Un uomo ha tentato di rapire un bambino di 8 anni fingendosi suo padre in un oratorio a Osio Sotto. L'intervento tempestivo degli allenatori ha sventato il sequestro, portando all'arresto del 29enne.
Tentato rapimento in oratorio a Osio Sotto
Un episodio preoccupante si è verificato presso l'oratorio San Giovanni Bosco di Osio Sotto. Un uomo di 29 anni, residente a Dalmine, ha cercato di portare via un bambino di soli 8 anni. L'uomo ha approfittato della fine di un allenamento, interrotto a causa della pioggia. Si è introdotto negli spogliatoi della squadra dei Primi calci.
Il pakistano ha dichiarato di essere il padre del piccolo, di origini marocchine. Ha affermato di doverlo ritirare. Le sue intenzioni sono state subito messe in dubbio dagli allenatori presenti. L'episodio è avvenuto mercoledì pomeriggio, intorno alle 18:12.
L'intervento degli allenatori e l'arresto
L'allenatore Ivano Pontoglio, ex carabiniere, ha raccontato la dinamica dei fatti. «Pioveva forte, abbiamo fatto rientrare i bambini», ha spiegato. Il 29enne è entrato dicendo di dover ritirare il bambino, proferendo il suo nome. Pontoglio ha risposto che l'allenamento non era ancora concluso e ha invitato l'uomo ad uscire.
Successivamente, l'allenatore si è rivolto direttamente al bambino. «Tu conosci quella persona?», ha chiesto. Il piccolo ha risposto negativamente. L'uomo, secondo Pontoglio, «raccontava delle storielle, cose che non stanno in cielo e in terra».
Di fronte alla conferma del bambino di non conoscere l'individuo, gli allenatori hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine. L'uomo ha tentato di allontanarsi ma è stato bloccato. I Carabinieri sono giunti sul posto e hanno preso in consegna il 29enne, che non ha opposto resistenza. Ha pronunciato solo la frase: «Ho sbagliato», senza fornire spiegazioni concrete.
Le dichiarazioni dell'accusato e le indagini
Il 29enne è stato arrestato con l'accusa di tentato sequestro di persona, aggravato dall'età della vittima. Il fascicolo è seguito dal pm Mencarelli. Assistito dall'avvocato Brignoli, l'uomo ha negato davanti al gip di voler portare via il bambino. Ha sostenuto di aver solo aperto la porta dello spogliatoio per chiedere del minore.
Secondo la sua versione, si trattava di una «tappa di un gioco» con l'obiettivo di «salvare qualcuno». Le sue dichiarazioni contrastano con la testimonianza degli allenatori e del bambino. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle 4 telecamere di sorveglianza presenti nell'oratorio per ricostruire ulteriormente l'accaduto.
La testimonianza del padre e la reazione della comunità
Anche il padre del bambino è stato sentito dai militari. Ha riferito che, mentre il figlio maggiore accompagnava il fratellino all'oratorio, un uomo si era avvicinato al piccolo. L'individuo gli aveva chiesto di fare «due palleggi insieme» prima di allontanarsi. L'uomo che ha tentato il rapimento non era mai stato visto prima nell'oratorio, come confermato da don Michele Bucherat.
Il parroco ha sottolineato l'importanza del controllo da parte degli allenatori. Ha aggiunto che nei giorni successivi si è cercato di «andare avanti, con un occhio in più», garantendo il rispetto degli orari. La comunità parrocchiale ha discusso l'episodio con la famiglia del bambino e gli altri genitori. Fortunatamente, nessuno è rimasto traumatizzato. La famiglia ha espresso gratitudine per la vigilanza dimostrata dagli allenatori.
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