Cronaca

Puglia: Comune senza medico, sindaca attacca ASL

18 marzo 2026, 09:46 6 min di lettura
Puglia: Comune senza medico, sindaca attacca ASL Immagine generata con AI Faeto
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Il piccolo comune di Celle di San Vito, in Puglia, affronta una grave crisi sanitaria con la totale assenza di un medico di base. La sindaca, Palma Maria Giannini, esprime profonda delusione e rabbia nei confronti dell'ASL di Foggia, accusandola di trattare i cittadini con sufficienza e di non offrire soluzioni concrete per garantire l'assistenza ordinaria.

Carenza medica nel piccolo borgo pugliese

Il comune di Celle di San Vito, situato nella provincia di Foggia, si trova in una situazione di emergenza sanitaria. Questo piccolo centro, con soli 144 abitanti, è rimasto privo del suo medico di base lo scorso ottobre. Il professionista in servizio è infatti andato in pensione, lasciando un vuoto assistenziale che ancora non è stato colmato. La sindaca, Palma Maria Giannini, ha denunciato pubblicamente la gravità della situazione. La sua voce si alza per rappresentare le preoccupazioni di una comunità che si sente abbandonata dalle istituzioni sanitarie locali.

La mancanza di un medico di base non è un dettaglio trascurabile, specialmente in un'area dove l'accesso ai servizi sanitari può già presentare delle criticità. La sindaca sottolinea come questa assenza impatti direttamente sulla vita quotidiana dei residenti. La salute è un diritto fondamentale, e la sua negazione in queste circostanze rappresenta un grave disservizio. La comunità di Celle di San Vito si sente particolarmente vulnerabile.

La sindaca Giannini ha evidenziato come la situazione sia diventata insostenibile. La sua amministrazione si è attivata fin da subito per cercare una soluzione. Tuttavia, gli sforzi sembrano essere stati vani di fronte all'inerzia o alle risposte inadeguate dell'ASL. La frustrazione cresce tra i cittadini, che chiedono risposte concrete e un'assistenza sanitaria degna di questo nome. La situazione è monitorata attentamente.

La risposta dell'ASL e le critiche della sindaca

L'ASL di Foggia, interpellata riguardo alla problematica, ha proposto l'attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT). Secondo l'azienda sanitaria, le AFT rappresentano una modalità integrata per fornire assistenza sul territorio. Questa proposta, tuttavia, non ha convinto affatto la sindaca Palma Maria Giannini. Lei ritiene che le AFT non costituiscano una soluzione reale al problema della carenza di medici di base.

La sindaca spiega chiaramente che le AFT prevedono la messa in rete di più medici di medicina generale. Questi professionisti continuerebbero a operare nei propri studi, garantendo una copertura oraria limitata solo per urgenze. In pratica, si tratterebbe di un servizio simile alla guardia medica, ma non in grado di sostituire la figura del medico di base. La gestione ordinaria del paziente, come la prescrizione di farmaci abituali o il controllo delle terapie, rimarrebbe scoperta.

Giannini accusa l'ASL di utilizzare un linguaggio burocratico per mascherare l'incapacità di risolvere il problema. «L'ASL Foggia con il suo burocratese continua a lavarsene le mani», afferma con amarezza la prima cittadina. La sua critica è netta: le AFT non assicurano la continuità assistenziale e la gestione quotidiana delle patologie dei pazienti, che è la vera competenza del medico di base. La sindaca si sente presa in giro.

Disparità di trattamento e disservizi

La sindaca Palma Maria Giannini solleva un ulteriore punto critico: la disparità di trattamento tra comuni. Attualmente, i pazienti di Celle di San Vito sono assistiti da una dottoressa di Castelluccio Valmaggiore. Questa professionista ha accettato di aprire un secondo studio a Faeto, un altro piccolo comune vicino. Tuttavia, per Celle di San Vito, la dottoressa si limita a effettuare visite domiciliari, senza garantire la presenza di un ambulatorio medico nel paese.

La sindaca si chiede perché le stesse regole non siano state applicate anche al suo comune. «Come mai le stesse regole applicate a quelle realtà non sono valse anche per il mio paese?», domanda con forza. La sua amministrazione si era dimostrata disponibile a fornire gli spazi necessari per un ambulatorio, coprendo anche tutte le spese. Nonostante questa disponibilità, la dottoressa ha scelto di aprire lo studio a Faeto e non a Celle di San Vito.

Questa scelta appare incomprensibile alla sindaca, che la considera un ulteriore segno di disinteresse verso la sua comunità. «Tutto questo accade oggi, nel 2026, in Puglia», conclude con un tono di profonda amarezza. La situazione è aggravata dal fatto che Celle di San Vito soffre già di numerose altre carenze. La perdita dell'assistenza medica di base, secondo la sindaca, rappresenta «l'estrema unzione» per il suo piccolo comune. La speranza è che un intervento esterno possa risolvere questa grave situazione.

Il contesto della sanità territoriale in Puglia

La vicenda di Celle di San Vito mette in luce le sfide che la sanità territoriale sta affrontando in molte regioni italiane, inclusa la Puglia. La progressiva chiusura degli ospedali più piccoli e la riorganizzazione dei servizi hanno portato a una maggiore concentrazione delle cure nei centri urbani. Questo crea difficoltà per i residenti dei comuni più piccoli e delle aree interne, che si trovano a dover percorrere distanze maggiori per accedere alle prestazioni sanitarie.

Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) sono state introdotte con l'obiettivo di migliorare l'assistenza primaria, promuovendo la collaborazione tra medici di famiglia e altri professionisti sanitari. L'idea è quella di creare una rete di cure più efficiente e capillare. Tuttavia, come dimostra la protesta della sindaca Giannini, l'implementazione di questi modelli non sempre risponde alle esigenze specifiche delle comunità locali. Spesso, le soluzioni proposte appaiono inadeguate o insufficienti.

La carenza di medici di base è un problema diffuso in tutta Italia, dovuto a diversi fattori. Tra questi, il numero limitato di borse di studio per la specializzazione in medicina generale, il pensionamento di molti professionisti e la scarsa attrattività di alcune aree geografiche, soprattutto quelle interne e montane. I comuni più piccoli, come Celle di San Vito, sono i più penalizzati da questa situazione. La loro ridotta popolazione e la minore redditività degli studi medici rendono difficile attrarre nuovi professionisti.

La sindaca Palma Maria Giannini rappresenta una voce importante nel dibattito sulla sanità territoriale. La sua denuncia non è solo una protesta locale, ma un campanello d'allarme per un problema di portata nazionale. La necessità di garantire un'assistenza sanitaria equa e accessibile a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza, rimane una priorità. La sua battaglia per il diritto alla salute nel suo piccolo comune è un esempio di impegno civico.

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