Commercio Bergamo: meno negozi, ma il turismo tiene
Indice Vivibilità Commerciale in Calo
La provincia di Bergamo ha registrato una significativa diminuzione del numero di esercizi commerciali. Tra il giugno 2024 e il dicembre 2025, sono scomparsi ben 534 negozi, nonostante un lieve aumento della popolazione residente. Questo dato ha portato l'indice di vivibilità commerciale, ovvero il numero di negozi ogni mille abitanti, a scendere da 17,35 a 16,78.
La mappatura, realizzata da Confcommercio Bergamo su 242 comuni, analizza tre indicatori chiave: vivibilità (negozi totali), vivacità (pubblici esercizi) e prossimità (negozi alimentari). L'obiettivo è monitorare la salute del settore commerciale locale e identificare le fragilità del territorio.
Turismo e Offerta Extraurbana: Fattori Determinanti
Il direttore di Confcommercio Bergamo, Oscar Fusini, sottolinea come il turismo si confermi un pilastro fondamentale per la sopravvivenza delle reti commerciali. Al contempo, l'eccessiva presenza di offerte commerciali esterne ai centri storici sta minando la vitalità di questi ultimi.
Fusini evidenzia inoltre come la mobilità, l'e-commerce e la grande distribuzione abbiano profondamente modificato le abitudini di acquisto. La sostenibilità di un'attività commerciale oggi dipende da fattori come il bacino d'utenza, la raggiungibilità e l'accessibilità.
Vivibilità Commerciale: Bergamo e Treviglio Leader, Seriate in Difficoltà
Analizzando l'indice di vivibilità, Bergamo si posiziona come polo commerciale dominante, con 31,82 esercizi ogni mille abitanti, quasi il doppio rispetto ad altri centri principali. Treviglio segue con 22,82 esercizi.
Tra i centri maggiori, Seriate registra l'indice più basso (14,15), penalizzata dalla vicinanza al capoluogo. Aree come la Valle di Scalve (24,55) e il distretto Fontium et Mercatorum (San Pellegrino Terme e dintorni, 22,68) mostrano una buona resilienza, grazie anche a una vocazione turistica.
In sofferenza, invece, il distretto di Lexena (10,30) e alcune aree della pianura orientale.
Prossimità Alimentare: Resilienza in Montagna e Preoccupazione in Periferia
L'indice di prossimità, che misura la presenza di negozi alimentari, vede Bergamo (2,97) e Treviglio (2,71, in crescita) tra i più accessibili. Romano di Lombardia si mantiene stabile.
Preoccupano le aree periurbane attorno a Bergamo, come i distretti di Dalmine (1,52), Isola Bergamasca (1,44) e Colli del Brembo (1,78), dove la grande distribuzione organizzata rischia di svuotare i centri storici.
Le aree montane più distanti, come la Valle di Scalve (5,26) e l'Alto Brembo (7,41), presentano indici elevati, sostenuti dalle abitudini di acquisto locali e dal turismo.
Vivacità Sociale: Val di Scalve Sorprende, Preoccupano Isola e Val San Martino
L'indice di vivacità, che considera i pubblici esercizi (bar, ristoranti, ecc.), vede Bergamo in crescita (11,61). Sorprendentemente, la Valle di Scalve (11,77) supera sia Bergamo che Treviglio, dimostrando una forte tradizione di socialità.
Romano di Lombardia (6,54) si distingue tra i centri di medie dimensioni. In forte difficoltà, invece, le aree pedemontane e di pianura, con le Terre di mezzo – Val San Martino (4,14) e Lexena (3,04) che registrano gli indici più bassi.
Questa notizia riguarda anche: