Il processo Hydra, che indaga su una presunta alleanza tra 'ndrangheta, camorra e Cosa Nostra in Lombardia, resterà a Milano. Il tribunale ha respinto le eccezioni delle difese riguardo alla competenza territoriale, confermando la giurisdizione milanese. L'istruttoria dibattimentale si preannuncia complessa con centinaia di testimoni da ascoltare.
Confermata la competenza territoriale del tribunale milanese
Il procedimento giudiziario denominato Hydra proseguirà presso il Tribunale di Milano. Questa decisione è stata presa dall'ottava sezione penale, presieduta da Maria Luisa Balzarotti. La corte ha rigettato le eccezioni sollevate dalle parti difensive. Le difese avevano sostenuto che il primo atto costitutivo dell'associazione mafiosa fosse avvenuto a Dairago. Questo comune rientra nella competenza territoriale di Busto Arsizio.
Il collegio giudicante si è allineato con le richieste della Procura. L'incontro iniziale, che avrebbe dato avvio all'attività criminale del presunto consorzio, si sarebbe tenuto nel giugno 2020. Il luogo indicato è un ristorante chiamato Sardinia, situato a Inveruno, un centro nell'hinterland milanese. Di conseguenza, il procedimento giudiziario rimane saldamente ancorato nel capoluogo lombardo.
I giudici hanno respinto la quasi totalità delle eccezioni presentate. Hanno tuttavia escluso la costituzione di parte civile per i Comuni di Abbiategrasso e Busto Arsizio. La motivazione fornita è stata la tardività della richiesta. Inoltre, è stata stralciata la posizione di un imputato. Nei suoi confronti è stata pronunciata una sentenza di "non doversi procedere". Quest'ultimo era già stato giudicato l'anno precedente a Cosenza per gli stessi reati.
I pm della DDA delineano un'istruttoria imponente
La presidente Maria Luisa Balzarotti ha ufficialmente dichiarato l'apertura dell'istruttoria dibattimentale. Ha poi concesso la parola ai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Si tratta di Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Durante la mattinata, anche il procuratore Marcello Viola ha presenziato al processo per circa un'ora. La sua presenza sottolinea la rilevanza dell'inchiesta.
La pm Alessandra Cerreti ha descritto l'istruttoria come "imponente". Ha anticipato la richiesta di sentire quasi 500 persone. Tra queste figurano testimoni e collaboratori di giustizia. L'obiettivo è dimostrare l'esistenza di un consorzio in Lombardia. Questo consorzio vedrebbe la partecipazione di 'ndrangheta, camorra e Cosa Nostra. Cerreti ha inoltre affermato che "questa non è una mafia silente".
L'indagine ha evidenziato infiltrazioni nel tessuto economico. Queste si sono accompagnate a estorsioni e intimidazioni. È emerso anche un caso di "lupara bianca". La pm Cerreti, insieme al collega Rosario Ferracane, ha presentato al Tribunale diverse richieste. Oltre a prove documentali, hanno chiesto il deposito di intercettazioni. Sono stati richiesti anche nuovi verbali "omissati" di pentiti. Infine, è stata sollecitata la convocazione in aula di 484 testi.
I testi suddivisi in gruppi per l'inchiesta Hydra
I nomi dei 484 testi sono stati organizzati in gruppi distinti. Il primo gruppo comprende 291 investigatori. Questi hanno contribuito attivamente alle indagini preliminari. Il secondo gruppo è formato da una serie di collaboratori di giustizia. Tra questi figurano anche figure esterne all'indagine Hydra. Un esempio è Emanuele De Castro, considerato un personaggio di spicco nell'inchiesta Krimisa. Le sue dichiarazioni sono state fondamentali per avviare l'indagine Hydra.
Il terzo gruppo è composto da numerosi testimoni. Questi soggetti sono legati ad altri procedimenti giudiziari. Le inchieste provengono dalle DDA di Milano, Catanzaro e Roma. I risultati di queste indagini sono confluiti nella maxi-inchiesta sulla "mafia a tre teste" lombarda. L'obiettivo è ricostruire l'intera rete criminale e le sue ramificazioni sul territorio.
La complessità del processo Hydra richiede un'analisi approfondita. Le difese avevano sollevato dubbi sulla competenza territoriale. La decisione del Tribunale di Milano di mantenere il processo nel capoluogo lombardo è quindi significativa. L'istruttoria dibattimentale si prospetta lunga e articolata. L'ascolto di centinaia di persone sarà cruciale per accertare i fatti contestati.
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