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Il Borghi dei Tesori Fest torna per la sesta edizione nel 2026, trasformando 25 borghi siciliani in laboratori di narrazione e turismo. L'evento promuove l'identità locale e contrasta lo spopolamento.

Borghi dei Tesori Fest: un viaggio esperienziale

Pranzare con i pastori, esplorare grotte misteriose, scoprire chiese antiche e casematte scavate nella roccia. Si potrà pedalare lungo sentieri profumati di erbe aromatiche e ascoltare storie millenarie. Nei borghi siciliani, l'esperienza turistica si costruisce lentamente, diventando un ricordo indelebile.

Questa è la filosofia del Borghi dei Tesori Fest. L'edizione 2026 promette un programma diffuso. Venticinque piccoli centri dell'Isola diventeranno protagonisti. Dal 9 al 24 maggio, per tre weekend consecutivi, questi luoghi apriranno le loro porte. Saranno accessibili chiese, oratori, castelli e archivi. Anche paesaggi naturali unici saranno protagonisti.

Il progetto mira a valorizzare il patrimonio culturale. L'obiettivo è creare un circuito turistico alternativo. Questo circuito è animato dai giovani delle comunità locali. Si vuole contrastare lo spopolamento delle aree interne. Si cerca di restituire centralità a territori meno battuti dal turismo di massa.

Presentazione ufficiale e obiettivi del festival

La presentazione ufficiale si è tenuta al Grand Hotel et des Palmes di Palermo. Marcello Mangia, CEO della catena alberghiera partner, ha definito la manifestazione un «tesoro della nostra isola».

Alessandro Anello, assessore al Turismo del Comune di Palermo, ha sottolineato la crescita di questo segmento turistico. Ha evidenziato come valorizzi i piccoli comuni. Laura Anello, presidente della Fondazione, ha descritto l'evento come una «maratona di esperienze». Ogni anno apre «nuove finestre» sui territori.

Il concetto di rete è fondamentale. Daniela Segreto, dirigente regionale per la cooperazione territoriale europea, ha spiegato come il progetto connetta comunità e opportunità internazionali. Vengono citati programmi come CHORAL, focalizzato sull'accessibilità del patrimonio culturale.

Giovani narratori e valorizzazione dei territori

Il festival non è solo una rassegna. È un vero e proprio dispositivo di attivazione sociale. I giovani assumono il ruolo di narratori e guide. Custodiscono le storie e le tradizioni locali. Il borgo non è più visto solo come un luogo del passato. Diventa una fonte di possibilità per il futuro.

«Non sono luoghi del passato», spiegano dal comitato scientifico guidato da Fabrizio Ferreri. «Ma spazi da rileggere in chiave contemporanea». L'intento è dare nuova vita a questi centri storici.

Il calendario si articola su tre weekend intensi. Si inizia il 9 e 10 maggio. I borghi coinvolti sono Alessandria della Rocca, Burgio, Caltabellotta, Balestrate, Delia e Piana degli Albanesi.

Il weekend successivo, 16 e 17 maggio, vedrà protagonisti Custonaci, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Centuripe, tra gli altri. La chiusura è prevista per il 23 e 24 maggio. Parteciperanno Bisacquino, Chiusa Sclafani, Montevago, Partanna, Prizzi e Sant’Angelo Muxaro.

Esperienze uniche e premi per la rigenerazione

Ogni borgo offre un racconto unico. A Custonaci si potrà visitare una casamatta trasformata in museo militare. Si scenderà nella suggestiva grotta della clava. A Petralia Soprana riaffiora la memoria di Silvana Mangano. A Montelepre si scoprirà che una «pasta» può essere un dolce tradizionale.

A Partanna è prevista la possibilità di pranzare con i pastori locali. Sui Sicani, un itinerario teatrale racconterà storie di miracoli. Questo percorso toccherà Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana.

I dettagli diventano simboli. I petali del Fiorello a San Mauro Castelverde, gli archi arabi di Prizzi. I ruderi della Matrice di Montevago sono stati restituiti alla comunità. Le cavità naturali di Sant’Angelo Muxaro e i mulini lungo l’Anapo a Cassaro completano il quadro.

Accanto alle esperienze, ci sono interventi concreti. I premi Borghi dei Tesori 2026 sono stati assegnati a Prizzi e Bisacquino. Hanno ricevuto il riconoscimento per progetti di rigenerazione urbana. Sono stati realizzati murales identitari e il restauro di una statua lignea settecentesca.

I CHORAL Accessibility Awards hanno premiato le azioni volte a rendere il patrimonio più accessibile. Il festival conferma la sua formula smart. Un unico coupon permette l'accesso alle visite. Sono disponibili formule da 4 o 10 ingressi.

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