Un allenatore dell'oratorio di Osio Sotto ha impedito il rapimento di un bambino di 8 anni. L'uomo, che si era spacciato per un parente, è stato fermato grazie alla prontezza del personale.
Tentato rapimento a Osio Sotto
La comunità di Osio Sotto è scossa da un grave episodio. Un uomo di 30 anni ha tentato di rapire un bambino di 8 anni. L'evento è accaduto presso l'oratorio San Giovanni Bosco. L'intervento tempestivo dello staff ha evitato il peggio. La paura serpeggia tra le famiglie del paese. Si teme che simili azioni possano ripetersi.
L'oratorio ospita circa 150 bambini. Questi piccoli sono nati tra il 2014 e il 2020. L'associazione sportiva è l'Asd Oratorio Osio Sotto. Il personale sportivo non aveva mai visto l'uomo arrestato. Questo dettaglio ha subito destato sospetti. Il personale è abituato a conoscere genitori e accompagnatori.
Il sospetto si è trasformato in certezza. Il bambino ha dichiarato apertamente di non conoscere l'uomo. Quest'ultimo cercava insistentemente di portarlo via. L'uomo, di origine pakistana e residente a Dalmine, è accusato di tentato sequestro di persona. L'episodio è avvenuto vicino agli spogliatoi dell'oratorio. L'uomo si è presentato fingendosi il padre del piccolo. Il bambino ha avvisato l'allenatore, affermando di non conoscerlo. L'uomo ha tentato di avvicinarsi per due volte. Ha cercato anche un accesso secondario. È stato respinto dai presenti. Questi ultimi hanno poi allertato i carabinieri.
La testimonianza dell'allenatore
Ivan Pontiglio, mister della scuola calcio dell'oratorio e membro dell'Anc di Osio Sotto, ha raccontato i momenti concitati. «Mercoledì scorso, durante l'allenamento, pioveva forte», ha dichiarato. «Abbiamo fatto rientrare i bambini nello spogliatoio. Erano circa le 18.05, 18.10».
«Mentre parlavamo», ha proseguito Pontiglio, «è entrato dalla porta dei genitori questo ragazzo. Gli abbiamo chiesto cosa volesse. Ha detto che era lì per ritirare un bambino, facendo anche il nome. Gli abbiamo risposto che non poteva prenderlo e che doveva aspettare fuori. Lo abbiamo accompagnato all'uscita».
«Subito dopo», ha aggiunto, «abbiamo chiesto al bambino. Ci ha confermato per ben due volte che non lo conosceva. A quel punto siamo usciti a cercarlo. Lo abbiamo trovato che era rientrato da un'altra porta. Anche lì lo abbiamo fermato. Le spiegazioni che dava non stavano né in cielo né in terra. Così abbiamo chiamato i carabinieri».
I militari sono intervenuti rapidamente sul posto. Hanno preso in carico l'uomo. L'individuo, sebbene incensurato, è stato trasferito in carcere. La Procura ha disposto la misura. Il giudice ha convalidato l'arresto. È stata disposta la custodia cautelare.
Sicurezza e tranquillità dopo l'incidente
La priorità, come sottolineato dall'allenatrice Jennifer, è stata la protezione dei bambini. Si è cercato di evitare tensioni. «Abbiamo pensato subito ai bambini», ha affermato. «Volevamo risolvere la situazione senza creare scompiglio. Non volevamo spaventarli o far succedere qualcosa di peggio».
«Nessuno si è accorto di nulla», ha aggiunto il mister. «Hanno continuato ad allenarsi normalmente anche nei giorni successivi. Non abbiamo paura che possa ricapitare. L'attenzione è sempre alta, come lo è sempre stata».
I genitori sono stati informati. Hanno espresso tranquillità. Hanno confermato di non conoscere l'uomo. «Noi non lo avevamo mai visto prima», ha concluso Pontiglio. L'episodio ha destato preoccupazione. Tuttavia, la prontezza dello staff ha garantito la sicurezza.
Anche don Michele Bucherano, vicario parrocchiale, ha commentato l'accaduto. «C'è sicuramente un po' di preoccupazione», ha detto. «Ma allo stesso tempo resta il senso di sicurezza. Siamo soddisfatti per il lavoro dello staff delle squadre di calcio. Sono sempre attenti a gestire ingresso e uscita dei ragazzi».
Don Bucherano ha incontrato il padre del bambino. Anche lui si è detto tranquillo. Era contento che fossero state prese tutte le precauzioni. La gestione dell'incidente ha dimostrato grande professionalità. La comunità di Osio Sotto ringrazia l'allenatore e lo staff.
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