La pazienza dei trasportatori siciliani è terminata. Di fronte all'aumento del costo del gasolio e alla mancata attuazione degli impegni presi dai governi nazionale e regionale, è stato annunciato un blocco dei porti.
Aumenti gasolio e promesse non mantenute
Il costo del gasolio continua a salire. Questo sta avendo ripercussioni economiche pesanti sulle aziende di trasporto. La pazienza dei trasportatori siciliani ha raggiunto il limite. Hanno atteso con senso di responsabilità. Speravano in azioni concrete dai governi.
Le promesse fatte ad aprile non sono state mantenute. Non sono state concretizzate le norme promesse. Salvatore Bella, coordinatore del comitato, ha espresso forte disappunto. «Abbiamo aspettato fino ad oggi», ha dichiarato.
Regione Sicilia: proclami e mancati decreti
Il governo regionale aveva preso un impegno. Doveva emanare un decreto assessoriale. Questo avrebbe permesso di richiedere i contributi per il caro gasolio. L'assessore Aricò, però, ha finora fornito solo proclami. Le sue promesse sono state diffuse su giornali e social media.
Non sono seguite azioni concrete. Le aziende attendono ancora i decreti necessari. Questo ritardo aggrava la situazione economica. Le imprese del settore sono già in difficoltà.
Governo nazionale: il "marebonus" resta un miraggio
Anche il governo nazionale aveva fatto promesse. Si era impegnato a liquidare la prima annualità del "Sea Modal Shift". Questo incentivo, noto come "marebonus", doveva essere erogato entro luglio. Ad oggi, nessuna impresa ha ricevuto i fondi promessi.
La situazione è ulteriormente peggiorata. Sono giunte notizie di una decurtazione delle somme. Queste somme erano già state stanziate per la seconda annualità del "Sea Modal Shift". Questo taglio è inaccettabile per la categoria.
Prossimo passo: blocco dei porti siciliani
I trasportatori non intendono rimanere inerti. La mancanza di serietà e rispetto è inaccettabile. La categoria è già provata da difficoltà economiche. Sono state avanzate richieste di incontro. Si è chiesto un colloquio sia all'assessore Aricò sia al vice ministro Rixi. È stato concesso un termine di 15 giorni per una risposta.
Se il termine scadrà inutilmente, il comitato si riunirà. Verrà fissata la data per il blocco del trasporto intermodale. L'azione di protesta coinvolgerà tutti i porti siciliani. Questa è una misura estrema, ma necessaria.
Domande e Risposte
Perché i trasportatori siciliani minacciano il blocco?
I trasportatori siciliani minacciano il blocco dei porti a causa del continuo aumento del costo del gasolio. Sono inoltre delusi dalla mancata attuazione degli impegni presi dai governi nazionale e regionale riguardo a contributi e incentivi promessi.
Quali sono gli impegni non mantenuti dai governi?
Il governo regionale si era impegnato a emanare un decreto per i contributi sul caro gasolio, ma non è ancora stato fatto. Il governo nazionale doveva liquidare il "marebonus" entro luglio, ma le imprese non hanno ancora ricevuto nulla e si parla di tagli alle somme stanziate per la seconda annualità.