Un atto di profanazione ha macchiato le celebrazioni del 25 aprile a Desenzano. I fiori deposti alla stele del Massadrino, in memoria dell'ultima battaglia partigiana, sono stati rubati, offrendo un'ombra alla memoria storica della città.
Furto alla stele del Massadrino a Desenzano
Le celebrazioni per il Giorno della Liberazione a Desenzano sono state offuscate da un gesto deplorevole. Le corone di fiori, poste dai volontari dell'ANPI, dal Comune e dalla CGIL, sono scomparse. Il furto è avvenuto proprio nel giorno in cui si commemora la fine della Seconda Guerra Mondiale.
I fiori erano destinati alla stele del Massadrino. Questo monumento ricorda l'ultima cruenta battaglia combattuta nella zona. La stele fu inaugurata nel 2015. Essa rende omaggio al giovane partigiano Angelo Memini. Il venticinquenne perse la vita combattendo contro i nazifascisti.
La battaglia del Massadrino-Fabbrica
La battaglia di Massadrino-Fabbrica è un evento ancora vivido nella memoria locale. Partigiani della zona e membri della Brigata Garibaldi mantovana organizzarono un'imboscata. L'obiettivo era un convoglio di veicoli tedeschi in transito. La località scelta fu una stretta via in zona Massadrino.
L'attacco avvenne all'alba del 27 aprile. I partigiani usarono armi leggere. Tuttavia, nelle cascine vicine stazionavano soldati tedeschi. Questi disponevano di mezzi cingolati, armi automatiche e mitragliatrici.
La risposta tedesca e la liberazione
La reazione tedesca fu immediata e violenta. Le armi automatiche furono scatenate contro i partigiani. Per sfuggire al fuoco nemico, i combattenti della Resistenza dovettero ritirarsi. Si rifugiarono sulle pendici del Montecorno.
Tra le vittime del conflitto vi fu Angelo Memini. Tra i feriti figuravano Giuseppe Bussola e Angelo Raimondi. Entrambi erano originari di Desenzano. Poche ore dopo, la città fu dichiarata libera. Le formazioni partigiane raggiunsero il centro cittadino alle 7:30.
Le vie principali, come via Santa Maria, via Roma e piazza Umberto I (oggi piazza Malvezzi), si riempirono di festeggiamenti. Il partigiano Ireneo Marai ricordò l'accoglienza trionfale dei cittadini. La stele del Massadrino venne eretta il 25 aprile 2015. L'allora sindaca era Rosa Leso.
Un affronto alla memoria collettiva
Il furto dei fiori rappresenta un grave affronto alla memoria storica e ai valori della Resistenza. L'atto vandalico, avvenuto in un giorno di solenne commemorazione, suscita sconcerto e indignazione. Le autorità e i cittadini attendono risposte e condannano fermamente questo gesto.
La stele del Massadrino è un simbolo importante per Desenzano. Essa ricorda il sacrificio di chi ha lottato per la libertà. Il furto dei fiori è un'offesa non solo ai caduti, ma a tutta la comunità che celebra la Liberazione.
Domande frequenti
Cosa è successo alla stele del Massadrino a Desenzano?
Alla stele del Massadrino a Desenzano sono stati rubati i fiori deposti il 25 aprile, Giorno della Liberazione. L'atto è avvenuto in concomitanza con le celebrazioni.
Chi era Angelo Memini?
Angelo Memini era un giovane partigiano di 25 anni. Morì combattendo nella battaglia del Massadrino contro i nazifascisti. La stele a lui dedicata commemora il suo sacrificio e l'ultima battaglia per la liberazione di Desenzano.