Sindaci dell'Altopiano denunciano un aumento di intimidazioni, superando i numeri di Caserta. Le autorità locali sottolineano la necessità di contestualizzare i dati, attribuendo gli atti a pochi individui e non alla comunità.
Aumento intimidazioni sui primi cittadini
Ivo Boscardin, sindaco di Enego, ha segnalato nove episodi di intimidazione nel 2021. Questi atti hanno portato a un risarcimento di quasi 40 mila euro per il suo comune. A questi si aggiungono i quattro casi verificatisi a Roana, guidato dalla sindaca Elisabetta Magnabosco. In totale, sull'Altopiano si contano tredici episodi. Questi numeri superano quelli registrati nella sola città di Genova e nell'intera provincia di Caserta, secondo dati ministeriali. Per una comunità di dimensioni ridotte, seppur distribuita su un vasto territorio, tali cifre possono apparire significative.
Tuttavia, Boscardin invita alla cautela. «Ma vanno contestualizzati», avverte. «Questo non è mica il far west, rimane sempre una comunità accogliente. Quegli episodi sono frutto dell'azione di pochissimi...».
Natura degli episodi denunciati
Tra gli atti di intimidazione a Enego, sono state trovate scritte sui muri. Queste sono apparse sulla casa del consigliere comunale Marco Francescato. Altri messaggi sono stati rinvenuti lungo le mura di contenimento della Provinciale 76, diretti contro il vice sindaco Stefania Simi. Infine, scritte sono comparse lungo la strada per Valmaron, rivolte al sindaco Boscardin. A Roana, invece, si sono verificati quattro episodi distinti. La sindaca e la sua squadra sono stati oggetto di volantinaggio.
Questi atti sono avvenuti durante la «Notte nera» dell'agosto 2021. Un ciclista mascherato ha distribuito il materiale diffamatorio. Dopo la diffamazione, la sindaca ha presentato denuncia contro ignoti. Ha subito sottolineato la solidarietà ricevuta da molti abitanti del paese. «Stiamo parlando di pochi individui che certo non rappresentano la gente di Roana», ha ribadito Magnabosco.
Ruolo del sindaco e sfide attuali
Il ruolo del sindaco e dell'amministratore locale è diventato sempre più esposto. Boscardin, con la sua lunga esperienza, condivide questa visione. «Non è mai giusto generalizzare», afferma. «Così come è improprio fare paragoni tra realtà molto diverse, tra un paese come il mio e altri centri in altre regioni».
«Si tratta sempre di poche persone», prosegue. «E talvolta non è nemmeno ben comprensibile la ragione che li spinge a mettere in atto le intimidazioni». A volte, infatti, gli atti non sembrano legati a decisioni prese dall'amministrazione. «Quando si amministra», aggiunge Boscardin, «si sa che non si può accontentare tutti. Ma un conto è manifestare civilmente il proprio disappunto, anche discutere e litigare è ammesso in politica, un altro conto è superare il limite».
L'impatto dei social e la figura del capro espiatorio
Secondo il primo cittadino di Enego, qualcosa si è incrinato nel corso degli anni. «In termini generali», dichiara Boscardin, «credo che i social network e la logica dell'agire e parlare dietro il velo dell'anonimato abbiano favorito certe derive anche nella vita reale». Questo ha portato a un aumento di episodi in cui si supera il limite.
Le persone scaricano le proprie frustrazioni sugli amministratori pubblici. Questi diventano così dei veri e propri «capri espiatori». Questo clima generale produce «danni». Inoltre, «disincentiva le persone ad assumere incarichi pubblici». Per questo, il sindaco di Enego considera l'indennizzo dello Stato agli enti colpiti come «una manifestazione di vicinanza». Si aggiunge a quella delle forze dell'ordine. È un rimborso per lo più simbolico ma utile come ristoro delle coscienze.
Serve come monito per far capire che certi gesti arrecano un danno alla collettività. Questo avviene al di là della persona colpita. Per questo i sindaci dell'Altopiano hanno destinato le somme ricevute dallo Stato. Le hanno utilizzate per finanziare incontri o progetti scolastici. Questi mirano all'educazione alla legalità e al rispetto del patrimonio pubblico e scolastico. L'obiettivo è partire dai giovani per correggere le tendenze negative.
Solidarietà e prospettive future
«Dopo gli episodi che hanno riguardato la nostra amministrazione», afferma la sindaca di Roana, Elisabetta Magnabosco, «ho sentito tutta la solidarietà dei cittadini e delle istituzioni». Questo ha costituito una spinta in più per proseguire con l'impegno e i progetti per il paese. Da un lato, sentiva il dispiacere per un gesto fine a se stesso. Dall'altro, non si è fatta condizionare.
«Cosa penso dei numerosi casi di intimidazioni in Altopiano?» si chiede la sindaca. «Che sono comunque le azioni di pochi, mentre io sono il sindaco di molti: in questo c'è già la risposta». La solidarietà ricevuta rafforza la determinazione a continuare il proprio lavoro per la comunità.