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Alessandro Bergonzoni porta il suo spettacolo "Arrivano i Dunque" in Sardegna, toccando Dorgali, Cagliari e Carbonia. L'artista emiliano esplora il significato del teatro, del successo e dell'utopia, con un occhio di riguardo per la pace.

Bergonzoni porta "Arrivano i Dunque" in Sardegna

L'artista emiliano Alessandro Bergonzoni torna a calcare i palcoscenici sardi. Il suo spettacolo, intitolato "Arrivano i Dunque", farà tappa in diverse città dell'isola. L'attore e sperimentatore porterà la sua inconfondibile cifra stilistica.

Le date previste includono Dorgali, dove si esibirà mercoledì 22 aprile alle 20:30 presso l'Auditorium Comunale. Successivamente, lo spettacolo sarà a Cagliari. Qui, giovedì 23 aprile e venerdì 24 aprile, sempre alle 20:30, Bergonzoni si esibirà al Teatro Massimo, nell'ambito della rassegna "Pezzi Unici".

La tournée sarda si concluderà a Carbonia. Sabato 25 aprile, alle 20:30, il Teatro Centrale ospiterà l'artista, sotto l'egida del Cedac. L'evento promette un'immersione nel pensiero e nell'arte di Bergonzoni.

Il significato profondo dello spettacolo "Arrivano i Dunque"

Alessandro Bergonzoni descrive i "Dunque" come domande. Queste sono definite concise e precise. Lo spettacolo è un'evocazione, un'asta di pensieri. L'artista mette in scena un'asta metaforica. Il pubblico è invitato a partecipare con le proprie riflessioni.

L'obiettivo di Bergonzoni non è il mero intrattenimento. Egli ricerca un'onda di vibrazione nel pubblico. «Più del successo, mi interessa far succedere», afferma l'artista. Questa frase racchiude la sua filosofia. Il teatro è visto come un catalizzatore di esperienze e pensieri.

Lo spettacolo è un fiume di parole. La sua cifra stilistica è surreale e poetica. Bergonzoni scardina il senso comune. Indaga i significati nascosti dietro le parole. Il pubblico è paragonato a uno speleologo. Deve esplorare per trovare il significato.

Influenze letterarie e culturali di Bergonzoni

Tra gli amori letterari di Bergonzoni spicca "Finnegans Wake" di James Joyce. L'artista lo definisce un libro infinito. Ha aperto la sua mente a nuove percezioni. Ha scoperto cose prima sconosciute.

Accanto a Joyce, cita i versi di Dylan Thomas. Menziona anche poeti italiani come Edoardo Sanguineti e Roberto Roversi. Questi autori hanno segnato la sua formazione culturale.

Roberto Roversi è stato un punto di riferimento. La sua influenza risale alla Bologna degli anni Ottanta. Bergonzoni gli portò il suo primo testo poetico. Roversi era un intellettuale di spicco. Era in dialogo con figure come Pasolini.

Pace, utopia e amore per la Sardegna

In "Arrivano i Dunque" emerge il tema della pace. Questo è particolarmente urgente in un mondo segnato da conflitti. Bergonzoni parlerà della sua installazione "Tavolo delle Trattative". Sostiene il concetto di "mondo amato, non armato".

L'artista integra diverse forme espressive. Accanto a spettacoli e libri, crea esposizioni e installazioni artistiche. La sua ricerca è multiforme. Coinvolge performance e lectio magistrali.

La Sardegna occupa un posto speciale nel suo cuore. «Dove c'è il mare per me è casa», dichiara. L'isola rappresenta terra, cielo, silenzio e mare. Sente un legame profondo con questa terra. Anche con altre regioni come Napoli, la Puglia e la Calabria.

Bergonzoni crede nelle vite precedenti. Sente di appartenere a certi luoghi e paesaggi. Questo legame si estende anche al festival "Time In Jazz". Tornerà a Berchidda in estate, su invito di Paolo Fresu.

Conclude sottolineando l'importanza dell'utopia. «In "Arrivano i Dunque" parlo della realtà, che dobbiamo alimentare con l'utopia, sennò non ci sarebbe stato Leonardo Da Vinci», afferma. L'utopia è vista come motore di progresso e creatività.

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