I controlli dei NAS a Faenza sulla filiera del vino hanno rivelato gravi carenze igieniche, irregolarità nell'etichettatura e la sospensione di tre attività. Sono stati sequestrati 15.000 litri di vino.
Gravi carenze igieniche nelle cantine
Le ispezioni dei militari del NAS di Bologna hanno evidenziato condizioni igienico-sanitarie allarmanti. Sono state riscontrate muffe sui muri vicino alle botti. La presenza di deiezioni animali e di roditori era diffusa. Si sono trovati anche centinaia di chili di uva in decomposizione.
In alcune strutture, la sporcizia era stratificata. Polvere e ragnatele ricoprivano le aree di lavorazione. Le muffe nere erano presenti vicino ai vasi vinari. Sono state documentate anche tracce di scarafaggi e feci di gatti.
L'uva stoccata dalle vendemmie precedenti era in avanzato stato di deterioramento. Questo rappresentava un serio rischio per la qualità del vino prodotto. Le condizioni generali mancavano di pulizia e manutenzione.
Attività abusive e irregolarità nella ristorazione
Le verifiche hanno scoperto aree adibite a degustazione e ristorazione non autorizzate. Sono state allestite cucine abusive per servire pasti caldi. La somministrazione di salumi e formaggi avveniva senza notifiche sanitarie. Mancava un piano di autocontrollo HACCP.
Sono emerse criticità nella gestione dei prodotti fitosanitari. Questi venivano conservati in armadietti non chiusi a chiave. Erano lasciati in aree accessibili al pubblico. Non venivano forniti dispositivi di protezione individuale agli operatori.
Queste irregolarità rappresentano un pericolo per la salute dei consumatori. La mancanza di controlli sanitari aumenta il rischio di contaminazione. Le attività non autorizzate aggirano le normative di sicurezza.
Sequestri, sanzioni e vino irregolare
I controlli hanno riguardato anche la trasparenza verso i consumatori. Sono state contestate difformità sulle etichette. Alcuni vini presentavano marchi ingannevoli. Questi evocavano denominazioni protette in modo improprio. L'etichettatura non corrispondeva al contenuto.
Si è riscontrata una mancata corrispondenza tra le giacenze registrate e il vino presente fisicamente. Questo ha portato alla sospensione di tre attività. Le ragioni includono carenze igieniche e assenza di autorizzazioni. Sono stati sequestrati 15.000 litri di vino, mosto e prodotto imbottigliato. Il valore stimato è di circa 110.000 euro.
Ulteriori sequestri hanno riguardato 140 litri di liquori autoprodotti. Sono stati trovati anche 1.200 kg di alimenti. Questi includevano confetture e conserve senza valutazione dei rischi. L'uva deteriorata e la pasta con etichette irregolari sono state anch'esse confiscate. Sono state elevate 15 sanzioni amministrative per un totale di 25.000 euro.
Domande frequenti sulla vendemmia e i controlli
Cosa sono i controlli dei NAS?
I NAS (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) sono reparti specializzati dell'Arma dei Carabinieri. Si occupano di vigilare sulla sicurezza e la salubrità degli alimenti e dei prodotti sanitari. Effettuano ispezioni per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Quali sono le principali irregolarità riscontrate durante la vendemmia?
Le irregolarità più comuni includono carenze igieniche nei locali di produzione e stoccaggio, presenza di contaminanti (muffe, deiezioni), etichettatura ingannevole o non conforme, e gestione non autorizzata di attività di ristorazione o vendita. Possono esserci anche problemi nella tracciabilità dei prodotti.