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La Fiom di Fabriano esprime preoccupazione per l'occupazione nel sito Beko, chiedendo investimenti mirati per aumentare la produzione e ridurre l'uso della cassa integrazione. Si attende una convocazione ministeriale per discutere il futuro del settore elettrodomestici.

Situazione produttiva critica nel sito Beko

Il sito Beko di Melano, situato a Fabriano, sta affrontando un periodo di ridotta attività produttiva. Durante il mese di luglio, si prevede che la produzione coprirà solo il 60% delle giornate lavorative disponibili. Questo scenario porta a un ricorso esteso alla cassa integrazione, che interesserà circa il 40% dei lavoratori.

Questa situazione fa seguito a un mese di giugno già caratterizzato da simili criticità. Le informazioni provengono da una nota congiunta diffusa da Pierpaolo Pullini, membro della segreteria provinciale della Fiom, e Alessandro Belardinelli, rappresentante sindacale unitario (Rsu) dello stabilimento.

Richiesta di investimenti per rilanciare la produzione

I rappresentanti sindacali accolgono positivamente l'installazione di pannelli fotovoltaici. Questo intervento dovrebbe garantire un risparmio sui costi energetici stimato intorno al 30%. L'obiettivo è rendere lo stabilimento più sostenibile e competitivo sul mercato.

Tuttavia, la Fiom sottolinea l'urgenza di azioni concrete da parte della multinazionale. È fondamentale recuperare volumi produttivi attraverso investimenti mirati. Questi dovrebbero concentrarsi sia sui processi produttivi esistenti sia sullo sviluppo di nuovi prodotti.

Questi investimenti erano un punto cardine dell'accordo precedentemente sottoscritto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Inoltre, si auspica una revisione delle strategie commerciali, che attualmente non sembrano produrre i risultati sperati.

Esuberi e cassa integrazione: un quadro preoccupante

Pullini e Belardinelli ricordano che, nonostante le oltre 90 uscite volontarie di lavoratori, a fronte dei 64 esuberi previsti inizialmente dalla multinazionale, la fabbrica opera con un utilizzo della cassa integrazione intorno al 40%. Questo avviene con un organico complessivamente ridotto.

Le giornate di produzione nei mesi di giugno e luglio si attestano intorno al 60% di quelle potenzialmente lavorabili. La situazione è particolarmente critica per le maestranze con ridotte capacità lavorative, che subiscono l'impatto della cassa integrazione al massimo livello.

Appello al Ministero per un tavolo di confronto

Di fronte a questo quadro, si rinnova con forza la richiesta di una convocazione urgente da parte del Ministero. I sindacati ritengono non più rimandabile un confronto diretto per affrontare la crisi occupazionale e produttiva.

Si auspica che il Governo avvii una discussione seria e concreta sul settore degli elettrodomestici. È necessario istituire un tavolo di confronto dedicato. Questo dovrà essere supportato da politiche industriali adeguate e realmente efficaci per il rilancio del comparto.

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