A Dueville, la trasformazione del parco intitolato al partigiano Rinaldo Arnaldi in un'area per cani ha acceso un acceso dibattito. La famiglia del partigiano esprime forte disappunto, definendo la scelta «inopportuna». Il sindaco replica, contestando alcune affermazioni storiche.
Controversia sull'area cani a Dueville
La decisione del Comune di Dueville di destinare l'ex campo da calcio, noto come parco "Loris", a un'area di sgambamento per cani ha sollevato un'ondata di proteste. La petizione cittadina ha raccolto oltre 500 firme. Anche l'Anpi provinciale e la minoranza consiliare hanno espresso il loro dissenso. Ora si aggiunge la voce della famiglia del partigiano Rinaldo Arnaldi, medaglia d'oro al valor militare e Giusto tra le Nazioni.
La famiglia contesta fermamente la scelta, ritenendola una mancanza di rispetto verso la memoria storica. L'area, infatti, era legata a eventi tragici legati alla Resistenza. La trasformazione in un parco per cani è vista come un gesto che sminuisce il ricordo di quanto accaduto.
La famiglia Arnaldi esprime disappunto
In una lettera inviata alla stampa, nipoti e pronipoti di Rinaldo Arnaldi e di sua sorella Mary, staffetta partigiana, hanno manifestato il loro sconcerto. Ricordano come l'ex campo da calcio fosse uno degli scenari di rappresaglie naziste. La decisione di adibirlo a sgambatoio per cani è considerata «del tutto inopportuna».
«Un progetto che svilisce la memoria di ciò che è avvenuto senza aiutarne la trasmissione alle nuove generazioni», affermano. La famiglia trova difficile comprendere la sensibilità che porta a un progetto irrispettoso del luogo. Non chiedono monumenti, ma una cura costante della memoria storica.
«Chi è caduto vittima di una cultura di morte merita di essere celebrato attraverso la vita, la gentilezza e la bellezza», sottolineano. Ritengono che un'area cani, delimitata da un'alta recinzione, non sia la destinazione appropriata. Chiedono al Comune di fare un passo indietro.
Replica del sindaco di Dueville
Il sindaco di Dueville, Giuliano Stivan, ha replicato alle critiche. Ha contestato l'affermazione che il campo fosse ufficialmente intitolato al partigiano "Loris". Ha dichiarato che sono state effettuate verifiche in tal senso. Ha anche definito «grave» l'affermazione che nell'ex campo sportivo sia avvenuto un eccidio di 19 persone.
Il primo cittadino ha suggerito che, se vi era la volontà di preservare la memoria, sarebbe stato più opportuno tutelare l'abitazione dei fratelli Arnaldi. Attraverso una procedura di tutela o acquisto, si sarebbe potuto creare un polo museale sulla Resistenza. Si interroga sul perché gli eredi non abbiano perseguito questa opportunità.
Stivan conclude riflettendo sul rischio che la memoria storica venga richiamata in modo selettivo. La sua preoccupazione è che ciò avvenga per valutazioni contingenti o tornaconto, anziché per una tutela coerente e lungimirante.