Cronaca

Forlì, maxi-restauri PNRR per chiese storiche: un milione per la Cattedrale

9 marzo 2026, 15:01 6 min di lettura
Forlì, maxi-restauri PNRR per chiese storiche: un milione per la Cattedrale Immagine da Wikimedia Commons Dovadola
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Cantieri aperti per il patrimonio sacro: un futuro di bellezza e sicurezza

Un vasto programma di interventi sta trasformando il volto di alcune delle più significative chiese della Diocesi di Forlì-Bertinoro. I cantieri, attivi e in fase avanzata, beneficiano di cospicui finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), affiancati da risorse dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica, contributi della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e fondi privati.

Questi lavori non solo mirano alla conservazione strutturale, ma anche alla valorizzazione estetica e funzionale di edifici che rappresentano pilastri della storia e della cultura locale. L'impegno economico complessivo supera i due milioni di euro, destinati a garantire un futuro più sicuro e splendente a questi beni inestimabili.

Il progetto coinvolge tre gioielli architettonici: la Cattedrale di Forlì, il Santuario di Fornò e la Badia di Dovadola. Ogni intervento è stato studiato per affrontare specifiche problematiche, dalla stabilità delle fondazioni al rifacimento delle coperture, passando per la prevenzione dell'umidità e il consolidamento delle strutture murarie.

La Cattedrale di Forlì: un milione per la sicurezza e l'estetica

Nel cuore di Forlì, la maestosa Cattedrale è oggetto di un'opera di restauro di grande portata. Gli operai sono al lavoro sulle coperture esterne, elementi cruciali per la protezione dell'edificio dagli agenti atmosferici. Parallelamente, si sta procedendo al consolidamento della cuspide del campanile, una struttura che svetta sul panorama cittadino e che richiede massima attenzione per la sua stabilità.

L'investimento per la Cattedrale di Forlì ammonta a circa un milione di euro. Questa somma è frutto di un'importante sinergia tra diverse fonti di finanziamento. Una parte consistente proviene dai fondi PNRR, che riconoscono il valore strategico del patrimonio culturale italiano.

A questi si aggiungono le risorse derivanti dall'8x1000, un contributo fondamentale per la Chiesa Cattolica italiana, e un generoso apporto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. Non mancano, infine, i fondi privati, testimonianza dell'attaccamento della comunità al suo principale luogo di culto.

Questi interventi non sono solo una questione di manutenzione, ma rappresentano un'azione proattiva per preservare un simbolo identitario. La Cattedrale, con la sua storia millenaria, è un punto di riferimento spirituale e culturale per l'intera diocesi, e la sua integrità è essenziale per le generazioni future.

Il Santuario di Fornò: scoperte e consolidamento per quasi 800mila euro

Anche il suggestivo Santuario di Fornò, situato nelle immediate vicinanze di Forlì, è interessato da un complesso progetto di recupero. Qui, l'attenzione è rivolta principalmente al consolidamento delle fondazioni, un intervento basilare per garantire la stabilità a lungo termine dell'intera struttura. Il rinforzo delle murature è un altro punto chiave, volto a contrastare i segni del tempo e a prevenire futuri cedimenti.

Un aspetto cruciale del restauro riguarda la prevenzione dall'umidità, un nemico silenzioso ma implacabile per gli edifici storici. L'umidità può compromettere la solidità delle strutture e danneggiare affreschi e decorazioni interne. Per questo, sono previste soluzioni innovative per proteggere il santuario da infiltrazioni e risalite capillari.

Il rifacimento della pavimentazione interna in cotto restituirà al Santuario di Fornò parte del suo antico splendore, migliorando l'estetica e la fruibilità degli spazi. Durante l'esecuzione dei lavori, gli addetti hanno avuto una sorpresa: sono stati scoperti elementi della costruzione più antica del santuario, offrendo nuove prospettive sulla sua evoluzione storica e architettonica.

Il costo complessivo per il Santuario di Fornò si avvicina agli 800mila euro. Di questi, ben 740mila euro provengono dalle risorse del PNRR, a conferma dell'importanza attribuita a questo sito. La restante parte è coperta da fondi privati, che dimostrano l'affetto e la dedizione dei fedeli e dei sostenitori verso questo luogo di culto e devozione.

La Badia di Dovadola: un restauro mirato per il tetto e il campanile

Nella località di Dovadola, la storica Badia è al centro di un intervento focalizzato sulla sua copertura e sul campanile. I lavori includono lo smontaggio del manto di copertura esistente, un'operazione delicata che precede la pulizia approfondita delle strutture lignee sottostanti. Le parti ammalorate del tetto verranno sostituite con materiali idonei, garantendo la massima durabilità.

Successivamente, si procederà al rimontaggio del nuovo manto di copertura, con l'applicazione di una guaina impermeabilizzante all'avanguardia. Questo strato protettivo è essenziale per prevenire infiltrazioni d'acqua e per assicurare la longevità del tetto, preservando l'interno dell'edificio da danni futuri. Simili interventi strutturali sono stati pianificati anche per il campanile, un elemento distintivo della Badia di Dovadola che necessita di un consolidamento mirato.

Il costo stimato per il restauro della Badia di Dovadola è di circa 350mila euro. Anche in questo caso, il PNRR gioca un ruolo fondamentale, finanziando 270mila euro dell'importo totale. La parte rimanente è coperta da risorse private, a testimonianza dell'impegno congiunto di enti pubblici e cittadini per la salvaguardia di questo patrimonio.

Il Vescovo Corazza: «Un bene, ricchezza e bellezza per tutti»

Monsignor Livio Corazza, Vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro, ha espresso profonda gratitudine per la realizzazione di questi importanti lavori. Le sue parole sottolineano il valore intrinseco di tali interventi, che vanno oltre la mera manutenzione degli edifici di culto.

«Siamo grati a tutti coloro che rendono possibile la realizzazione di questi importanti lavori», ha dichiarato il Vescovo. Ha poi evidenziato come questi restauri arrivino in un momento significativo, in concomitanza con la presentazione del progetto per la candidatura di Forlì e Cesena a Capitale italiana della cultura.

Il Vescovo ha rimarcato l'importanza di questi interventi che «valorizzano le chiese non solo per la celebrazione del culto, ma come bene, ricchezza e bellezza per tutti». Questa visione ampia riconosce il ruolo delle chiese come custodi di arte, storia e tradizioni, accessibili e fruibili dall'intera comunità, indipendentemente dalla fede religiosa.

Il recupero di questi edifici sacri si inserisce dunque in una strategia più ampia di valorizzazione del territorio e del suo patrimonio. Essi diventano attrattori culturali, elementi di un percorso che può arricchire l'offerta turistica e culturale della regione, contribuendo al benessere sociale ed economico.

L'impegno profuso in questi cantieri rappresenta un investimento nel futuro. Non si tratta solo di riparare danni o di prevenire crolli, ma di infondere nuova vita in strutture che hanno resistito per secoli. Questi restauri sono un messaggio di speranza e di continuità, un ponte tra passato e futuro, che assicura la trasmissione di un'eredità preziosa alle prossime generazioni.

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