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Il report Arpam 2026 evidenzia un'ottima qualità delle acque nelle Marche, con la costa tra le migliori. L'aria si mantiene entro i limiti, ma l'ozono resta un problema estivo.

Qualità delle acque marine e interne eccellente

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam) ha presentato il suo rapporto annuale. Il documento analizza la situazione ambientale della regione nel corso del 2025. I dati raccolti riguardano diversi aspetti. Si va dalla qualità dell'aria a quella delle acque. I risultati per le acque sono particolarmente incoraggianti. Sono stati esaminati oltre 5.300 campioni. Questi provenivano da fiumi, laghi, falde acquifere e dal mare. Inoltre, sono stati effettuati più di 2.000 controlli specifici sulle acque destinate alla balneazione. La valutazione complessiva è estremamente positiva. La qualità delle acque di balneazione è risultata "eccellente" nel 96,13% delle analisi effettuate.

Questi risultati confermano un trend positivo per la regione. L'assessore regionale all'Ambiente, Tiziano Consoli, ha sottolineato l'importanza di questi dati. Ha affermato che «la nostra costa è una delle migliori coste a livello di monitoraggio e di qualità delle acque». Ha inoltre evidenziato l'impegno della Regione. Questo si concretizza in investimenti significativi. Essi sono diretti verso la biodiversità, l'ecosostenibilità e il rispetto generale dell'ambiente.

Aria entro i limiti, ma ozono critico

Il report Arpam 2026 non si limita all'acqua. Analizza anche la qualità dell'aria nella regione Marche. I dati relativi al 2025 mostrano un quadro generalmente positivo. I livelli di Pm10, Pm2.5 e biossido di azoto sono rimasti al di sotto dei limiti di legge. Questo è stato riscontrato in tutte le centraline di monitoraggio della rete regionale. Si tratta di un risultato positivo che si ripete per il sesto anno consecutivo. Questo andamento conferma un miglioramento costante della qualità dell'aria. Tuttavia, persiste una criticità legata all'ozono. Questo inquinante rappresenta un problema soprattutto durante i mesi estivi. Le aree più interessate da questo fenomeno sono quelle dell'entroterra. La sua presenza è legata a fattori meteorologici e alla chimica atmosferica.

La direttrice generale di Arpa, Rossana Cintoli, ha parlato delle sfide future. L'Italia dovrà adeguarsi entro il 1° gennaio 2030. Dovrà rispettare i nuovi limiti più stringenti per il monitoraggio della qualità dell'aria. Questi sono stati stabiliti da una direttiva europea del 2024. Cintoli ha assicurato che l'agenzia si sta attrezzando. L'obiettivo è garantire un monitoraggio approfondito e accurato. Ha aggiunto che «ci saranno delle situazioni che saranno un po' critiche». Queste verranno attentamente osservate. Serviranno a fornire ai decisori politici gli strumenti necessari. Questi permetteranno di fare scelte oculate per lo sviluppo territoriale.

Risorse e criticità nel monitoraggio

Il rapporto completo dell'Arpam si estende per circa 140 pagine. Affronta in modo integrato molteplici temi ambientali. Tra questi figurano la qualità dell'aria, le acque interne e marino-costiere, la balneazione, il suolo. Vengono trattate anche la gestione dei rifiuti, il rumore, le radiazioni, i campi elettromagnetici. Non mancano la biodiversità e le pressioni ambientali derivanti dalle attività umane. L'attività di monitoraggio è resa possibile dal laboratorio multisito dell'Arpam. Nel 2025, questo laboratorio ha analizzato oltre 20.000 campioni. Di questi, 8.000 erano legati a monitoraggi ambientali, controlli e ispezioni. I restanti 12.000 campioni hanno supportato il Servizio sanitario nazionale.

In merito alle aree considerate critiche, come la zona della raffineria Api a Falconara Marittima, Cintoli ha toccato il tema delle risorse. Ha ammesso che «le risorse sono sicuramente un elemento critico». La loro disponibilità è fondamentale per svolgere al meglio l'attività. Permetterebbe anche di estendere il monitoraggio in modo più capillare. Nonostante ciò, le situazioni critiche sul territorio vengono tenute sotto osservazione. Vengono gestite secondo le procedure previste dagli atti autorizzativi. L'agenzia dichiara di svolgere tutte le attività richieste dal ministero. La collaborazione tra enti e l'allocazione di risorse adeguate rimangono cruciali per la tutela ambientale.

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