalità protetta. La testimonianza del minore è stata ritenuta attendibile dal tribunale.
Il processo e la condanna
La famiglia del giovane si è costituita parte civile. L'avvocatessa Francesca Santorelli ha rappresentato i familiari. È stata chiesta una somma di 25 mila euro. Si è sottolineato come tali episodi possano causare gravi conseguenze a lungo termine per un minorenne. Il caso è stato esaminato dal tribunale collegiale. Sono state presentate diverse testimonianze a supporto dell'accusa.
Il collegio giudicante ha emesso la sentenza. L'uomo è stato condannato a 6 anni di reclusione. È stato inoltre stabilito un risarcimento danni di 15 mila euro. L'uomo deve anche rispondere di un altro episodio di adescamento. Questo sarebbe avvenuto su un autobus circa un anno e mezzo prima. Si sarebbe seduto accanto a un ragazzo di 16 anni. L'avrebbe accarezzato e gli avrebbe lasciato il suo numero di telefono. Lo avrebbe invitato a inviargli delle foto.
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