A Osio Sotto, un ex carabiniere e allenatore di calcio ha sventato un tentativo di rapimento di un bambino di 8 anni. L'uomo, Ivano Pontoglio, ha riconosciuto il pericolo e ha agito prontamente, allertando le forze dell'ordine.
Ex carabiniere interviene in un tentato rapimento
Ivano Pontoglio, figura nota a Osio Sotto, ha dimostrato grande prontezza intervenendo in una situazione di potenziale pericolo. L'uomo, congedato dall'Arma dei Carabinieri, ha agito con senso civico. Ha compreso la gravità della situazione che vedeva coinvolto un bambino di 8 anni. Un cittadino pakistano di 29 anni, residente a Dalmine, si era avvicinato al piccolo. L'uomo si spacciava per il padre del bambino, tentando di portarlo via. L'episodio è avvenuto negli spogliatoi dell'oratorio San Giovanni Bosco.
Grazie all'intervento di Pontoglio, il tentativo di sequestro di persona è stato sventato. L'ex militare ha immediatamente contattato i suoi ex colleghi dell'Arma. La sua azione è stata cruciale per l'arresto del sospettato. L'accusa è di tentato sequestro di persona, aggravato dall'età della vittima. La prontezza di riflessi di Pontoglio ha evitato conseguenze ben più gravi.
Il racconto dell'allenatore-eroe
Ivano Pontoglio, 69 anni, è ora allenatore della scuola calcio dell'oratorio di Osio Sotto. Fa parte anche dell'associazione nazionale carabinieri locale. Ha descritto la dinamica dei fatti. «Pioveva forte e allora abbiamo fatto rientrare i bambini negli spogliatoi», ha spiegato. «Li abbiamo fatti sedere in attesa che terminasse di piovere. In quel momento è entrato quel ragazzo che ha detto: ‘Devo ritirare il bambino e fa il suo nome».
«Io gli rispondo che l’allenamento non era ancora finito e l’abbiamo fatto uscire», ha continuato Pontoglio. «Poi mi sono rivolto al bambino: ma tu conosci quella persona? Mi ha detto di no. Allora siamo uscita a cercarlo: quell’uomo era rientrato da un’altra porta. Lo abbiamo fermato». L'allenatore ha aggiunto: «Raccontava delle storielle, ma cose che non stanno in cielo e in terra». Dopo la conferma del bambino, è stata allertata l'Arma.
La versione dell'arrestato e del padre
Il cittadino pakistano, una volta fermato, non ha opposto resistenza ai militari. Davanti al giudice per le indagini preliminari, ha dichiarato di essersi limitato ad aprire la porta dello spogliatoio. Ha affermato di aver chiesto se il minore si trovasse lì. Ha aggiunto di aver agito come parte di un «gioco» con specifiche indicazioni. Ha pronunciato frasi come: «Se parte la voce della chiesa vuol dire che non va bene… dovevo salvare qualcuno».
Il padre del bambino ha fornito la sua testimonianza ai militari. Ha riferito che, mentre il figlio maggiore accompagnava il fratellino all'oratorio per l'allenamento, un uomo si era avvicinato. Quest'ultimo aveva chiesto al piccolo di fare «due palleggi insieme», prima di allontanarsi. Questo precedente aveva già destato una certa preoccupazione.
La serenità dopo l'evento
Don Michele Bucherato, vicario parrocchiale, ha commentato l'accaduto. «Non lo avevamo mai visto prima», ha dichiarato. «Nei giorni successivi, ne abbiamo parlato sia con la famiglia del bambino che con gli altri genitori. In realtà sono tutti abbastanza sereni, nessuno è rimasto traumatizzato». Ha sottolineato la gratitudine della famiglia per l'attenzione degli allenatori. Ha evidenziato il fatto che non si siano verificate conseguenze negative.
L'episodio ha visto la collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. L'intervento di Ivano Pontoglio è stato fondamentale. Ha permesso di prevenire un grave reato. La comunità di Osio Sotto ha espresso apprezzamento per il suo gesto. La sua esperienza come carabiniere si è rivelata preziosa.
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