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Il Piemonte ha inviato una richiesta formale alla Liguria per intensificare la cooperazione nella lotta alla peste suina africana. L'obiettivo è contenere la diffusione del virus, specialmente nelle zone appenniniche di confine, attraverso un maggiore impiego di risorse e personale dedicato.

Contenimento peste suina africana

La regione Piemonte ha sollecitato un rafforzamento della collaborazione con la Liguria. L'urgenza è legata al contenimento della peste suina africana. Le aree di confine, in particolare quelle sull'Appennino, sono al centro delle preoccupazioni. L'assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato un preoccupante ritorno di casi. Nuovi focolai sono stati segnalati lungo il confine tra le due regioni.

Il lavoro congiunto finora ha permesso importanti risultati. Il commissario Filippini ha ottenuto il riconoscimento europeo di zone franche. Queste includono le province di Vercelli e Novara. Anche parti delle aree di Asti e Alessandria sono state incluse. Queste zone si trovano a nord dell'asse autostradale A21 Torino-Piacenza. Nonostante questi successi, persistono criticità. L'assessore Bongioanni ha notato un recente aumento di casi. Focolai precedentemente quiescenti si sono riattivati. Questo avviene soprattutto nell'area di confine tra Piemonte e Liguria.

Richiesta di collaborazione e risorse

Di fronte a questa situazione, l'assessore Bongioanni e il presidente Alberto Cirio hanno agito. Sabato 17 aprile hanno inviato una lettera congiunta. I destinatari erano il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Hanno scritto anche all'assessore all'Agricoltura, Alessandro Piana. La lettera chiede la massima collaborazione alla Liguria. Si sollecita l'impiego di tutte le risorse disponibili. Queste devono essere dedicate alla sorveglianza. È necessaria anche un'azione di depopolamento dei cinghiali. L'area interessata è quella appenninica vicina al Piemonte. Si chiede il potenziamento del personale dedicato. È auspicabile anche il reclutamento di nuove figure professionali.

Negli ultimi giorni, sono emersi nuovi focolai. Questi sono stati registrati nel Savonese. I comuni colpiti includono Dego, Sassello, Cairo Montenotte e Piana Crixia. Queste zone sono strategiche. Sono vicine al corridoio ecologico utilizzato dai cinghiali. Rappresentano un potenziale veicolo di diffusione del virus. La diffusione potrebbe raggiungere il Cuneese.

Chiusura corridoio biologico e azioni future

L'assessore Bongioanni ha ricordato l'impegno del Piemonte. La regione ha dedicato notevoli risorse. Sono stati fatti investimenti significativi. È stato impiegato personale specializzato. Questo sforzo ha permesso di mettere in sicurezza il distretto suinicolo cuneese. Ora si chiede alla Liguria di fare la propria parte. L'obiettivo è la chiusura definitiva del corridoio biologico della Valle Bormida. Questo passaggio è cruciale per bloccare la diffusione del virus.

Durante un incontro con il commissario straordinario Giovanni Filippini, sono state discusse azioni future. È stata avanzata la proposta di istituire un tavolo tecnico. Questo tavolo dovrebbe riunire gli assessori delle regioni confinanti. L'assessore Bongioanni si è inoltre impegnato personalmente. Si occuperà di richiamare a un'azione più efficace gli Enti Parco. Questa iniziativa è prevista per lunedì.

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