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La metrotranvia Milano-Seregno affronta seri rischi di interruzione dei lavori a Paderno Dugnano, minacciando l'intera Brianza. Sindaci e la Provincia di Monza e Brianza denunciano la mancanza di chiarezza sui costi e sul tracciato, chiedendo un confronto urgente.

Criticità sulla metrotranvia Milano-Seregno

La prospettiva di interrompere i lavori della metrotranvia a Paderno Dugnano ha generato un forte allarme nei comuni brianzoli. Questa ipotesi, emersa durante un incontro presso la Città metropolitana, è stata definita «inaccettabile» dai primi cittadini di Nova, Desio e Seregno. La situazione preoccupa anche l'onorevole Silvia Roggiani, segretaria regionale del Partito Democratico. Lei ha sollecitato il Governo a farsi carico degli extracosti stimati in 120 milioni di euro.

La Provincia di Monza e Brianza ha espresso la sua preoccupazione. Non ci sono ancora certezze né sulla copertura dei costi aggiuntivi né sulla conferma del tracciato previsto. Una nota ufficiale da via Grigna sottolinea la mancanza di chiarezza che affligge la Provincia e tutti i territori interessati. La Città metropolitana ha comunque invitato a un tavolo di confronto fissato per il 14 aprile. Questo passo è accolto con soddisfazione, ma si evidenzia la necessità di un coinvolgimento più tempestivo e continuo.

Provincia chiede confronto trasparente

Il presidente Luca Santambrogio ha rimarcato l'urgenza di un chiarimento completo. La Provincia di Monza e della Brianza non può essere esclusa dalle decisioni strategiche. Un'infrastruttura del genere ha un impatto diretto sui comuni locali. È necessario un confronto trasparente e immediato per comprendere le criticità e gli scenari in studio. La Provincia ricorda il suo impegno economico nell'accordo istituzionale. Sono stati stanziati circa 18,2 milioni di euro, di cui 5,5 milioni già versati alla Città metropolitana. L'impegno è stato onorato, credendo nel valore dell'opera. Ora si attende chiarezza sullo stato dell'intervento, sui tempi aggiornati e sulle garanzie di completamento dell'intero percorso.

La strategia iniziale prevedeva la realizzazione di numerosi micro cantieri per velocizzare i lavori. Tuttavia, la realtà ha preso una piega diversa. Difficoltà tecniche, ritardi e aumenti imprevisti dei costi hanno complicato il progetto. La situazione è particolarmente critica a Desio, dove la città è diventata un unico grande cantiere. L'intervento più atteso, la rimozione dei vecchi binari dal centro, è ancora fermo. Nel frattempo, corso Milano, la principale arteria stradale, è diventata un percorso ad ostacoli.

Disagi e preoccupazioni in Brianza

Carreggiate ristrette, marciapiedi provvisori e attività commerciali penalizzate creano esasperazione tra residenti e commercianti. Le associazioni di categoria hanno più volte denunciato un calo del fatturato e difficoltà operative. La situazione in via Mazzini è altrettanto delicata. Il cantiere della metrotranvia si sovrappone a un altro intervento atteso: il nuovo ingresso del pronto soccorso dell'ospedale Pio XI. Uno stop potrebbe non interferire con la Pedemontana, ma causerebbe problemi di coordinamento e ulteriori ritardi per l'accesso sanitario.

A Seregno, il disagio assume i contorni di una beffa. La metrotranvia, nella sua concezione originale, è sempre stata vista come poco utile. Il capolinea era previsto lontano dal centro, e il tram, più lento del treno, non offre un reale vantaggio ai pendolari. L'amministrazione comunale è riuscita a ottenere alcune modifiche per rendere l'opera più funzionale. Tuttavia, i cantieri, specialmente in via Livio Colzani, una delle principali porte d'accesso alla città, causano rallentamenti e congestione.

Sorge inoltre il grande interrogativo sul deposito tram di via Europa, al confine con Desio. Un capannone già costruito, destinato ad ospitare i convogli. Se la linea dovesse fermarsi a Paderno Dugnano, quella struttura rischierebbe di diventare un enorme spazio vuoto. Potrebbe essere esposto a degrado, occupazioni abusive e problemi di sicurezza. Questa sarebbe un'eredità pesante, che si aggiungerebbe ai disagi già subiti dai cittadini, con possibili ricadute sociali e di sicurezza.

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