Un medico di 91 anni è sotto processo a Fabriano con l'accusa di aver avvelenato la moglie. Le indagini si concentrano su inquietanti ricerche online effettuate dall'uomo, che sembrano suggerire un piano premeditato. La difesa contesta le accuse, puntando su cause naturali o errori terapeutici.
Ricerche web inquietanti del medico indagato
Domande specifiche e ossessive sono emerse dalle indagini digitali. Il dottor Vincenzo Profili, 91 anni, avrebbe cercato informazioni online. Tra queste, la quantità di acqua distillata necessaria per causare la morte. Altri quesiti riguardavano la diagnosi di stati tossici e l'interazione del farmaco bisoprololo con problemi cardiaci. La sua difesa sostiene un profondo legame d'amore con la moglie, Daniela Chiorri, 81 anni. L'anziano si sarebbe sempre preso cura di lei. Le ricerche sono state presentate alla Corte d’Assise di Ancona. Un perito informatico ha ricostruito le attività digitali. Queste si sarebbero svolte tra il dicembre 2022 e il maggio 2023. Tale periodo precede di poco il malore fatale della donna.
Cinque dispositivi elettronici sono stati sequestrati per l'analisi. Tra questi, computer, hard-disk e telefoni cellulari. Le informazioni recuperate offrono uno sguardo preoccupante sulle ricerche effettuate. La scena processuale si è animata durante l'esame dei periti medici. Il dibattito si concentra sulle cause del decesso di Daniela Chiorri. La morte è avvenuta il 24 maggio 2023. Questo dopo cinque giorni di ricovero ospedaliero a Fabriano.
Pareri medici discordanti sulla causa del decesso
Le perizie mediche presentano conclusioni contrastanti. Il medico legale della difesa, Raffaele Giorgetti, ipotizza una morte dovuta a un'infezione. Sostiene che la patologia non sia stata trattata adeguatamente. Al contrario, il consulente della Procura, Mauro Pesaresi, esclude la gravità delle patologie della donna. L'esito dell'autopsia, secondo Pesaresi, indica chiaramente un'intossicazione. La causa sarebbe il nitrito di sodio. Il consulente della Procura ha evidenziato la presenza di sostanze metaemoglobinizzanti nel corpo della vittima. Queste raggiungevano il 12%. Tale valore supera di gran lunga il limite dell'1%. Questo avrebbe provocato un'insufficienza respiratoria fatale.
Il pubblico ministero Ruggiero Dicuonzo aveva richiesto un ulteriore consulente super partes. Chiedeva anche l'audizione di un ufficiale del RIS. Quest'ultimo aveva analizzato il sangue della vittima. La Corte ha respinto entrambe le richieste. Il dibattito processuale rimane aperto. La difesa punta sull'ipotesi di un errore terapeutico. La Procura insiste invece sulla premeditazione del gesto.
La prossima udienza e le testimonianze
La prossima udienza, fissata per il 14 aprile, si preannuncia cruciale. Sarà il momento in cui l'imputato potrà fornire la sua versione dei fatti. Vincenzo Profili è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Le aggravanti includono la premeditazione, il legame di parentela e la minorata difesa della vittima. La sua testimonianza in aula potrebbe essere decisiva. Ieri è stata ascoltata anche una delle badanti che assisteva la coppia. La donna ha riferito di acquisti sospetti. Il medico avrebbe comprato bottiglie di acqua. Si trattava di una marca nota per favorire la regolarità intestinale. Profili avrebbe notato che le bottiglie erano scadute. Sia lui che la moglie avrebbero assaggiato l'acqua. Entrambi avrebbero percepito un sapore sgradevole e un colore giallognolo. Tuttavia, le analisi sulle bottiglie repertate non hanno rivelato tracce di sostanze velenose o nitrito di sodio.
È stata sentita anche la dottoressa di famiglia che seguiva la coppia. La professionista ha raccontato episodi particolari. Il dottor Profili le avrebbe fatto ascoltare delle registrazioni. Si trattava di voci che lui affermava di sentire in casa o provenire dalla televisione. La dottoressa ha riportato una frase specifica: «Una voce roca che diceva io sono Daniele (il figlio della coppia, deceduto 30 anni fa in un incidente), ti ammazzo». La sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo, ha testimoniato sull'impegno di Profili come medico. Lo ha descritto come una figura sempre disponibile ad aiutare i più deboli. La sindaca ha ricordato anche il suo ruolo di medico per le monache di clausura. Un incarico che, a suo dire, richiederebbe particolari doti umane e professionali.
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