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Farmacie comunali in Trentino quasi completamente ferme per uno sciopero nazionale. La protesta mira a sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo scaduto nel 2024, chiedendo adeguamenti salariali e riconoscimento professionale.

Farmacie comunali chiuse in Trentino per protesta

La maggior parte delle farmacie comunali in Trentino ha aderito a uno sciopero nazionale. L'adesione è stata quasi totale in tutta la provincia. Molti punti vendita sono rimasti chiusi, con l'eccezione dei servizi di turno.

A Trento, tutte le farmacie municipali hanno cessato l'attività. Solo un punto vendita ha garantito il servizio essenziale perché designato per il turno. La situazione è simile in altri comuni.

Anche Lavis, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Arco, Tenno, Volano, Pomarolo, Besenello e Rabbi hanno visto le loro farmacie comunali chiuse. A Dro, unica farmacia aperta, ha operato solo per garantire il turno.

Sciopero anche a Rovereto e adesione generale

La mobilitazione ha interessato anche la città di Rovereto. Qui, solo una delle sei farmacie comunali gestite dalla Smr ha aperto i battenti. Le altre cinque hanno aderito alla protesta.

In totale, su 26 farmacie comunali e un dispensario presenti nella provincia, solo tre strutture hanno potuto operare. Questa massiccia adesione testimonia il malcontento diffuso tra il personale del settore.

La protesta è stata indetta a livello nazionale dai sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs. L'obiettivo principale è sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. Quest'ultimo è scaduto a dicembre del 2024.

Richieste salariali e riconoscimento professionale

I lavoratori e i sindacati chiedono un adeguamento salariale equo. Questo dovrebbe tenere conto dell'incremento del costo della vita. Inoltre, si punta a valorizzare le competenze professionali.

Ogni giorno, il personale delle farmacie accoglie i cittadini. Offre dispensazione di farmaci e preziosi consigli. Eroga anche un numero crescente di servizi sanitari.

La vertenza attuale va oltre il semplice rinnovo contrattuale. Riguarda anche il riconoscimento del ruolo fondamentale dei farmacisti. Essi rappresentano un presidio sanitario di prossimità sempre più diffuso.

Farmacisti come presidio sanitario territoriale

Negli ultimi anni, la funzione delle farmacie si è ampliata. Hanno assunto un ruolo centrale nell'assistenza territoriale. Hanno esteso le loro attività e servizi.

Tuttavia, questo ampliamento di compiti non ha trovato un adeguato riscontro nelle condizioni economiche e professionali. Le lavoratrici e i lavoratori del settore lamentano questa mancanza di riconoscimento.

Queste ragioni contribuiscono alla difficoltà attuale nel reperire nuovo personale. Il settore sta perdendo attrattiva per le condizioni lavorative offerte.

Appello al Sindaco di Trento per sbloccare la trattativa

Attualmente, circa un centinaio di persone lavorano nelle farmacie comunali della provincia. Ci sarebbe spazio per ampliare gli organici. Tuttavia, trovare nuove risorse è complicato.

Per superare lo stallo con Assofarm, i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno inviato una lettera al sindaco di Trento, Franco Ianeselli. Lo hanno invitato a farsi promotore di un incontro.

L'obiettivo è facilitare un confronto tra le sigle sindacali e tutte le amministrazioni comunali azioniste. Questo dialogo dovrebbe sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. La situazione attuale rischia di compromettere ulteriormente l'attrattività del settore.