Lavoratori Electrolux a Cerreto d'Esi protestano contro la possibile chiusura dello stabilimento, che minaccia 170 posti di lavoro. Si attendono decisioni cruciali in un summit ministeriale.
Manifestazione dei dipendenti Electrolux
I dipendenti dello stabilimento Electrolux di Cerreto D'Esi hanno organizzato uno sciopero. Hanno anche sfilato in corteo all'ingresso della rotatoria di Fabriano Est. L'azione di protesta è avvenuta in vista di un importante incontro istituzionale.
Il sito produttivo in questione è al centro di un piano della multinazionale svedese. Questo piano prevede la sua chiusura. La chiusura porterebbe alla perdita di circa 170 posti di lavoro diretti. La mobilitazione odierna mira a rafforzare il dissenso contro questa prospettiva.
Incontro decisivo al Ministero
La protesta è iniziata alle 9. È durata circa un'ora. I lavoratori sono poi rientrati nella fabbrica verso le 12. L'iniziativa serve a ribadire un netto rifiuto all'ipotesi di chiusura. Questo avviene alla vigilia di un vertice al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'incontro è fissato per le 10 a Roma.
Al summit parteciperanno il management dell'azienda. Saranno presenti anche i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali di Fim, Fiom e Uilm. Ci sarà anche il Ministro Urso. Parteciperanno inoltre le istituzioni regionali, incluse le Marche. Saranno presenti anche i sindaci dei comuni interessati.
Trattative e speranze
Questo incontro si profila come l'ultimo prima della pausa estiva. L'obiettivo è fare il punto della situazione. Ci sono stati tre incontri tecnici nelle scorse settimane. Questi incontri hanno mostrato piccoli progressi nella trattativa. Tuttavia, le parti sociali ritengono questi passi insufficienti. Soprattutto per lo stabilimento di Cerreto.
I rappresentanti Electrolux hanno confermato ufficialmente che non sono state trovate soluzioni alternative alla chiusura. Nonostante gli sforzi compiuti per individuarle. La situazione rimane quindi critica per i lavoratori.
Le voci dei lavoratori
Un volantino distribuito durante lo sciopero recita: «Vertenza Electrolux Cerreto non si chiude, Cerreto non si vende, la fabbrica si difende. Lavoratrici e lavoratori in lotta per difendere il proprio futuro e quello dell'industria di tutto il Paese». Questo messaggio sottolinea la determinazione dei dipendenti.
Pierpaolo Pullini della Fiom ha dichiarato: «Siamo in lotta perché bisogna salvare la fabbrica. Le lavoratrici ed i lavoratori in questi anni già fatto la loro parte con tanti sacrifici, adesso tocca all'azienda in primis ed alle istituzioni. Servono fatti concreti». Ha aggiunto: «L'azienda tolga dal tavolo la chiusura di Cerreto e inizi una trattativa vera, la politica renda sostenibile produrre cappe a Cerreto ed elettrodomestici in Italia».
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