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Il Procuratore Generale di Catanzaro ha richiesto pene più severe per i tre presunti scafisti del naufragio di Cutro. L'udienza è stata aggiornata al 14 ottobre 2026 per le conclusioni dei difensori e la possibile sentenza.

Appello Cutro: richieste pene più alte

Il Procuratore Generale della Corte d'Appello di Catanzaro, Salvatore di Maio, ha sollecitato pene più severe per i tre individui accusati di essere gli scafisti del caicco affondato. L'incidente, avvenuto il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro, ha provocato la morte di 94 persone. Tra le vittime, 35 erano minorenni, e si contano ancora dispersi.

Il processo di secondo grado si sta svolgendo presso la Corte d'Appello di Catanzaro. La presidenza è affidata al giudice Giancarlo Bianchi. La richiesta di inasprimento delle pene riguarda i tre presunti responsabili del tragico evento.

Dettagli delle richieste di pena

Per un imputato pakistano di 28 anni, identificato come Khalid Arslan, la Procura Generale ha domandato una condanna a 12 anni di reclusione. A ciò si aggiunge una multa di 3 milioni di euro. In primo grado, questo imputato era stato condannato a 11 anni, un mese e dieci giorni.

Pene ancora più elevate sono state chieste per gli altri due imputati. Si tratta del connazionale Hasab Hussain, 24 anni, e del cittadino turco Sami Fuat, 53 anni. Per entrambi, la Procura Generale ha richiesto 17 anni di reclusione e una multa di 4 milioni di euro. Nel primo grado di giudizio, questi due erano stati condannati a 16 anni dal Tribunale di Crotone.

Accuse e aggiornamento udienza

In primo grado, i tre imputati erano stati giudicati colpevoli di favoreggiamento all'immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro reato. Erano stati invece assolti dall'accusa di naufragio colposo. La Procura Generale, tuttavia, sostiene che gli imputati debbano rispondere anche di quest'ultima imputazione.

Durante l'udienza, le parti civili hanno espresso il loro sostegno alle conclusioni presentate dal Procuratore Generale. L'udienza è stata rinviata al 14 ottobre 2026. In quella data, verranno ascoltate le argomentazioni degli avvocati difensori Salvatore Perri, Arturo Bova e Domenica Maiuli. Si prevede che la sentenza possa essere emessa nello stesso giorno.