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Un atto vandalico a Desenzano ha macchiato la commemorazione della Liberazione. I fiori deposti alla stele del Massadrino sono stati rubati, offrendo un grave affronto alla memoria storica.

Furto alla stele del Massadrino

Desenzano del Garda ha vissuto un momento di profonda amarezza. Nel giorno in cui si celebrava la Liberazione, un gesto incivile ha colpito la memoria storica della città. I fiori destinati alla stele del Massadrino sono stati sottratti.

Ogni anno, il 25 aprile, volontari dell'Anpi, il Comune e la Cgil depongono corone floreali. Queste sono un omaggio alla battaglia finale combattuta nella zona del Massadrino. La stele commemora il giovane partigiano Angelo Memini. Fu ucciso dai nazifascisti nel 1945, all'età di soli 25 anni.

La battaglia del Massadrino

La battaglia di Massadrino-Fabbrica è un evento significativo per Desenzano. I partigiani locali, con l'appoggio della Brigata Garibaldi mantovana, organizzarono un attacco. L'obiettivo era un convoglio tedesco in transito. La località scelta fu uno stretto passaggio.

L'azione partigiana ebbe luogo all'alba del 27 aprile. I combattenti usarono armi leggere. Tuttavia, nelle vicinanze erano presenti soldati tedeschi. Disponevano di mezzi cingolati, armi automatiche e mitragliatrici. La reazione tedesca fu immediata e violenta.

La resistenza e la liberazione

I partigiani furono costretti a ritirarsi. Cercarono rifugio sulle pendici del Montecorno per sfuggire al fuoco nemico. Tra le vittime di questo scontro vi fu il giovane Angelo Memini. Tra i feriti figuravano Giuseppe Bussola e Angelo Raimondi, entrambi originari di Desenzano.

Poche ore dopo, la città fu finalmente liberata. Le formazioni partigiane e la Squadra di azione patriottica locale entrarono nel centro cittadino. Le strade principali, come via Santa Maria, via Roma e piazza Umberto I (ora piazza Malvezzi), furono teatro di festeggiamenti. La fine della guerra fu accolta con gioia.

«I partigiani vennero accolti in tripudio dai desenzanesi», ricordava il partigiano Ireneo Marai. La stele del Massadrino fu inaugurata il 25 aprile 2015. L'allora sindaca era Rosa Leso.

Un affronto alla memoria

Il furto dei fiori rappresenta un grave affronto. Colpisce la memoria di chi ha combattuto per la libertà. È un gesto che ferisce la comunità di Desenzano. Si spera in una rapida identificazione dei responsabili.

Questo atto vandalico solleva interrogativi sulla sensibilità civica. La stele del Massadrino è un simbolo importante. Ricorda il sacrificio di giovani vite per la democrazia. Il furto dei fiori offende non solo i caduti. Offende anche chi ogni anno rinnova il ricordo.

Le autorità locali hanno espresso ferma condanna. Si attende una risposta concreta per prevenire futuri episodi. La memoria storica va protetta e rispettata. Soprattutto in date così significative per la nazione.

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