Desenzano: grattacieli bloccati per bonifica suolo
Progetto grattacieli Desenzano sospeso
Il controverso progetto di edificazione di due grattacieli residenziali e direzionali nell'area dell'ex fabbrica Federal Mogul a Desenzano del Garda è attualmente in stand-by. La realizzazione delle imponenti strutture, soprannominate da alcuni le «torri gemelle», è legata a doppio filo al completamento di un'ampia operazione di bonifica del terreno, iniziata nel 2011.
L'area, vasta circa 30 mila metri quadrati di cui 22 mila coperti, è stata oggetto di una proposta di Piano Integrato di Intervento da parte della nuova proprietà, riconducibile alla società Rinascimento srl di Salò. Il piano prevedeva, oltre ai due edifici da 13 piani, anche una terza struttura di 3 piani per uffici e attività commerciali.
Bonifica ex Federal Mogul: tempi lunghi
La chiusura della fabbrica nel 2011 ha lasciato un'eredità problematica: un suolo profondamente compromesso dall'attività industriale. Le stime attuali indicano che le operazioni di bonifica si protrarranno almeno fino al dicembre 2028. Solo in quella data è previsto un monitoraggio finale per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Successivamente, qualora i risultati fossero conformi, si avvierà un ulteriore periodo di monitoraggio post-collaudo della durata di due anni, portando così la conclusione delle procedure di messa in sicurezza ben oltre la fine del decennio, probabilmente verso il 2030.
Monitoraggio ambientale e prescrizioni
Gli aggiornamenti più recenti al progetto operativo di bonifica, risalenti a maggio, delineano un quadro complesso di interventi. Sono previste iniezioni di «biostimulation», l'installazione di nuovi piezometri per il controllo delle acque sotterranee e verifiche sulla possibile formazione di gas.
Le autorità ambientali, come Arpa, hanno emesso specifiche prescrizioni riguardanti la presenza di sostanze inquinanti. Tra queste, metano e composti organici volatili nell'aria, e manganese, ferro, dicloroetilene, cloruro di vinile, etano ed etilene nelle acque sotterranee. L'Ats, inoltre, ha richiesto verifiche approfondite per escludere qualsiasi interferenza sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, segnalando la necessità di sistemi di contenimento per alcune concentrazioni riscontrate.
Il futuro dell'area industriale
Nonostante le problematiche emerse e i lunghi tempi necessari per la bonifica, il progetto dei futuri edifici rimane formalmente «vivo» sul tavolo della proprietà. Tuttavia, le autorità e il sindaco hanno chiarito in più occasioni che qualsiasi sviluppo urbanistico e cambio di destinazione d'uso dell'area non potrà prescindere dal completamento e dall'esito positivo delle operazioni di bonifica del suolo.
La priorità assoluta rimane quindi la riqualificazione ambientale del sito, un passaggio fondamentale prima di poter immaginare un nuovo futuro per l'area dismessa di via Marconi a Desenzano.